Arcuri: l'app Immuni arriverà a fine maggio

Il commissario straordinario Domenico Arcuri prevede l'arrivo di Immuni entro fine maggio e si sfila dalle polemiche sulla scelta dell'app.
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Mentre sale la pressione sul Ministro per l’Innovazione e la Digitalizzazione Paola Pisano, responsabile secondo molti dell’ambigua scelta di Immuni rispetto ad altre app concorrenti per la corsa al contenimento del contagio attraverso strumenti digitali, è il commissario straordinario Domenico Arcuri a dettare i tempi di rilascio dell’app. Quando arriverà Immuni? Entro fine maggio.

A cavallo della fine del mese l’App sarà pronta per essere utilizzata. Gli interlocutori che possono sciogliervi questo dilemma sono altri

Da parte sua Arcuri ne aveva esaltata l’utilità in tempi non sospetti: l’app può dare un contributo fondamentale, alleggerendo i carichi di lavoro per gli operatori e rendendo più efficiente il tracciamento dei possibili contagi.

Immuni arriverà entro fine maggio

I tempi sono compatibili con quelli che sul programma della task force era indicata come la “Fase 2B”. Arcuri è stato chiaro in proposito ed ha voluto sottolineare il concetto: distribuire l’app senza avere a disposizione una filiera di tamponi sufficientemente capiente e veloce non avrebbe alcuna utilità. Meglio temporeggiare, insomma, perché solo un’app efficiente (e così non sembra essere ad esempio nel Regno Unito) e una procedura rapida di verifica tramite tampone possono svolgere un’azione complementare tale da poter isolare eventuali focolai ed impedire un ritorno dell’emergenza nei mesi a venire.

La Fase 2A sarà dunque quella della responsabilità, mentre la Fase 2B sarà quella dell’aiuto elettronico: gli “smartphone contagiati” (come da efficace ma infelice definizione del commissario Arcuri di poche ore fa) porteranno notifiche sugli smartphone entrati in contatto secondo lo schema della piattaforma di contact tracing di Apple e Google, rendendo più rapido il reperimento di informazioni sulle persone da mettere eventualmente in quarantena.

Nuovi dettagli, insomma, che prolungano i tempi e che devono aumentare la responsabilizzazione dei cittadini: l’app non c’è ancora così come al momento la piattaforma Apple-Google non è ancora disponibile a titolo ufficiale. Tra poche settimane ci sarà un aiuto al contenimento, ma nel frattempo la responsabilità di ognuno sarà la miglior tutela per tutta la collettività. Domenico Arcuri, nel frattempo, si smarca dalle polemiche: non ha fatto parte dell’organismo di scelta dell’app durante la fase preliminare (ma questo lo sapevamo già).

Io faccio il commissario all’emergenza. Non faccio il ministro dell’Innovazione o della Salute, ma il commissario. Lo dico perché il commissario all’emergenza interviene in questa fattispecie in funzione dei poteri conferiti dalla norma che ne ha individuato gli stessi, in quanto è chiamato a svolgere la funzione di soggetto contrattuale, a valle di decisioni che egli non ha preso, rispetto alle quali non ha avuto alcun ruolo e che di conseguenza non ha condiviso.

Confermato, inoltre, il fatto che l’app avrà come unica utilità l’avviso sul possibile contagio: nessun altro ruolo successivo, ad ulteriore conferma e rassicurazione dei cittadini preoccupati per la privacy o per possibili funzioni coercitive che ne vadano a forzare l’installazione.

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06 05 2020
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