ARM porta il multicore sui cellulari

Svelato il design di un nuovo processore embedded multicore che tra due o tre anni salirà a bordo di smartphone e computer hand held con capacità multimediali non dissimili da quelle di un PC

Cambridge – Avvalendosi di una tecnologia multicore non dissimile da quella oggi impiegata sui moderni processori per PC, ARM ha progettato una CPU embedded che promette di moltiplicare la potenza di calcolo di smartphone e PDA senza salassare le batterie.

Battezzato Cortex-A9 MPCore , il nuovo chip è atteso sul mercato intorno al 2009-2010, ed equipaggerà dispositivi mobili capaci di eseguire più task multimediali contemporaneamente, come ad esempio la registrazione di un programma TV mentre si sta videotelefonando e si sta facendo girare un’applicazione web 2.0.

Il Cortex-A9, che conserverà la piena compatibilità con le CPU della sua famiglia, è in grado di integrare fino a quattro core con frequenza di clock oltre il gigahertz . ARM sostiene che il nuovo processore fornisce una potenza di calcolo dalle 4 alle 16 volte superiore a quella delle CPU utilizzate sugli attuali dispositivi mobili di fascia alta; nonostante ciò, avrà un costo di produzione e un livello di consumi (250 mW) paragonabili alla diffusissima famiglia di chip ARM11, oggi alla base di device come il Nokia N95, l’Apple iPhone e il Microsoft Zune.

Più nel dettaglio, nella sua configurazione quad-core il Cortex-A9 fornirà circa 8mila DMIPS (Dhrystone Million Instructions Per Second) di performance, contro i 2mila dell’attuale Cortex-A8 (giovane erede dell’ARM11 presentato nel 2005 ma apparso sui primi dispositivi commerciali solo quest’anno). Per confronto, si consideri che la CPU della console da gioco GameCube di Nintendo, uscita sul mercato nel 2001, era accreditata di 1.125 DMIPS. Più difficile prodursi in equivalenze con gli odierni PC, le cui performance vengono misurate con benchmark differenti e assai più complessi.

Va ricordato che ARM non dispone di fabbriche , ma si limita a progettare i processori e darne in licenza il design a chipmaker come Texas Instrument, Qualcomm, Broadcom, STMicroelectronics e Marvell (che lo scorso anno acquisì da Intel la famiglia di CPU XScale, anch’essa ARM-based). Stando a Wikipedia , l’architettura ARM si trova oggi alla base del 75% dei processori embedded a 32 bit .

Allo sviluppo dell’architettura multicore MPCore di ARM ha collaborato anche NEC , un produttore che tre anni fa presentò una delle prime soluzioni embedded multicore basate su ARM.

Sebbene Intel si sia recentemente sbarazzata della tecnologia XScale, le sue ambizioni nel mercato embedded si sono tutt’altro che sopite. L’azienda sta infatti mettendo a punto un nuovo processore, Moorestown , che nel 2010 potrebbe portare la sua architettura multicore x86 a rivaleggiare testa a testa con quella ARM del Cortex-A9. Stando poi alle indiscrezioni riportate da DigiTimes.com , Apple sarebbe pronta ad abbandonare l’ARM11 dell’iPhone per passare a Moorestown non appena questo sarà disponibile.

Va detto che del Cortex-A9 esisterà anche una versione a singolo core indirizzata ai dispositivi consumer meno esigenti in termini di CPU, come telefoni cellulari e player MP3. Con la sua futura famiglia di chip, ARM corteggia anche il mercato delle set-top box, dei navigatori satellitari, dei computer di bordo, delle console da gioco, dei dispositivi di rete e dei controlli industriali. Tra i produttori che hanno già licenziato il design dell’A9 vi sono NEC, Nvidia, Samsung e STMicroelectronics.

Maggiori informazioni sulla tecnologia alla base di Cortex-A9 MPCore sono fornite in questa pagina del sito di ARM.

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