App Store, Amazon non inganna

Una corte distrettuale della California rigetta l'accusa di pubblicità ingannevole lanciata da Apple nei confronti di Amazon. Il termine "app store" è dunque inteso come generico e non riferito ai prodotti di Cupertino

Roma – L’ annosa disputa tra Apple e Amazon in merito al trademark di App Store tocca un’altra tappa, intermedia e non definitiva: una corte distrettuale statunitense ha rigettato le ragioni di Cupertino circa la presunta confusione creata da Amazon sfruttando il nome del negozio digitale di applicazioni.

Si tratta, a ben vedere , di una sentenza che coinvolge solo una delle sei sezioni della vicenda legale che contrappone la Mela all’azienda di Jeff Bezos , una disputa che si è svolta anche in sede europea , che ha coinvolto in principio anche Microsoft e che ha chiamato in causa l’opinione degli esperti di linguistica circa la possibilità o meno di registrare come marchio commerciale “app store”.

La sentenza espressa dal giudice della California Phyllis Hamilton ha dunque rimosso le accuse di pubblicità ingannevole nei confronti di Amazon . La denuncia iniziale del 2011 , infatti, con la quale Apple accusava Amazon di aver violato il marchio “app Store”, è stata successivamente modificata per includere i riferimenti alla pubblicità ingannevole. Secondo Cupertino , il nome “Amazon Appstore for Android” ingannava i clienti per il fatto di far credere che le applicazioni per Android fossero in qualche modo affiliate a o sponsorizzate da Apple. Amazon, di contro, sosteneva che il termine “app store” fosse utilizzato genericamente per indicare il suo negozio di applicazioni, un uso, dunque, da considerarsi del tutto lecito.

Una tesi, quella dello store di Bezos, riconosciuta dal giudice Hamilton , il quale ha riscontrato che Amazon non abbia, né espressamente né implicitamente, “comunicato che il proprio Appstore per Android possedesse le caratteristiche e le qualità che i clienti si aspettavano da Apple APP Store o dai prodotti Apple”. In particolare, la Mela non sarebbe riuscita a dimostrare il presunto fraintendimento o inganno ai danni di consumatori e clienti. L’accusa di pubblicità ingannevole è stata dunque rimossa dalla denuncia presentata da Cupertino.

Cristina Sciannamblo

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  • uno qualsiasi scrive:
    Stampa istantanea
    La polaroid aveva anche già fatto le stampanti Zink (Zero Ink), portatili, che usavano una carta speciale e non richiedevano inchiostro o toner.Aveva anche fatto una fotocamera "a sviluppo istantaneo" digitale (in pratica, una compatta che includeva una stampante Zink):http://www.gizmag.com/polaroid-z2300-instant-digital-camera/23103/La Fuji, invece, ne produce ancora alcune a pellicola:http://blurppy.com/2012/03/27/the-instax-mini-7s-and-mini-25-instant-cameras-instant-credit-card-sized-photos/
  • tucumcari scrive:
    metterci
    materiali diversi e vari potrebbe essere una idea che li salva!
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: metterci
      - Scritto da: tucumcari
      materiali diversi e vari potrebbe essere una idea
      che li
      salva!Troppo poco, troppo tardi! Ormai le foto te le stampano a pochi cent in qualsiasi Coop (qua in Italia), figurati la concorrenza che ci sarà nel resto del mondo!
      • Surak 2.0 scrive:
        Re: metterci
        - Scritto da: Mela avvelenata
        - Scritto da: tucumcari

        materiali diversi e vari potrebbe essere una
        idea

        che li

        salva!

        Troppo poco, troppo tardi! Ormai le foto te le
        stampano a pochi cent in qualsiasi Coop (qua in
        Italia), figurati la concorrenza che ci sarà nel
        resto del
        mondo!Sul metallo o sul bambù? Oh che Coop frequenti? ;)Personalmente ho un senso artistico e dell'arte pari a quello di Homer Simpson, ma so di molti appassionati alla fotografia (non solo quelli che vogliono fotografare donnine nude) che potrebbero trovare interessante stampare le foto sui vari materiali ottenendo effetti diversi con la stessa foto. Poi magari è previsto che offrano anche altri servizi (ed in futuro la stampa 3d)
        • Mela avvelenata scrive:
          Re: metterci
          - Scritto da: Surak 2.0
          - Scritto da: Mela avvelenata

          - Scritto da: tucumcari


          materiali diversi e vari potrebbe essere una

          idea


          che li


          salva!



          Troppo poco, troppo tardi! Ormai le foto te le

          stampano a pochi cent in qualsiasi Coop (qua in

          Italia), figurati la concorrenza che ci sarà nel

          resto del

          mondo!

          Sul metallo o sul bambù? Oh che Coop frequenti?
          ;)
          Personalmente ho un senso artistico e dell'arte
          pari a quello di Homer Simpson, ma so di molti
          appassionati alla fotografia (non solo quelli che
          vogliono fotografare donnine nude) che potrebbero
          trovare interessante stampare le foto sui vari
          materiali ottenendo effetti diversi con la stessa
          foto. Poi magari è previsto che offrano anche
          altri servizi (ed in futuro la stampa
          3d)Roba di nicchia, appunto...e mi pare davvero una nicchia piccola! La maggior parte della plebaglia stampa (se ancora lo fa) alla Coop o al Walmart!
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