Apple blinda il multitouch?

Centinaia di richieste di brevetti. Che potrebbero garantire a Cupertino il controllo delle interfacce gestuali. Ma si possono brevettare i movimenti delle dita?
Centinaia di richieste di brevetti. Che potrebbero garantire a Cupertino il controllo delle interfacce gestuali. Ma si possono brevettare i movimenti delle dita?

A partire dal 2004, Apple ha depositato presso l’ufficio brevetti USA un gran numero di richieste inerenti a tecnologie multitouch e al loro utilizzo. Si parla di oltre 200 brevetti solo per iPhone , abbastanza da codificare e registrare quasi tutto ciò che è possibile fare sul melafonino: dallo zoom con due dita al doppio clic per ingrandire la pagina. Ma non di solo telefono si parla.

L'interfaccia multitouch Sono infatti moltissimi i documenti vecchi e nuovi che illustrano tecnologie, pannelli di controllo e possibili declinazioni delle interfacce gestuali. Tutte richieste velleitarie , alla luce di tutte le altre sperimentazioni e tecnologie esistenti? La risposta degli esperti è che le pretese di Cupertino potrebbero non essere campate in aria .

L’assoluta originalità non è infatti un requisito fondamentale, legalmente parlando, per dichiarare nulla una richiesta di brevetto: sebbene la formula ufficiale reciti che si debba trattare di “un processo, una macchina, una composizione nuova ed utile”, spesso basta proporre un nuovo utilizzo per una vecchia tecnologia , oppure dimostrare l’assoluta popolarità della propria rivendicazione, per garantirsi l’approvazione.

Secondo gli esperti, nel caso iPhone, ad esempio, è indubbio che il concetto di “pinch” (vale a dire l’utilizzo di due dita per zoomare una foto) sia di fatto divenuto uno standard de-facto solo dopo l’introduzione del melafonino. Lo stesso dicasi per buona parte degli altri gesti collegati alle diverse applicazioni: in questo senso, richiedere la paternità della combinazione movimento/funzione potrebbe rivelarsi una rivendicazione assolutamente lecita.

“È mia opinione che Apple potrebbe garantirsi diverse rivendicazioni sui dispositivi a touchscreen”, ha dichiarato a Wired l’avvocato Chad Peterman, esperto di brevetti e norme antitrust. E se le richieste di Apple dovessero venire accolte, la concorrenza avrebbe due alternative: pagare per uniformarsi oppure tentare di introdurre dei surrogati. Così facendo, tuttavia, si darebbe vita a una autentica babele delle interfacce: per eseguire lo zoom potrebbe essere necessario memorizzare gesti diversi a seconda del dispositivo utilizzato .

E tutti i dispositivi prodotti e distribuiti fino ad oggi? Per questi, a detta degli avvocati, Apple potrebbe chiedere i danni : una prospettiva che la vedrebbe contrapporsi a Microsoft per Surface , a Synaptics per i suoi trackpad che equipaggiano milioni di laptop, e a chiunque altro si affacci o si sia mai affacciato su questo mercato.

Luca Annunziata

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24 02 2008
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