Amazon infiamma la televisione

Anche il colosso degli store online entra sul mercato dei dispositivi dedicati alle app per l'intrattenimento mediato dal televisore e ai servizi di streaming

Roma – Amazon ha presentato il suo atteso set-top box multimediale: si chiama Fire TV ed è “un piccolo dispositivo per portare facilmente in salotto i servizi di streaming come Netflix, Prime Instant Video, Hulu Plus, WatchESPN, showtime e affitti video a basso costo”.

Si tratta di un dispositivo con installata l’ ultima versione del suo sistema operativo Fire “Mojito”, basato su Android , da collegare col proprio televisore HD e dotato di una GPU dedicata, di processore quad-core tre volte più potente di quello della Apple TV, di Chromecast o di Roku 3, e di una memoria che è circa quattro volte quella dei concorrenti diretti.

Il dispositivo offre inoltre la possibilità di archiviare on the cloud i propri contenuti digitali ed arriva sul mercato a 99 dollari con un mese gratuito di Amazon Prime e di Netflix (almeno per coloro che possono essere raggiunti dal servizio).

Diverse le funzioni che creano interesse intorno al nuovo prodotto del negozio digitale: innanzitutto è logico supporre che Amazon abbia dimensioni, contatti e mezzi per arrivare ad offrire i contenuti digitali per dare valore al suo decoder, un po’ come ha fatto per il suo Kindle.

La piattaforma esordirà già con più di 200mila tra film ed episodi TV di Amazon Instant Video, con inoltre la musica di Amazon MP3, Pandora, iHeartRadio, TuneIn ed altri servizi e una serie di giochi offerti a basso costo (una media di 1,85 dollari), tra cui Minecraft, Monsters University, The Game of Life, The Walking Dead, NBA2K14, Asphalt 8, Riptide GP2, Despicable Me e Minion Rush.

Inoltre, il dispositivo è dotato di un sistema di parental control chiamato Amazon FreeTime attraverso cui i genitori possono stabilire cosa possono vedere i figli e per quanto tempo, di una funzione per accedere alle informazioni del contenuto che si sta seguendo (tra cui curiosità, testi di canzoni ed altro).

Il dispositivo ha anche una nuova funzione chiamata ASAP ( Advanced Streaming and Prediction ) che promette di predire quali film e quali episodi tv si stanno per guardare, preparandoli per il playback ancora prima di spingere play, ed una ricerca vocale che “funziona veramente”: basterà – promette Amazon – premere una combinazione di tasti e pronunciare al telecomando dotato di un microfono il nome dello show che interessa, di un attore, un regista, un genere, un’app od un gioco ed una lista di contenuti navigabili apparirà sullo schermo.

Amazon ha inoltre commissionato un nuovo gioco proprio per il device: si chiama Sev Zero e costerà 6,99 dollari e sarà gratuito per chi acquisterà il controller di Fire TV. Questo si collega al decoder tramite bluetooth e costerà 39,99 dollari, comprensivi di 10 dollari di monete Amazon per l’acquisto di giochi.

usb

Sempre sul fronte giochi Amazon sembra aver fatto le cose in grande assumendo Clint Hocking e Kim Swift, due designer di punta, creatori rispettivamente di Portal e di Far Cry 2 e con esperienze sia presso Valve che presso LucasArts.

Claudio Tamburrino

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  • bubba scrive:
    tra cassandra e don chisciotte...
    si prova sempre a battagliare in questa 'guerra impossibile'...
  • Leguleio scrive:
    E io propongo...
    " È così che si affronteranno i temi dei reati di opinione commessi in Rete e delle responsabilità in gioco, dei sequestri dei siti web e delle implicazioni che emergono nell'identificazione dei netizen "Non credo mi leggeranno mai, però io propongo lo stesso un vecchissimo gioco di nome tabù: tutti i partecipanti possono fare gli interventi che vogliono, della lunghezza che vogliono, ma senza mai pronunciare la parola "censura". Diversamente, si fa penitenza. Ce la faranno? :)
    • bubba scrive:
      Re: E io propongo...
      - Scritto da: Leguleio
      " È così che si affronteranno i temi dei reati
      di opinione commessi in Rete e delle
      responsabilità in gioco, dei sequestri dei siti
      web e delle implicazioni che emergono
      nell'identificazione dei
      netizen "

      Non credo mi leggeranno mai, però io propongo lo
      stesso un vecchissimo gioco di nome tabù: tutti i
      partecipanti possono fare gli interventi che
      vogliono, della lunghezza che vogliono, ma senza
      mai pronunciare la parola "censura".
      Diversamente, si fa penitenza.

      Ce la faranno? :)se arriva D'Itri no di sicuro :)
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