AMD, business a testa in giù

La crisi perenne di Sunnyvale si arricchisce di un nuovo trimestre no, con introiti che crollano e profitti irraggiungibili. Il futuro è bellissimo, dice il CEO, mentre a fare i soldi nel business dei chip sono soprattutto le fonderie
La crisi perenne di Sunnyvale si arricchisce di un nuovo trimestre no, con introiti che crollano e profitti irraggiungibili. Il futuro è bellissimo, dice il CEO, mentre a fare i soldi nel business dei chip sono soprattutto le fonderie

Il 2014 di AMD si era chiuso male , economicamente parlando, e il 2015 è cominciato anche peggio con risultati trimestrali pessimi, business in caduta libera e al di sotto delle già magre prospettive di analisti e azionisti. Il management controbatte con ottimismo.

Durate i primi tre mesi dell’anno, Sunnyvale ha incamerato ricavi complessivi per 1,03 miliardi di dollari, il che equivale a un -26 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e -17 per cento dal trimestre precedente. Profitti, quali profitti? Le perdite di AMD nel primo trimestre del 2015 ammontano a 180 milioni di dollari.

Per quanto riguarda i diversi gruppi aziendali , la corporation fa malissimo nella divisione computing e grafica (-38 per cento anno su anno) che produce CPU, APU e GPU per computer, e va male anche nel reparto enterprise, embedded e semi-custom (-7 per cento) dove in precedenza gli affari erano andati bene grazie soprattutto ai SoC x86 delle home console di ottava generazione.

Commentando i mesti risultati trimestrali della propria azienda, il CEO Lisa Su ha parlato di un ambiente PC sempre più impegnativo e problematico e dello sforzo di migliorare i risultati finanziari a breve termine. La realizzazione di ottimi prodotti resta il focus del business di AMD, e da questo punto di vista il futuro è già pianificato da tempo .

Tra le spiacevoli conseguenze derivate dalla perdurante congiuntura sfavorevole per di AMD c’è anche l’ uscita della corporation dal business dei microserver, ambito nel quale Sunnyvale aveva investito centinaia di milioni di dollari con l’ acquisizione di SeaMicro e che alla fine porterà a spese e compensazioni per 75 milioni di dollari.

Il business dei microprocessori è sempre più competitivo e magro di bottini pregiati, soprattutto sul fronte delle CPU per computer basate su architettura x86, ma c’è chi, nella concorrenza, accumula tesori in banca come Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC): la fonderia taiwanese, specializzata nella produzione di chip per soggetti terzi inclusi Apple, NVIDIA e la stessa AMD, ha chiuso il primo trimestre del 2015 con ricavi per 7,04 miliardi di dollari (quasi +50 per cento anno su anno) e profitti per 2,5 miliardi (+65 per cento).

Alfonso Maruccia

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20 04 2015
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