Antitrust, avviate istruttorie contro DAZN e Sky

L'Antitrust ha avviato due procedure istruttorie contro Sky e DAZN per verificare la gestione dei nuovi pacchetti relativi ai diritti su Serie A e B.

Antitrust, avviate istruttorie contro DAZN e Sky

Il nuovo quadro generale dei diritti tv legati al mondo del calcio ha creato un terremoto destinato ad avere una coda legale. Dopo i problemi sperimentati dagli utenti nella fruizione dei servizi DAZN, infatti, ecco ufficializzato l’intervento dovuto dell’Antitrust. L’azione, però, sembra essere duplice: da una parte c’è nel mirino il nuovo provider che offre partite soltanto online, dall’altra viene tirata in ballo anche Sky nel contesto del medesimo cambiamento di equilibri rispetto alla stagione precedente.

DAZN

Il problema relativo a DAZN non è quello che in molti potrebbero ipotizzare. L’antitrust non ha infatti tra le proprie peculiarità il dovere di verificare la bontà del servizio di streaming, e non è dunque in discussione l’insieme delle problematiche che hanno afflitto gli streaming delle prime giornate di campionato. Al gruppo Perform, piuttosto, viene contestata una comunicazione ingannevole su almeno due aspetti:

  1. Il calcio “quando vuoi, dove vuoi”, infatti, “farebbe intendere al consumatore di poter utilizzare il servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione”. Le limitazioni tecniche sono relative in particolare al tipo di device in uso ed alla velocità di download della rete, elementi che l’utente può verificare sulla base delle prescrizioni pubblicate sul sito ufficiale soltanto nei primi giorni di offerta del servizio;
  2. all’utente viene promesso un mese gratuito “senza contratto”, mentre in realtà il contratto è stipulato e, in assenza di recesso, obbliga l’utente stesso ad entrare in una formula a pagamento fin dal secondo mese di utilizzo: tale formula simil-Netflix appariva in realtà chiara, ma l’Antitrust ha evidentemente ravvisato una scarsa comunicazione in merito e possibili profili ingannevoli in grado di confondere l’utenza.

“Tali comportamenti”, spiega l’antitrust, “potrebbero integrare distinte pratiche commerciali scorrette in violazione degli artt. 21, 24 e 25 del Codice del Consumo, presentando sia profili di ingannevolezza rispetto alle informazioni comunicate dal professionista in merito alle caratteristiche tecniche di fruibilità del pacchetto e alle modalità di adesione all’offerta, che profili di aggressività, in quanto il professionista potrebbe aver esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori”.

Sky

A Sky viene contestato per certi versi un comportamento speculare. Le partite che DAZN ha conquistato sul mercato dei diritti tv, infatti, sono state sottratte a quella che era l’offerta Sky 2017/18. Sky Italia non ha però cambiato in alcun modo i prezzi del proprio pacchetto Calcio e l’antitrust chiede ora chiarimenti in merito:

SKY avrebbe adottato modalità di pubblicizzazione dell’offerta del pacchetto calcio per la stagione 2018-2019 che, in assenza di adeguate informazioni sui limiti dell’offerta relativi alle fasce orarie, potrebbero avere indotto i nuovi clienti ad assumere una decisione commerciale non consapevole.

La riformulazione dei pacchetti nel contesto dell’arrivo di DAZN sul mercato, insomma, può sicuramente aver confuso utenti che si trovano a rinnovare la fruizione di un pacchetto dal quale hanno il 30% di prodotto in meno (7 partite in esclusiva invece di 10), ma il cui costo non è in alcun modo mutato. E continua il Garante: “SKY potrebbe altresì avere violato l’articolo 65 del Codice del consumo non avendo acquisito il consenso del consumatore rispetto alla nuova opzione del pacchetto calcio 2018/2019”: essendo mutate le condizioni, insomma, l’utente dovrebbe avere il diritto di recedere previa comunicazione del gruppo.

L’indagine

L’indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sarebbe stata avviata a seguito della segnalazione di singoli consumatori e di “alcune associazioni di consumatori”. Due i procedimenti istruttori avviati in parallelo, quindi, ma rappresentano due facce della stessa medaglia – medaglia che per gli utenti ha fin qui rappresentato un costo aggiuntivo (che andrà a concretizzarsi a partire dal termine del mese gratuito con DAZN) e un minus in termini qualitativi nell’esperienza di visione del campionato di calcio di Serie A.

Fonte: AGCM

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