Bankman-Fried: alcuni exchange sono già insolventi

Bankman-Fried: alcuni exchange sono già insolventi

Sam Bankman-Fried, fondatore e CEO di FTX, prevede che presto alcuni exchange di criptovalute falliranno perché di fatto sono segretamente già falliti-
Sam Bankman-Fried, fondatore e CEO di FTX, prevede che presto alcuni exchange di criptovalute falliranno perché di fatto sono segretamente già falliti-

L’imprenditore statunitense Sam Bankman-Fried, fondatore e CEO di FTX, avverte: il mondo degli exchange è sull’orlo di grandi cambiamenti. Per alcuni c’è di fronte l’abisso della caduta e dell’insolvenza; per altri ci sono opportunità da cogliere; per gli investitori ci sono rischi da mettere in conto e dai quali tutelarsi, poiché i segnali sono sul tavolo ed ignorarli non ammette ragionamenti da “senno del poi”.

Bankman-Fried ha affidato a Forbes le proprie sensazioni. La caduta della Three Arrows Capital avrebbe scoperchiato il vaso di Pandora e le conseguenze a cascata che ne deriveranno potrebbero obbligare a mettere le carte in tavola. A quel punto i bluff usciranno allo scoperto. Secondo l’analisi dell’imprenditore, infatti, “ci sono già alcuni exchange che sono segretamente insolventi“. Qualcuno, insomma, già cammina sull’orlo del fallimento anche se al momento la cosa non è ancora conclamata. Saranno dunque cadute improvvise, magari clamorose, sicuramente rumorose: lo spettro della Lehman Brother in ambito bancario fa pensare che solo i “too big to fail” potranno scampare a questo esame di fine stagione.

Dead exchange walking

Bankman-Fried non fa nomi. Non si cita Coinbase (tra i più noti, ma al tempo stesso tra quelli in maggior difficoltà dopo la caduta in Borsa), non fa cenno a Binance (tra i maggiori attori del momento), né sfugge qualsivoglia indizio che possa far pensare ad altri nomi tra i molti che popolano il mercato.

Quello che è stato definito “l’inverno delle criptovalute” ha spazzato via quella coltre di entusiasmo che mascherava il settore riconsegnando l’illusione di una crescita continua e imperitura. Ora nel migliore dei casi arriveranno cessioni e fusioni che salveranno la situazione stabilizzando il comparto, ma in altri casi la caduta rovinosa porterà caos e paure che faranno fuggire i buoi anzitempo dal recinto. Lanciare allarmi preventivi gioca dunque a favore dei brand che intendono avvantaggiarsene, ma in generale colpi al ribasso come quello di Terra Luna non può che seminare panico e reazioni fuori controllo.

La previsione è dunque messa nero su bianco ed è firmata da un nome autorevole: presto nuovi exchange falliranno e per qualche investitore il problema sarà quello di recuperare il proprio capitale. Nel frattempo l’UE sta chiedendo maggior tracciamento nelle transazioni e maggiori garanzie dagli operatori, azioni che proprio Coinbase ha combattuto con forza. Eppure tutto lascia immaginare che la tutela del risparmiatore debba a questo punto essere prioritaria, evitando che eventuali “Exchangegeddon” possano riverberarsi dai wallet alle tasche degli investitori.

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Fonte: Forbes
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Pubblicato il 30 giu 2022
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