Apple ha proposto una commissione del 15% per gli acquisti effettuati all’esterno dello store negli Stati Uniti. L’azienda di Cupertino ha cercato di ottenere una sospensione della decisione del tribunale sul calcolo della commissione, ma senza successo. Epic Games ritiene che non sia stata rispettata l’indicazione del tribunale di appello.
Apple chiede una commissione non necessaria
La giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha ordinato ad Apple di consentire l’inserimento di link o pulsanti nelle app per comunicare l’esistenza di un metodo di pagamento esterno allo store. L’azienda di Cupertino ha quindi introdotto una commissione del 27% a carico degli sviluppatori. In seguito alla denuncia di Epic Games, la giudice ha accertato la violazione dell’ingiunzione originaria.
Il tribunale di appello ha dato parzialmente ragione ad Apple, specificando che può applicare una commissione ragionevole basata sui costi necessari. Il mancato rispetto dell’ingiunzione (oltraggio alla corte) verrà esaminato dalla Corte Suprema, ma nel frattempo la giudice Yvonne Gonzalez Rogers dovrà stabilire la commissione da applicare per gli acquisti esterni allo store.
Dopo aver tentato invano di sospendere il procedimento relativo al calcolo della commissione, Apple ha presentato la sua proposta (PDF) al tribunale di primo grado. Gli sviluppatori dovrebbero pagare il 15% per gli acquisiti nelle app standard, il 10% per le app nei Video Partner Program, News Partner Program, Mini Apps Partner Program e per i rinnovi degli abbonamenti, il 5% per le app nello Small Business Program.
L’azienda di Cupertino ammette che, in base alla definizione di “costi necessari” del tribunale di appello, la commissione dovrebbe essere zero. La commissione del 15% tiene conto di strumenti, tecnologie e servizi offerti agli sviluppatori. Epic Games ha dichiarato che la proposta di Apple non rispetti l’indicazione del tribunale di appello. La software house può presentare opposizione entro 60 giorni.