Adblocker, guerra fratricida

Adblock Plus ha denunciato di fronte a Apple una applicazione concorrente, facendo leva su un presunto marchio registrato. Magic Adblock, prima rimossa da Cupertino, è tornata sull'App Store
Adblock Plus ha denunciato di fronte a Apple una applicazione concorrente, facendo leva su un presunto marchio registrato. Magic Adblock, prima rimossa da Cupertino, è tornata sull'App Store

Eyeo, azienda che sviluppa il popolarissimo AdBlock Plus nelle sue innumereveoli incarnazioni, è rivolta ad Apple per estromettere dei concorrenti dallo Store di applicazioni della Mela lamentando una non meglio precisata violazione di trademark.

A denunciare l’aggressività dei legali di Adblock Plus è Simon Moghimi, sviluppatore di Magic Adblock, una delle tante applicazioni che si sono affolate sull’App Store dopo l’apertura della Mela alle soluzioni capaci di sopprimere l’advertising su Safari a partire da iOS 9. A metà di gennaio, Apple ha notificato a Moghimi la segnalazione inoltrata da Eyeo, che puntava il dito contro presunte spiccate analogie riscontrate fra la propria app e Magic Adblock, annoverata nel “crescente numero di emuli che usano il nostro nome e/o logo per spingere gli utenti del vostro portale a scaricare una estensione che crea confusione con la nostra”.

Apple ha così invitato lo sviluppatore di Magic Adblock ad esporre le proprie ragioni, ma Moghimi ha ignorato la richiesta probabilmente ritenendola un’operazione superflua, poiché sarebbe bastata una verifica sui marchi registrati da Eyeo in Europa e negli States per saggiare l’inconsistenza della rivendicazione di Eyeo.

Alla fine di febbraio, Cupertino ha contattato nuovamente lo sviluppatore per avvertirlo della rimozione di Magic Adblock dall’App Store, in quanto “la disputa fra le parti non si è potuta risolvere in maniera informale”.

Nel giro di pochi giorni, Magic Adblock è tornata sull’App Store . Eyeo si è limitata a riferire che all’azienda “non importa se le persone usano il nostro codice” ma che “molti degli approfittatori spingono gli utenti a scaricare malware”. L’azienda non fa alcun riferimento esplicito ad Magic Adblock, né al programma di condivisione delle blacklist con applicazioni terze avviato di recente per guadagnare più peso di fronte all’industria dell’advertising.

Gaia Bottà

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09 03 2016
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