ADSL garantito più vicino

Il lavoro di VoIPex inizia a farsi sentire: dal Ministero e dall'Autorità TLC segnali di interesse per un sistema di classificazione per i servizi broad band di punta. L'obiettivo? Offerte trasparenti e garanzie di servizio per gli utenti
Il lavoro di VoIPex inizia a farsi sentire: dal Ministero e dall'Autorità TLC segnali di interesse per un sistema di classificazione per i servizi broad band di punta. L'obiettivo? Offerte trasparenti e garanzie di servizio per gli utenti

L’Italia va verso un futuro dove saranno meglio tutelati i diritti degli utenti che acquistano ADSL o servizi su IP. I quali adesso sono una nuvola evanescente: l’utente sa quanto andrà a pagare ma le prestazioni effettive restano un mistero finché non è troppo tardi per cambiare idea, perché molti contratti, per l’ADSL in particolare, sono annuali.

Ora però in molti lavorano per cambiare quest’andazzo: operatori, produttori di apparati e aziende varie del settore, all’interno del consorzio VoIPex ; l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) e l’Istituto Superiore delle Comunicazioni (presso il Ministero delle Comunicazioni).

Un appuntamento da cui hanno preso le mosse i primi lavori ha avuto luogo venerdì scorso: Agcom ha incontrato gli operatori, il VoIPex e alcune associazioni dei consumatori per definire una Carta dei servizi di accesso a Internet tramite rete fissa . È un passo deciso da una delibera di febbraio ma solo adesso c’è stato il primo incontro tra le parti. Si vuole dare a Internet una carta di servizi analoga a quelle disponibili, a tutela degli utenti, in altri settori delle telecomunicazioni (telefonia fissa e mobile). Si presume che entro il 2007 arriverà la carta, così che acquistare un’ADSL sarà meno un salto nel buio. L’utente avrà più garanzie e dati per capire la qualità dell’offerta cui sta per abbonarsi.

In parallelo sta lavorando VoIPex, la cui natura e statuto sono stati resi noti al pubblico giovedì al suo primo convegno ufficiale nell’Aula Magna del Ministero delle Comunicazioni a Roma. Sul neonato sito ora si legge l’obiettivo di fondo: “il Consorzio VoIPex rappresenta la prima iniziativa in Italia e nel mondo, trasversale a tutto il settore delle Comunicazioni e Telecomunicazioni ed estesa a tutte le realtà coinvolte nella realizzazione di servizi e tecnologie, che presidia, abilita e certifica l’interoperabilità, la qualità e la trasparenza dei servizi su IP “. Già: a dispetto del nome, VoIPex non si occupa solo di VoIP, bensì di tutti i servizi che possono andare su IP, dalla videocomunicazione all’IP TV alle funzioni di presence online.

Nell’occasione, VoIPex ha comunicato di essere al lavoro per certificare i servizi su IP. Dopo l’estate comincerà insomma a rilasciare bollini di qualità , cominciando dai servizi VoIP.

Ne ha parlato Guido Tripaldi, presidente del VoIPex, durante il convegno. Funzionerà in questo modo: gli aderenti al VoIPex potranno richiedere la certificazione dei propri servizi, sui quali saranno quindi condotti test da parte dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni (uno dei fondatori del VoIPex). Se tutto va bene, VoIPex rilascerà il bollino di qualità.

Non solo: in base ai risultati del test, il servizio sarà classificato all’interno di alcune categorie .
Per esempio, nel caso del VoIP si sta pensando a quattro categorie (Quality of service sul trasporto, Fonia e Video, Multifunzionalità, Nomadicità) per i quali il servizio può ottenere un giudizio di classe A, B o C.
Le quattro A è il massimo raggiungibile. La “A” significa che il servizio garantisce la qualità, in quella categoria, anche in interconnessione con reti di altri operatori, purché a loro volta certificate. Cioè, qualità e interoperabilità, nel caso di giudizio A, vanno a braccetto.
La B significa invece che c’è qualità ma l’interoperabilità non è piena. La qualità è garantita cioè solo all’interno della rete dell’operatore. La C significa che per quella categoria non ci sono garanzie oppure che il servizio manca di quell’aspetto.

Skype sarebbe classificato come CBBA: il trasporto è “best effort”, senza garanzie; i servizi voce, video e multifunzione hanno livelli garantiti solo all’interno della rete Skype. Cioè solo nel caso di chiamate Skype-Skype e non per quelle che finiscono su reti di altri operatori. La nomadicità è invece piena (il servizio è utilizzabile ovunque ci sia un accesso a Internet). Un giudizio C in questa categoria significherebbe invece che il servizio non è nomadico, può essere usato solo in una precisa postazione Internet. Allo stesso modo, se manca la multifunzione significa che il servizio dà soltanto fonia e voce (e non la presence, per esempio) e quindi si becca una C.

“Poiché tutto questo sarebbe complesso per l’utente, pensiamo che le classi potrebbero essere espresse attraverso quattro semafori, uno per ogni categoria” – dice Tripaldi. I semafori potrebbero apparire sulla pagina dell’offerta, con il marchietto VoIPex. Il verde significa “garantito con tutti”, il giallo sta per “solo con prodotti identici”; il rosso, “nessuna garanzia”. Perché i bollini si affermino come punto di riferimento per l’utente, sarebbe bene coinvolgere il maggior numero di operatori possibile. Purtroppo nuoce il fatto che nel VoIPex ancora non ci siano i grandi nomi degli operatori italiani, “ma contiamo di averne alcuni tra gli iscritti, nei prossimi mesi”, dice Tripaldi.

Una cosa notevole è che il tema della qualità e della trasparenza stia ora a cuore alle istituzioni: al Ministero delle Comunicazioni (attraverso l’Istituto Superiore), ma anche all’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni). Questa settimana ci sarà il primo incontro del tavolo per ottenere, entro i prossimi 180 giorni, l’interoperabilità dei servizi VoIP, come richiesto da una nota delibera .

Gli operatori si metteranno d’accordo sui punti di interconnessione tra le reti, i protocolli da usare (è quasi certo che saranno utilizzati Enum e Sip), i metodi per garantire le chiamate tra utenti di servizi VoIP diversi.

Obiettivo meno a portata di mano appare la Carta dei servizi Internet .
Nella riunione di venerdì, la bozza di provvedimento presentata da Agcom è stata contestata dalla maggior parte degli intervenuti. Si vuole arrivare a una carta che obblighi gli operatori a dichiarare, sui propri siti, alcuni valori delle offerte Adsl, che adesso sono nebulosi. E quindi permettere agli utenti di acquistare più a ragione veduta, di evitare delusioni, di sapere che cosa possono aspettarsi, nei fatti, da un’Adsl .

“Il problema con cui ci si è scontrati – spiega Tripaldi – è che con le Adsl solo alcuni valori possono essere garantiti in una carta dei servizi, perché sono deterministici: per esempio, i tempi di attivazione, di risposta del call center, di intervento in caso di guasti. Sono cose infatti che dipendono dalla quantità di risorse impiegate dagli operatori in rapporto alle richieste e al numero di utenti. Tutto ciò che riguarda le prestazioni è invece aleatorio”.

La ragione è che Internet è best effort per sua natura, perché una connessione dipende da tanti fattori; molti dei quali non sono controllabili da un operatore. L’impossibilità di dare garanzie assolute è l’altra faccia della libertà di Internet, della neutralità del mezzo . Solo in una Internet senza neutralità, dove tutto il traffico è comandato a bacchetta da tutti gli operatori messisi d’accordo, sarebbe pensabile (ma non auspicabile) avere garanzie assolute. Allora come fare?

La Carta dei servizi potrebbe obbligare gli operatori a dichiarare i valori deterministici. Mentre per quanto riguarda le prestazioni della linea potrebbero essere pubblicati rapporti di rilevazione periodici, curati da organismi super partes, come l’Istituto Superiore delle Comunicazioni. È la proposta del VoIPex, a cui Agcom e gli altri operatori adesso guardano con interesse. Così l’utente, prima di comprare , avrebbe un punto di riferimento ufficiale e degno di fede. Finora, per capire se un’offerta Adsl è buona o no, è costretto a saltare da un punto di vista all’altro, girare nei newsgroup, raccogliere opinioni di amici che hanno scarso valore statistico. Dall’anno prossimo l’utente italiano potrebbe già avere in mano un rapporto dettagliato da consultare direttamente dai siti degli operatori. Vi leggerebbe, tra l’altro, i valori di velocità e di banda disponibile media rilevata in un arco di tempo e relativa alla propria città o persino alla propria centrale telefonica .

Certo, non v’è garanzia che in futuro questi valori saranno rispettati, ma i dati passati fornirebbero preziosi indizi per decidere.

“Paragono le prestazioni Adsl alle oscillazioni dei fondi di investimento – dice Tripaldi – Prima di investire, non si può fare altro che consultare l’andamento passato dei fondi, per capire a quali affidare i propri soldi. Lo stesso potrebbe avvenire nel mercato Adsl”. Sarebbe una novità molto importante. La trasparenza tutela la scelta dell’utente ; ma è anche uno sprone perché gli operatori s’impegnino a migliorare la qualità dei servizi.

Quando tutto sarà pubblico e rilevato da un’istituzione, chi si potrà permettere di avere Adsl lumache? I panni sporchi finirebbero in piazza , certi e oggettivi, laddove adesso sono relegati nel fondo di un newsgroup o denunciati da una lettera pubblicata su Punto Informatico.

Non solo. La carta dei servizi costituirebbe poi una premessa essenziale affinché VoIPex possa pubblicare bollini anche per le Adsl , dividendole in classi, A, B e C.
A seconda delle proprie tasche ed esigenze, l’utente sceglierà tra le categorie.

È quanto avverrà se tutto andrà bene, ovviamente; se Agcom riuscirà a farsi dar retta e il VoIPex raccoglierà abbastanza proseliti, anche dai grandi operatori, che ancora mancano all’appello. Sarebbe bene per tutti, anche per gli operatori recalcitranti, aumentare la trasparenza e l’interoperabilità dei servizi IP. Evitare le reti chiuse e le offerte oscure (due aspetti di una stessa mentalità tesa a limitare la concorrenza nel mercato). Perché? Perché la conseguenza è lo sviluppo del mercato, la crescita del numero di utenti, un aumentato livello di consumo, conseguenze naturali di un servizio migliore e di offerte più affidabili. Ma forse non tutti gli operatori l’hanno già compreso.

Alessandro Longo
Paolo De Andreis
DSL e VoIP verso il bollino di qualità –> Roma – L’Italia va verso un futuro dove saranno meglio tutelati i diritti degli utenti che acquistano ADSL o servizi su IP. I quali adesso sono una nuvola evanescente: l’utente sa quanto andrà a pagare ma le prestazioni effettive restano un mistero finché non è troppo tardi per cambiare idea, perché molti contratti, per l’ADSL in particolare, sono annuali.

Ora però in molti lavorano per cambiare quest’andazzo: operatori, produttori di apparati e aziende varie del settore, all’interno del consorzio VoIPex ; l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) e l’Istituto Superiore delle Comunicazioni (presso il Ministero delle Comunicazioni).

Un appuntamento da cui hanno preso le mosse i primi lavori ha avuto luogo venerdì scorso: Agcom ha incontrato gli operatori, il VoIPex e alcune associazioni dei consumatori per definire una Carta dei servizi di accesso a Internet tramite rete fissa . È un passo deciso da una delibera di febbraio ma solo adesso c’è stato il primo incontro tra le parti. Si vuole dare a Internet una carta di servizi analoga a quelle disponibili, a tutela degli utenti, in altri settori delle telecomunicazioni (telefonia fissa e mobile). Si presume che entro il 2007 arriverà la carta, così che acquistare un’ADSL sarà meno un salto nel buio. L’utente avrà più garanzie e dati per capire la qualità dell’offerta cui sta per abbonarsi.

In parallelo sta lavorando VoIPex, la cui natura e statuto sono stati resi noti al pubblico giovedì al suo primo convegno ufficiale nell’Aula Magna del Ministero delle Comunicazioni a Roma. Sul neonato sito ora si legge l’obiettivo di fondo: “il Consorzio VoIPex rappresenta la prima iniziativa in Italia e nel mondo, trasversale a tutto il settore delle Comunicazioni e Telecomunicazioni ed estesa a tutte le realtà coinvolte nella realizzazione di servizi e tecnologie, che presidia, abilita e certifica l’interoperabilità, la qualità e la trasparenza dei servizi su IP “. Già: a dispetto del nome, VoIPex non si occupa solo di VoIP, bensì di tutti i servizi che possono andare su IP, dalla videocomunicazione all’IP TV alle funzioni di presence online.

Nell’occasione, VoIPex ha comunicato di essere al lavoro per certificare i servizi su IP. Dopo l’estate comincerà insomma a rilasciare bollini di qualità , cominciando dai servizi VoIP.

Ne ha parlato Guido Tripaldi, presidente del VoIPex, durante il convegno. Funzionerà in questo modo: gli aderenti al VoIPex potranno richiedere la certificazione dei propri servizi, sui quali saranno quindi condotti test da parte dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni (uno dei fondatori del VoIPex). Se tutto va bene, VoIPex rilascerà il bollino di qualità.

Non solo: in base ai risultati del test, il servizio sarà classificato all’interno di alcune categorie .
Per esempio, nel caso del VoIP si sta pensando a quattro categorie (Quality of service sul trasporto, Fonia e Video, Multifunzionalità, Nomadicità) per i quali il servizio può ottenere un giudizio di classe A, B o C.
Le quattro A è il massimo raggiungibile. La “A” significa che il servizio garantisce la qualità, in quella categoria, anche in interconnessione con reti di altri operatori, purché a loro volta certificate. Cioè, qualità e interoperabilità, nel caso di giudizio A, vanno a braccetto.
La B significa invece che c’è qualità ma l’interoperabilità non è piena. La qualità è garantita cioè solo all’interno della rete dell’operatore. La C significa che per quella categoria non ci sono garanzie oppure che il servizio manca di quell’aspetto.

Skype sarebbe classificato come CBBA: il trasporto è “best effort”, senza garanzie; i servizi voce, video e multifunzione hanno livelli garantiti solo all’interno della rete Skype. Cioè solo nel caso di chiamate Skype-Skype e non per quelle che finiscono su reti di altri operatori. La nomadicità è invece piena (il servizio è utilizzabile ovunque ci sia un accesso a Internet). Un giudizio C in questa categoria significherebbe invece che il servizio non è nomadico, può essere usato solo in una precisa postazione Internet. Allo stesso modo, se manca la multifunzione significa che il servizio dà soltanto fonia e voce (e non la presence, per esempio) e quindi si becca una C.

“Poiché tutto questo sarebbe complesso per l’utente, pensiamo che le classi potrebbero essere espresse attraverso quattro semafori, uno per ogni categoria” – dice Tripaldi. I semafori potrebbero apparire sulla pagina dell’offerta, con il marchietto VoIPex. Il verde significa “garantito con tutti”, il giallo sta per “solo con prodotti identici”; il rosso, “nessuna garanzia”. Perché i bollini si affermino come punto di riferimento per l’utente, sarebbe bene coinvolgere il maggior numero di operatori possibile. Purtroppo nuoce il fatto che nel VoIPex ancora non ci siano i grandi nomi degli operatori italiani, “ma contiamo di averne alcuni tra gli iscritti, nei prossimi mesi”, dice Tripaldi.

Una cosa notevole è che il tema della qualità e della trasparenza stia ora a cuore alle istituzioni: al Ministero delle Comunicazioni (attraverso l’Istituto Superiore), ma anche all’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni). Questa settimana ci sarà il primo incontro del tavolo per ottenere, entro i prossimi 180 giorni, l’interoperabilità dei servizi VoIP, come richiesto da una nota delibera .

Gli operatori si metteranno d’accordo sui punti di interconnessione tra le reti, i protocolli da usare (è quasi certo che saranno utilizzati Enum e Sip), i metodi per garantire le chiamate tra utenti di servizi VoIP diversi.

Obiettivo meno a portata di mano appare la Carta dei servizi Internet .
Nella riunione di venerdì, la bozza di provvedimento presentata da Agcom è stata contestata dalla maggior parte degli intervenuti. Si vuole arrivare a una carta che obblighi gli operatori a dichiarare, sui propri siti, alcuni valori delle offerte Adsl, che adesso sono nebulosi. E quindi permettere agli utenti di acquistare più a ragione veduta, di evitare delusioni, di sapere che cosa possono aspettarsi, nei fatti, da un’Adsl .

“Il problema con cui ci si è scontrati – spiega Tripaldi – è che con le Adsl solo alcuni valori possono essere garantiti in una carta dei servizi, perché sono deterministici: per esempio, i tempi di attivazione, di risposta del call center, di intervento in caso di guasti. Sono cose infatti che dipendono dalla quantità di risorse impiegate dagli operatori in rapporto alle richieste e al numero di utenti. Tutto ciò che riguarda le prestazioni è invece aleatorio”.

La ragione è che Internet è best effort per sua natura, perché una connessione dipende da tanti fattori; molti dei quali non sono controllabili da un operatore. L’impossibilità di dare garanzie assolute è l’altra faccia della libertà di Internet, della neutralità del mezzo . Solo in una Internet senza neutralità, dove tutto il traffico è comandato a bacchetta da tutti gli operatori messisi d’accordo, sarebbe pensabile (ma non auspicabile) avere garanzie assolute. Allora come fare?

La Carta dei servizi potrebbe obbligare gli operatori a dichiarare i valori deterministici. Mentre per quanto riguarda le prestazioni della linea potrebbero essere pubblicati rapporti di rilevazione periodici, curati da organismi super partes, come l’Istituto Superiore delle Comunicazioni. È la proposta del VoIPex, a cui Agcom e gli altri operatori adesso guardano con interesse. Così l’utente, prima di comprare , avrebbe un punto di riferimento ufficiale e degno di fede. Finora, per capire se un’offerta Adsl è buona o no, è costretto a saltare da un punto di vista all’altro, girare nei newsgroup, raccogliere opinioni di amici che hanno scarso valore statistico. Dall’anno prossimo l’utente italiano potrebbe già avere in mano un rapporto dettagliato da consultare direttamente dai siti degli operatori. Vi leggerebbe, tra l’altro, i valori di velocità e di banda disponibile media rilevata in un arco di tempo e relativa alla propria città o persino alla propria centrale telefonica .

Certo, non v’è garanzia che in futuro questi valori saranno rispettati, ma i dati passati fornirebbero preziosi indizi per decidere.

“Paragono le prestazioni Adsl alle oscillazioni dei fondi di investimento – dice Tripaldi – Prima di investire, non si può fare altro che consultare l’andamento passato dei fondi, per capire a quali affidare i propri soldi. Lo stesso potrebbe avvenire nel mercato Adsl”. Sarebbe una novità molto importante. La trasparenza tutela la scelta dell’utente ; ma è anche uno sprone perché gli operatori s’impegnino a migliorare la qualità dei servizi.

Quando tutto sarà pubblico e rilevato da un’istituzione, chi si potrà permettere di avere Adsl lumache? I panni sporchi finirebbero in piazza , certi e oggettivi, laddove adesso sono relegati nel fondo di un newsgroup o denunciati da una lettera pubblicata su Punto Informatico.

Non solo. La carta dei servizi costituirebbe poi una premessa essenziale affinché VoIPex possa pubblicare bollini anche per le Adsl , dividendole in classi, A, B e C.
A seconda delle proprie tasche ed esigenze, l’utente sceglierà tra le categorie.

È quanto avverrà se tutto andrà bene, ovviamente; se Agcom riuscirà a farsi dar retta e il VoIPex raccoglierà abbastanza proseliti, anche dai grandi operatori, che ancora mancano all’appello. Sarebbe bene per tutti, anche per gli operatori recalcitranti, aumentare la trasparenza e l’interoperabilità dei servizi IP. Evitare le reti chiuse e le offerte oscure (due aspetti di una stessa mentalità tesa a limitare la concorrenza nel mercato). Perché? Perché la conseguenza è lo sviluppo del mercato, la crescita del numero di utenti, un aumentato livello di consumo, conseguenze naturali di un servizio migliore e di offerte più affidabili. Ma forse non tutti gli operatori l’hanno già compreso.

Alessandro Longo
Paolo De Andreis
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11 06 2006
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