Anthropic lancia MHS: lo standard che porta l'AI nei robot

Anthropic lancia MHS: lo standard che porta l'AI nei robot

Dopo il successo di MCP, Anthropic presenta Model Hardware Standard, un protocollo per collegare gli agenti AI a robot e apparecchiature.
Anthropic lancia MHS: lo standard che porta l'AI nei robot
Dopo il successo di MCP, Anthropic presenta Model Hardware Standard, un protocollo per collegare gli agenti AI a robot e apparecchiature.

Microscopi, bracci robotizzati, laser per il calcolo quantistico: il Model Hardware Standard punta a collegare gli agenti AI al mondo fisico. Anthropic rilancia la scommessa del MCP, in un settore che non ha aspettato nessuno per darsi degli standard.

A novembre 2024, Anthropic pubblicava nella relativa indifferenza generale un protocollo aperto battezzato MCP, pensato per collegare gli assistenti AI ai software di uso quotidiano. Ventuno mesi dopo, lo standard connette tanto ChatGPT quanto Gemini, aggrega migliaia di server e vive sotto l’ala della Linux Foundation. L’azienda adesso annuncia di voler ripetere il colpo con le macchine. Il suo Model Hardware Standard (MHS), rilasciato in anteprima di ricerca, promette di mettere agenti AI ai comandi delle apparecchiature di laboratorio e di fabbrica.

Un driver universale per parlare alle macchine

Il principio ricorda gli esordi dell’USB. Ogni dispositivo dotato di un’interfaccia programmabile riceve un driver MHS che traduce i suoi comandi in primitive semplici, del tipo “leggere la temperatura” o “regolare la temperatura”. Il driver integra anche una scheda identificativa redatta in linguaggio naturale (il peso di un braccio robotizzato, i suoi limiti di sicurezza, cosa può misurare), quanto basta per permettere a un agente di manovrare una macchina che non ha mai visto. Laddove un’integrazione fatta in casa richiede settimane di lavoro, Anthropic rivendica collegamenti in poche ore. Una presa universale, in sostanza.

Anthropic vuole creare un MCP per l’hardware: ecco il nuovo standard MHS

Anthropic sta portando Claude dal software al mondo fisico: Genentech lo ha usato per orchestrare apparecchiature di laboratorio, mentre QuEra riferisce un 99,3% di successo nel controllo di computer quantistici. I test mostrano però ancora limiti, Claude ha persino scambiato un problema fisico per un bug software. L’ambizione è fare per l’hardware ciò che MCP ha fatto per il software, con accesso inizialmente su lista d’attesa e futura apertura in open source.

La robotica è già standardizzata: MHS punta a un livello superiore

Il mondo fisico non scopre certo oggi la standardizzazione: ROS, nato nel 2007, funge da spina dorsale software per buona parte dei robot del pianeta. OPC UA regna sul dialogo tra automi industriali, e il VDA 5050 orchestra i carrelli autonomi dell’industria automobilistica europea. Lato robot mobili, lo standard di interoperabilità di MassRobotics, pubblicato in versione 1.0 nel maggio 2021, interessa persino l’ISO. In altre parole, far parlare le macchine tra loro è qualcosa che l’industria sa fare da tempo.

Il paragone si ferma però proprio dove l’MHS comincia: questi standard fanno comunicare le macchine tra loro, mentre quello di Anthropic punta allo strato superiore, quello in cui un agente ragiona, si adatta e improvvisa (si appoggia d’altronde al MCP piuttosto che sostituire l’esistente). E una parte del settore preferisce evidentemente salire a bordo: Universal Robots, Doosan Robotics o Hugging Face figurano tra i partner dell’anteprima, accanto ad AWS e Raspberry Pi.

Sul fronte europeo, il calendario aggiunge un ulteriore livello di contesto: a partire da gennaio 2027, il Regolamento Macchine dell’UE disciplinerà le funzioni di sicurezza pilotate dall’AI. La questione di chi sarà responsabile di un braccio robotizzato guidato da un file compilato male promette già accesi dibattiti giuridici.

Fonte: Anthropic
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Pubblicato il
28 ago 2026
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