Alibaba, debutto record in Borsa

Le azioni fanno un salto del 38 per cento in apertura. In un colpo solo ottiene una valutazione superiore a quella di eBay e Amazon messe assieme

Roma – L’esordio sul mercato finanziario dell’azienda cinese Alibaba Group Holding Ltd è stato un successo: ha debuttato in Borsa venerdì battendo le previsioni ( già pronte a scommettere su un nuovo record) e tutti i precedenti.

Quando si sono aperte le contrattazioni sull’azienda cinese, le azioni sono schizzate del 38 per cento per la grande domanda, fino a raggiungere quota 93,89 dollari a partire da un prezzo di 68 dollari ad azione .

Si tratta di una valutazione complessiva da 231,4 miliardi di dollari , che la rende la più grande IPO di sempre per il mercato azionario degli Stati Uniti e fa di Alibaba un’azienda più grande di Amazon ed eBay messe insieme e del suo fondatore – che detiene l’ 7,8 per cento dell’azienda – Jack Ma l’uomo più ricco della Cina.

Ma ha inoltre accettato di vendere 2,7 milioni di azioni extra, ed il co-fondatore di Alibaba Joe Tsai 902.782 azioni in più di quanto preventivato. Alibaba dovrà ora vedersela con il consolidamento di questo potere economico enorme che Wall Street le ha garantito.

Claudio Tamburrino

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  • Skywalker scrive:
    Concorrenza
    Ma dov'è il problema. Hachette lo venda su Google Play o su iTunes (ah, già questi come minimo vogliono il 30%...). Oppure non offra più le pubblicazioni degli autori che hanno firmato con lei a Amazon, e li offra a e-bookstore alternativi. In Italia c'è Internet Bookstore (www.ibs.it).Aiuterebbero la concorrenza a crescere.Fino a prova contraria Amazon non gli ha mica vietato di vendere attraverso altri canali... quello sarebbe stato realmente "abuso di posizione dominante". Che poi tanto dominante non è. E' grosso, ma è ben lontano da rappresentare il 50%+1 del mercato dei libri.Perché non lo fanno? Forse che Amazon gli farebbe guadagnare di più? E allora se vai dal più grosso non è che puoi lamentarti se è più forte di te e non vuole scendere a compromessi. Anche perché non è che Hachette lasci scegliere ai nuovi autori la percentuale di remunerazione quando gli fa firmare un contratto di esclusiva...
  • M.R. scrive:
    Amazon è una ditta privata...
    ... e può fare quello che vuole con i prodotti che intende vendere (nel senso che se ritiene di non avere trovato un accordo favorevole con i produttori può boicottare il prodotto e decidere di non venderlo).Certo, le minacce non sono una bella cosa, ma se dice "questo è quello che ho da offrire, ti sta bene?" non vedo nulla di male.Se ad Hachette, King e altri editori e artisti non sta bene, che si aprano un bello store online e si gestiscano da soli le proprie pubblicazioni /vendite.Al supermercato le case produttrici più famose pagano per avere i propri prodotti disposti sugli scaffali in un certo modo e con una certa visibilità, è risaputo.Io non posso pretendere che il supermercato venda un mio prodotto solo perchè è un supermercato, né tantomeno posso pretendere che qualcuno (ad esempio un giudice) li obblighi a farlo.
    • Leguleio scrive:
      Re: Amazon è una ditta privata...

      Al supermercato le case produttrici più famose
      pagano per avere i propri prodotti disposti sugli
      scaffali in un certo modo e con una certa
      visibilità, è
      risaputo.In particolare i produttori di detersivi e prodotti per la casa.Su merci che hanno una concorrenza meno agguerrita la disposizione sugli scaffali è relativa: spesso c'è solo quella marca.
      Io non posso pretendere che il supermercato venda
      un mio prodotto solo perchè è un supermercato, né
      tantomeno posso pretendere che qualcuno (ad
      esempio un giudice) li obblighi a
      farlo.Eh, su quest'ultimo punto non metterei la mano sul fuoco per il futuro.Se Amazon verrà sanzionata per abuso di posizione dominante potrebbero imporgli una cosa simile: non proprio l'obbligo, quello è esagerato, ma ad esempio un tetto massimo allo sconto che possono imporre agli editori.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 23 settembre 2014 12.35-----------------------------------------------------------
      • Izio01 scrive:
        Re: Amazon è una ditta privata...
        - Scritto da: Leguleio


        Io non posso pretendere che il supermercato
        venda

        un mio prodotto solo perchè è un
        supermercato,


        tantomeno posso pretendere che qualcuno (ad

        esempio un giudice) li obblighi a

        farlo.

        Eh, su quest'ultimo punto non metterei la mano
        sul fuoco per il futuro.
        Se Amazon verrà sanzionata per abuso di posizione
        dominante potrebbero imporgli una cosa simile:
        non proprio l'obbligo, quello è esagerato, ma ad
        esempio un tetto massimo allo sconto che possono
        imporre agli editori.
        Infatti sono curioso di vedere come si svilupperà la faccenda. Spero che giudici e legislatori tengano conto anche dei lettori (e per definizione, in questo contesto si parla di acquirenti, che usano le vie legali) e del "diritto" di pagare un prezzo inferiore, a fronte delle PESANTI limitazioni d'uso del formato elettronico con DRM.Spero che facciano anche due conti prima di pronunciarsi, perché un prezzo inferiore risulterà quasi certamente in un numero maggiore di copie vendute, cosa che i bravi editori si rifiutano di considerare.
        • Leguleio scrive:
          Re: Amazon è una ditta privata...

          Infatti sono curioso di vedere come si svilupperà
          la faccenda. Spero che giudici e legislatori
          tengano conto anche dei lettori (e per
          definizione, in questo contesto si parla di
          acquirenti, che usano le vie legali) e del
          "diritto" di pagare un prezzo inferiore, a fronte
          delle PESANTI limitazioni d'uso del formato
          elettronico con
          DRM.Dubito che le decisioni di un'autorità antitrust in una causa contro Amazon tengano in considerazione questa circostanza: è indipendente dalla volontà di Amazon, se anche chiedesse di toglierle gli editori non acconsentirebbero. Esistono ebook in vendita su Amazon senza DRM:http://www.amazon.com/forum/kindle?_encoding=UTF8&cdForum=Fx1D7SY3BVSESG&cdThread=TxQ3BMS6ZZOVY8
    • .poz scrive:
      Re: Amazon è una ditta privata...
      Esiste sia nella giurisprudenza USA che in quella Europea l'abuso di posizione dominante. In questo caso Amazon fa leva sul fatto che di fatto è quasi un monopolista per imporre i suoi prezzi ai fornitori e se questi rifiutano li sabota.
  • .poz scrive:
    hanno torto entrambi
    Non conosco tutta la querelle tra Amazon e Hachette ma mi vien da pensare che abbiano torto entrambi:Hatcette e tutti gli altri editori non possono pretendere di vendere un libro elettronico allo stesso prezzo di un cartaceo.Amazon non può approfittare della sua posizione dominate per costringere gli editori a vendergli la merce a prezzi più bassi
    • cicciobello scrive:
      Re: hanno torto entrambi
      Intanto, mentre loro discutono, gli utenti si stancano di aspettare e vanno a cercarsi il libru sul mulo, a prezzi decisamente più bassi del cartaceo.
    • Izio01 scrive:
      Re: hanno torto entrambi
      - Scritto da: .poz
      Non conosco tutta la querelle tra Amazon e
      Hachette ma mi vien da pensare che abbiano torto
      entrambi:

      Hatcette e tutti gli altri editori non possono
      pretendere di vendere un libro elettronico allo
      stesso prezzo di un cartaceo.
      Il guadagno su un eBook è qualcosa come il 70% in più rispetto a quello su un libro tradizionale, l'avevo letto mesi fa in un articolo su questa diatriba. Hachette vorrebbe semplicemente intascare quel 70%, alla faccia dei lettori che si trovano dei "libri" con mille restrizioni.
      Amazon non può approfittare della sua posizione
      dominate per costringere gli editori a vendergli
      la merce a prezzi più bassiAmazon non riduce realmente i guadagni degli editori, nel senso che il valore extra degli ebook lo vuole dividere tra se stessa ed il lettore. Io compro un ebook a prezzo basso, e Amazon, che è stata pioniera di questo tipo di formato e fornisce tutta l'infrastruttura di pubblicazione e vendita, se ne prende un'altra fetta. Hachette continua a guadagnare quanto guadagna con un libro cartaceo, perché ha molte spese in meno.Certo, Hachette (e i vari autori VIP con lei) preferirebbe semplicemente guadagnare un sacco in più senza fatica, ma per me può andarsene a quel paese.
  • Darwin scrive:
    Vedo scrittori povri
    Amazon - si legge nel comunicato - sta minando la loro possibilità di pagare mutui, supportare le proprie famiglie o l'educazione dei propri figli. Vogliamo enfatizzare come sia una battaglia di principio dal momento che molti di noi non sono neanche autori Hachette Già me lo vedo Stephen King che chiede l'elemosina perché non riesce a pagare il mutuo.(rotfl) (rotfl) (rotfl) (rotfl)
    • M.R. scrive:
      Re: Vedo scrittori povri
      Certo, se compri una villa da 100ml di dollari con un mutuo da 1ml al mese e mandi tuo figlio in una scuola privata da miliardari qualche difficoltà "della quarta settimana" ci puo' anche stare. Ma vaffa! Ci sono argomentazioni migliori e più valide di questa. In pratica, traducendo, "vogliamo più soldi" e tutto il resto è di contorno.
    • Skywalker scrive:
      Re: Vedo scrittori povri
      Tra l'altro di cosa stiamo parlando? Sono andato sul sito di Hachette ed ho preso quattro autori a caso tra i titoli "coming soon".Sono poi andato su Amazon, e li ho tutti regolarmente trovati. Editi da editori diversi da Hachette.Quindi di cosa stiamo parlando?Delle capacità di piazzista di Hachette o di autori i cui libri, pur disponibili, vendono il 50% meno senza la spinta del marketing?Tra l'altro non è che Amazon si sia rifiutata di venderli: si rifiuta si RACCOGLIERE PRENOTAZIONI! Cioè un NUMERO DI ACQUISTI SICURI prima che l'editore faccia partire le rotative e spenda soldi.I libri non sono semplici prodotti di consumo, ma qui per questi autori sembra essere solo il prezzo ad avere valore.Mah, stare troppo tempo sotto il sole fermo a far nulla aspettando che arrivi l'assegno della collecting society qualche effetto collaterale ce l'ha.
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