Forse nessun’altra azienda tra le Big Tech ha posto attenzione alla propria immagine come ha fatto Apple, rimanendo storicamente lontana (per quanto possibile) dalle questioni della politica, così da non inimicarsi questo o quel leader e per non infastidire una fetta della propria utenza. Come si spiegano, allora, i tanti post sui social che in questi giorni invitano a boicottare l’ecosistema della mela morsicata?
Le Big Tech alla Casa Bianca per Melania
La ragione è da cercare nella presenza di Tim Cook, CEO forse vicino al pensionamento, alla Casa Bianca per l’anteprima privata di Melania. Forse non diventerà il film dell’anno, ma di certo si è già dimostrato capace di far discutere. Uscirà anche nelle sale italiane il 30 gennaio, questo il trailer.
Sono due le cose che hanno scatenato l’ira degli utenti, soprattutto negli Stati Uniti. La prima è legata a una tempistica davvero infelice: la proiezione è andata in scena sabato, nelle stesse ore in cui a Minneapolis gli agenti ICE hanno ucciso Alex Pretti. Poi, nella vicinanza del numero uno Apple al regista Brett Ratner, accusato di molestie e più di recente associato agli Epstein Files.

Ad ogni modo, Cook era in buona compagnia. Con lui alla Casa Bianca hanno sfilato tra gli altri Lisa Su (CEO di AMD), Eric Yuan (CEO di Zoom), Andy Jassy (CEO di Amazon) e Lynn Martin (presidente del New York Stock Exchange), pezzi grossi del settore tecnologico e finanziario.
Di cosa parla Melania? È un documentario prodotto da Amazon MGM Studios che, stando alla sinossi, apre una finestra senza precedenti sui venti giorni che precedono l’Inaugurazione Presidenziale del 2025, raccontati per la prima volta attraverso lo sguardo diretto della First Lady
, con materiali esclusivi
e conversazioni private
. Durante l’evento, va ricordato, l’ex amico Elon Musk si è esibito in uno scenografico saluto romano dal palco.