Artemis, la NASA guarda all'Italia e snobba l'ESA

Artemis, la NASA guarda all'Italia e snobba l'ESA

La NASA avverte l'Europa. Nella corsa al polo Sud lunare servono accordi più rapidi. L'Italia emerge come partner strategico di Artemis.
Artemis, la NASA guarda all'Italia e snobba l'ESA
La NASA avverte l'Europa. Nella corsa al polo Sud lunare servono accordi più rapidi. L'Italia emerge come partner strategico di Artemis.

È davanti a una platea di militari e industriali della difesa, durante la conferenza Air, Space & Cyber organizzata vicino a Washington, che l’amministratore della NASA ha preparato il terreno. Secondo quanto riportato da Ars Technica, Jared Isaacman ha descritto una corsa alla Luna che si gioca ormai in una zona molto ristretta, attorno al polo Sud.

È lì che si concentrano il ghiaccio d’acqua dei crateri e alcune creste bagnate dal sole quasi in permanenza. Il problema è che la Cina, alleata con la Russia, punta esattamente agli stessi siti, e intende persino installarvi un reattore nucleare.

Un accordo con l’Italia, senza passare dall’ESA

In questa corsa contro il tempo, la NASA vuole scegliere con attenzione i suoi alleati. Isaacman ha spiegato che l’agenzia non vuole più coinvolgere troppi Paesi solo per allargare la squadra. L’obiettivo, ora, è fare accordi che aiutino davvero a portare avanti le missioni.

L’amministratore della NASA ha così citato gli alunni modello. A cominciare dall’Italia, che si impegna a investire più di 5 miliardi di dollari in uno dei primi moduli abitativi lunari. In cambio, vedremo due astronauti italiani sulla superficie della Luna, promette. Il Giappone poi, che finanzia un rover pressurizzato per trasportare gli equipaggi e otterrà anch’esso due posti. Un dettaglio che conta: l’accordo italiano è stato negoziato direttamente tra Roma e Washington, senza passare dall’Agenzia spaziale europea (ESA).

L’Europa, dal canto suo, sembra essere presa di mira in modo velato. Isaacman spiega che un partner gli ha proposto un lander robotico per il polo Sud lunare, ma non prima della metà degli anni 2030. Troppo tardi ai suoi occhi, dal momento che la Cina prevede di atterrarvi ben prima. Si tratta con ogni probabilità di Argonaut, il lander dell’ESA attualmente in fase di sviluppo.

Indispensabile, ma non intoccabile

Se l’Europa fornisce il modulo di servizio che propulsa e alimenta la capsula Orion, e se l’italiano Luca Parmitano piloterà Artemis III nel 2027, l’abbandono della stazione lunare Gateway, a marzo, ha rimescolato le carte. L’ESA aveva investito centinaia di milioni di euro in cambio di tre posti per gli astronauti nelle missioni Artemis. Nulla è ormai garantito.

Dopo le sue dichiarazioni, Isaacman ha precisato su X che l’ESA è ancora un partner della NASA per le missioni sulla Luna. La priorità, però, resta una: portare avanti le missioni nel modo più efficace possibile. A dicembre l’Europa dovrà quindi presentare i suoi nuovi piani per l’esplorazione spaziale.

Fonte: Ars Technica
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Pubblicato il
23 set 2026
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