Come Amazon gestisce i comandi vocali di Alexa

Amazon risponde al senatore statunitense Chris Coons in merito alle preoccupazioni legate alla gestione dei comandi vocali da parte di Alexa.

Nel mese di maggio il senatore democratico Chris Coons ha inviato una lettera a Jeff Bezos chiedendo chiarimenti a proposito di come e con quali finalità Amazon gestisce i comandi vocali impartiti dagli utenti all’IA di Alexa, così come le loro trascrizioni. La risposta del gruppo è arrivata il 28 giugno, a firma di Brian Huseman, Vice President of Public Policy.

Alexa e le registrazioni vocali

Nel documento si legge che l’azienda di Seattle conserva le registrazioni a tempo indefinito, associandole all’account dell’utente ed eliminandole solo in seguito alla volontà manifestata dal diretto interessato. A tal proposito, ricordiamo che nei giorni scorsi è stata introdotta una funzionalità che permette di farlo in modo rapido, semplicemente pronunciando “Alexa, cancella quello che ho appena detto”. Si apprende inoltre come il gruppo sia al lavoro per garantire che le trascrizioni non rimangano salvate su sistemi di storage collegati all’assistente virtuale (non è dato a sapere quali).

L'opzione da abilitare nel proprio account per consentire ad Alexa di eliminare i comandi vocali

Alcune conversazioni con Alexa, però, potrebbero non essere cancellate nemmeno in seguito a un’esplicita richiesta. Anche in questo caso non sono stati rivelati ulteriori dettagli in merito. Vi è invece un chiaro riferimento ai dati condivisi con le terze parti, più precisamente con gli sviluppatori impegnati nella realizzazione e nella distribuzione delle skill. Giustificate le preoccupazioni legate alla tutela della privacy.

Potremmo conservare altre registrazioni delle interazione dell’utente con Alexa, incluse quelle delle azioni attuate da Alexa in risposta ai comandi ricevuti. Quando un utente interagisce con una skill di Alexa, il suo sviluppatore potrebbe conservarne una registrazione.

La posizione di Amazon in merito agli utilizzi dei file audio e delle loro trascrizioni è chiara: sono impiegati esclusivamente per l’addestramento degli algoritmi che gestiscono l’intelligenza artificiale.

Migliorare Alexa con le registrazioni vocali e le trascrizioni provenienti da un gran numero di utenti ne assicura un buon funzionamento per tutti.

La versione integrale della lettera inviata da Amazon in risposta al senatore Chris Coons è consultabile su Scribd. Negli ultimi modelli di Amazon Echo, il gruppo ha ben spiegato quali opzioni siano state offerte agli utenti per spegnere microfono e videocamera. La sensazione è che, sebbene inizialmente sia stata presa alla leggera, la questione privacy sia ora al centro del progetto Alexa poiché soltanto così sarà possibile conquistare la fiducia degli utenti per entrare realmente nelle case ed in un utilizzo quotidiano.

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  • ComputArte scrive:
    Un dato grezzo generato da un utente consapevole dei suoi diritti sanciti dal GDPR, ipoteticamente rimane sotto il suo controllo...ma quando un dato grezzo viene elaborato in una dato a scopo di profilazione, questo è "novato" e diventa di proprietà di chi ha compiuto l"analisi" e la trasformazione ( ferme restando le caratteristiche univoche di "anonimità".... Quindi siamo lontani ANNI LUCE dal poter considerare questa tecnologia SMART come fedele e questo perchè è INGEGNERIZZATA per spiare in maniera continuativa ed illimitata! Maggiore consapevolezza e migliore conoscenza sugli intimi funzionamenti della tecnologia "smart" portano ad una sola conclusione...EVITARE! Una tecnologia UTILE e FEDELE è qualcosa di ASSAI diverso!
Fonte: CNET
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