Apple, impressioni di settembre

Apple, impressioni di settembre

di D. Galimberti - Apple divisa tra figli adulti (OS X), e i giovani di casa (iOS). Ciascuno coi suoi pregi e i suoi difetti: tutti con il compito di garantire a Cupertino la rilevanza e il fatturato per gli anni a venire
di D. Galimberti - Apple divisa tra figli adulti (OS X), e i giovani di casa (iOS). Ciascuno coi suoi pregi e i suoi difetti: tutti con il compito di garantire a Cupertino la rilevanza e il fatturato per gli anni a venire

La data è ufficiale , l’argomento abbastanza esplicito, e le aspettative sono alte (con conseguente rischio di delusione) L’evento che mercoledì primo settembre catalizzerà gli utenti Apple (nonché i media, che negli ultimi anni hanno scoperto un’attrattiva particolare nei confronti della Mela), non è che la punta dell’iceberg.

A prescindere da quello che presenterà tra pochi giorni, Apple ha investito molto in iOS, così tanto da renderlo l’evento portante della scorsa WWDC, a costo di trascurare Mac OS X. Inoltre, il fatto che con l’avvento della versione 4 lo abbia “battezzato” con questo nome, potrebbe significare che l’intenzione di Apple sia quello di ampliarne l’utilizzo a tutti i dispositivi il cui nome inizia con una “i”, o almeno a buona parte di essi. Attualmente iOS è il cuore di iPhone, iPod Touch e iPad, e la sua forza sta nell’App Store di iTunes, che fornisce centinaia di migliaia di applicazioni (più o meno belle, e più o meno utili) da utilizzare su questi dispositivi. Il principale antagonista di iOS è Android, un concorrente molto agguerrito che ultimamente ha superato iOS in termini di vendite.

Qualità e meriti a parte, il successo di Android è evidentemente dovuto anche al fatto che viene adottato da più costruttori, e non è un mistero il fatto che proprio la recente commercializzazione di numerosi modelli delle marche più note (per esempio la serie Droid di Motorola), abbia dato un forte impulso alla diffusione di questo sistema. Va comunque ricordato che questo successo è relativo solamente agli ultimi dati di vendita degli smartphone, perché parlando di diffusione iPhone è ancora saldamente al comando , anche se con questi ritmi di crescita, nel giro di un paio d’anni le cose potrebbero cambiare.

Non dimentichiamo ancora, però, che la battaglia non si gioca solo tra iPhone e gli altri cellulari equipaggiati col sistema di Google, ma (più in generale) tra iOS e Android, su tutti i dispositivi dove questi sistemi verranno utilizzati. Inoltre, in tutto questo discorso, stiamo facendo finta che la concorrenza non esista, e non perché non sia numericamente rilevante (anzi, RIM e Symbian guidano diverse classifiche nell’ambito degli smartphone) ma perché i principali attori del momento sembrano essere Apple e Google, proprio perché vanno al di là dell’utilizzo sui telefonini, spingendosi in altri settori dove iOS e Android si trovano comunque a loro agio.

Proprio in quest’ottica di utilizzo ad ampio raggio, e per contrastare l’avanzata di Android, Apple potrebbe ampliare l’utilizzo di iOS ad altri dispositivi, anche se viene difficile immaginare l’utilizzo di questo sistema sul piccolo iPod nano (a meno di un radicale cambio di linea), o addirittura su uno Shuffle. E restando in ambito iPod, pure il modello classico (la cui sopravvivenza è legata sostanzialmente al miglior rapporto capacità/prezzo rispetto al touch) non sembra facilmente adattabile ad iOS, a meno che lo schermo non venga rimpiazzato da qualcosa di simile a quello di iPod Touch.

Sembra difficile che Apple possa fare qualcosa in quest’ambito, ma la concorrenza non sta certo a guardare e i lettori multimediali basati su Android cominciano a fare capolino: come quelli della Archos o il Creative Zii EGG . Forse la mossa migliore per la casa della mela potrebbe essere quella di eliminare il modello classico e introdurre un iPod Touch da 128 GB, ma sicuramente il prezzo non ne gioverebbe, e senza i dettagli sui numeri di vendita dei vari modelli di iPod è quasi impossibile capire se la mossa sarebbe azzeccata.

Dove Apple la fa ancora da padrone è il redivivo settore dei tablet , in cui l’introduzione di iPad sembra aver scombinato i piani della concorrenza. Nonostante i numerosi annunci, di concreto si è visto ben poco: Apple è andata dritta per la sua strada rilasciando un prodotto che, pur non esente da critiche, ha saputo mettere in luce i propri aspetti positivi, ottenendo un ottimo successo di pubblico. Forse la concorrenza non si aspettata un dispositivo con tanta autonomia o con tale reattività e c’è chi, come HP, è passata da Windows Seven ad Android, per scegliere poi la strada di WebOS.

In ogni caso, nei prossimi mesi (e per tutto il 2011) dovremmo assistere alla commercializzazione di diversi tablet basati su Android, per cui è evidente che il ruolo di Apple in questo settore verrà in parte ridimensionato. Anche se siamo a livello di pura indiscrezione, per contrastare in parte questo naturale corso degli eventi anche Apple potrebbe rilasciare un nuovo tablet, un iPad da 7 pollici con una camera frontale che permetta di utilizzare Facetime , un dispositivo più portabile di iPad da 10 pollici, che vada a coprire un segmento di mercato dove pare esserci molto fermento.

Della AppleTV con iOS, che per l’occasione potrebbe trasformarsi in iTV, ho già avuto modo di dare qualche cenno nei mesi scorsi: un dispositivo più semplice e più economico che, essendo basato su iOS, sarebbe in grado anche di far girare tutte le applicazioni dell’App Store sul televisore di casa, in particolare i giochi. Se l’evoluzione di Apple TV (con Mac OS X) in iTV (con iOS) sembra cosa ormai certa e confermata da più fonti , proprio l’opportunità di utilizzare il repertorio di applicazioni presenti sullo store sembra destare qualche dubbio alla stessa Apple: non dimentichiamo che si tratta di prodotti pensati per un interfaccia touch, che in molti casi prevedono l’utilizzo dell’accelerometro, due cose che richiedono un certo grado di adattabilità per poter essere utilizzate su uno schermo televisivo (a meno di utilizzare gli stessi iPod o iPhone come dispositivi di controllo remoto o, perlomeno, di realizzare dei controller sensibili al movimento).

Quella di iTV potrebbe comunque essere una buona occasione per dare una spinta importante alla diffusione di iOS, per aggiungere un’altra costola all’App Store, e anche per portare Apple ad esplorare il mercato dell’home entertainment sotto nuovi punti di vista.

Oltre a tutti questi dispositivi dove l’utilizzo di iOS può essere grossomodo scontato, c’è un altro prodotto di Apple molto diffuso il cui nome inizia con la “i”: iMac. Dire che i prossimi iMac utilizzeranno iOS mi pare quantomeno poco credibile, ma c’è un brevetto di Apple che riguarda la transizione tra differenti modalità di input, e che prevede la possibilità di utilizzare interfacce a diversa risoluzione per il funzionamento “normale” e quello touch. Nei disegni esplicativi si vede chiaramente un computer molto simile a iMac, che grazie ad un braccio pieghevole si posiziona in orizzontale per un utilizzo in modalità touch. Da qui all’implementazione di un layer di interfaccia simile a iOS il passo può essere molto breve: ma prima di azzardare una possibilità del genere bisognerebbe conoscere qualcosa della prossima release di Mac OS X, cosa sulla quale, oggi come oggi, c’è il riserbo più assoluto.

Il futuro di Apple sembra quindi sempre più incentrato su iOS e sulle interfacce touch, perlomeno nel settore degli oggetti più consumer: una tendenza seguita anche da altri produttori ma che in Apple, complice una gamma limitata ma ben strutturata di prodotti, trova la sua massima espressione di convergenza tra hardware, software e servizi. Convergenza che non potrà che aumentare in futuro, nonostante la concorrenza agguerrita del settore: a patto che Apple giochi bene le sue carte.

Domenico Galimberti
blog puce72

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