Akamai: la banda è sempre più larga

Guidano i paesi asiatici, in particolare la Corea del Sud. In Europa la palma va alla Svezia. L'Italia arranca nelle posizioni di coda
Guidano i paesi asiatici, in particolare la Corea del Sud. In Europa la palma va alla Svezia. L'Italia arranca nelle posizioni di coda

La velocità media delle connessioni a banda larga continua a crescere in modo sostenuto in tutto il mondo. Merito del più ampio impiego di fibra ottica, DSL ad alta velocità nonché della nuova tecnologia DOCSIS 3.0. È quanto emerge dall’ultimo report Akamai sullo Stato di Internet , relativo al quarto trimestre 2008.

Akamai, il più grande network di content delivery del mondo, redige trimestralmente il report a partire dai dati di traffico dei suoi stessi clienti. Quella che ne scaturisce è una fotografia accurata ( ancorché parziale ) rispetto ai diversi aspetti che presiedono al funzionamento della rete.

Secondo il rapporto, la velocità media delle linee a banda larga si attesta nel mondo a 1,5 Mbps. Ma dietro tale dato aggregato si nascondono marcati scostamenti tra singole realtà territoriali. Nelle classifiche nazionali in materia, a farla da padrone è la Corea del Sud: il paese asiatico si piazza primo per velocità di connessione media – con linee che sfrecciano a 15Mbps- e secondo (dietro la Tunisia) quanto ad incidenza percentuale di utenze ad alta velocità, con il 94 per cento dei subrscriber che viaggiano al di sopra dei 2Mbps. Non se la cavano male neppure il Giappone (7 Mbps di velocità media, 90 per cento di connessioni “iperveloci”) e Hong Kong (6,8 Mbps e 88 per cento di banda larga).

Non mancano altri spunti di interesse. Uno riguarda la crescita complessiva della rete Internet, che continua inarrestabile: gli IP unici registrati da Akamai alla fine del 2008 sono oltre 400 milioni, con una crescita del 6 per cento rispetto al terzo trimestre e del 28 per cento rispetto all’anno precedente.

Un altro dato concerne invece l’incidenza delle linee iperveloci rispetto alla popolazione complessiva del paese. In questa classifica, guidata ancora una volta dalla Corea del Sud (0,21 le connessioni high speed per abitante), fanno buona mostra di sé anche i paesi (nord)europei, con Svezia, Paesi Bassi e Danimarca rispettivamente al secondo, al quinto ed al sesto posto del ranking. Come a dire che a Stoccolma quasi un abitante su cinque può godere di connessioni internet ad altissima velocità.

E l’Italia? Per quanto riguarda il nostro paese, il rapporto racconta di una velocità media pari a 2,9 Mbps, con un’incidenza delle connessioni iperveloci pari al 5,9 per cento del totale. In Europa, di conseguenza, il Belpaese si classifica sedicesimo (su 19) in termini di velocità, e diciottesimo (su 19) per quanto concerne l’incidenza delle utenze high speed .

L’allargamento della base di connessioni broadband viene visto dagli addetti ai lavori come una precondizione decisiva per la crescita futura Internet, anche in ragione della crescente richiesta di banda associata ai servizi video e multimediali. Così, mentre si susseguono gli allarmi sulla tenuta della rete, le principali autorità pubbliche mondiali promuovono ambiziosi programmi di finanziamento per il broadband .

Accade negli Stati Uniti, dove il piano di rilancio economico voluto dall’amministrazione Obama prevede diversi miliardi di dollari per il miglioramento delle reti a banda larga, ma anche nell’ Unione Europea e nell’onnipresente Corea del Sud parrebbe che le istituzioni non stiano a guardare.

Giovanni Arata

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30 03 2009
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