Il CEO Tim Cook aveva confermato la difficoltà di soddisfare la domanda a causa dei noti problemi di approvvigionamento delle memorie e anticipato un possibile aumento dei prezzi nei prossimi mesi. Il cosiddetto RAMaggedon non ha ancora colpito Apple, ma sono già visibili le prime conseguenze. Dal catalogo è sparita la versione più economica del Mac mini.
Mac mini: prezzo base 979,00 euro
Alcune configurazioni del Mac mini non erano più disponibili per l’acquisto negli Stati Uniti (lo stesso è accaduto per il Mac Studio), ma erano comunque indicate sul sito di Apple. Commentando gli ottimi risultati trimestrali, il CEO Tim Cook ha dichiarato che questi due prodotti sono molto apprezzati dagli sviluppatori che usano tool AI, come OpenClaw.
Entrambi sono piattaforme straordinarie per l’intelligenza artificiale e i tool agentici. Il riconoscimento da parte dei clienti sta avvenendo più rapidamente di quanto avessimo previsto, quindi abbiamo riscontrato una domanda superiore alle aspettative. Pensiamo che, guardando al futuro, potrebbero essere necessari diversi mesi prima che il Mac mini e il Mac Studio raggiungano un equilibrio tra domanda e offerta.
Dal mese di marzo non viene più venduto il Mac Studio con 512 GB di RAM, in quanto è difficile reperire la DRAM. Da alcuni giorni è sparito dal catalogo anche il Mac mini con 256 GB di storage. In questo caso, Apple ha scelto di interrompere le vendite della versione più economica.
Il prezzo base del Mac mini con chip M4, 16 GB di RAM, 256 GB di storage e Gigabit Ethernet era 729,00 euro (599,00 dollari negli Stati Uniti). Ora è possibile acquistare solo la versione con 512 GB di storage al prezzo base di 979,00 euro (799,00 dollari negli Stati Uniti).
La situazione potrebbe peggiorare nei prossimi mesi. Finora Apple ha compensato l’incremento dei costi con le scorte accumulate. Le conseguenze del RAMaggedon saranno probabilmente visibili con il lancio dei nuovi iPhone 18 Pro/Pro Max e iPhone Fold o Ultra.