BBA, il countdown delle nomination

Sta per chiudersi il periodo utile per nominare la persona, la tecnologia, la PA che ha più minacciato la privacy. I vincitori degli award ispirati a Orwell saranno annunciati ad e-privacy 2008

Roma – Mancano ormai pochi giorni, anzi pochissimi, alla chiusura del periodo utile per la segnalazione delle nomination ai premi dell’anti-privacy italiani, i BBA 2008 : da qui al prossimo lunedì è ancora possibile segnalare ai promotori del premio quei nomi che si ritiene abbiano danneggiato la privacy più degli altri nell’ultimo anno. E segnalare l’ Eroe della privacy , chi ha invece agito per preservarla e difenderla.

La scadenza è serratissima, anche perché dopo la chiusura delle nomination, come ben sanno i lettori di Punto Informatico , la giuria dei Big Brother Award 2008 dovrà mettere in fila le nomination giunte, verificare le motivazioni che le hanno giustificate e determinare la classifica. Questa sarà poi resa pubblica in un evento ufficiale all’interno del convegno e-Privacy 2008 che il 9 e 10 maggio si terrà come sempre a Firenze, a Palazzo Vecchio.

Gli Award, come noto, si tengono ogni anno in 14 paesi europei, ormai da più di 10 anni, e rappresentano un premio in negativo , da assegnare a persone, gruppi, tecnologie che più hanno danneggiato la privacy: solo poche settimane fa sono stati assegnati gli Award francesi che hanno “punito” la Corte Costituzionale, alcuni produttori di sistemi di monitoraggio della popolazione nonché emittenti televisive che incoraggiavano alla delazione di massa.

La scelta di annunciare gli Award italiani nel corso di e-Privacy, rinnovata ormai da diversi anni , non è casuale: tra i promotori del convegno è il Progetto Winston Smith che in collaborazione con Privacy International ed altre associazioni organizza i BBA. Al convegno, di cui è stato rilasciato proprio oggi il programma ufficiale interverranno anche gli esperti Alessio Pennasilico e Marco Bonetti, Marco Calamari e Daniele Masini del Progetto Winston Smith, gli avvocati Daniele Minotti, Andrea Rossetti, Guido Scorza, Stefano Aterno e altri ancora.

Per presentare le proprie nomination al BBA 2008 la pagina di riferimento è a questo indirizzo

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  • angelo Marasco scrive:
    rfid nei cassonetti spazzatura
    Ho letto con interesse l'articolo dell'esperimento fatto e mi chiedo: Ma perchè in Italia non si fa ??? Ormai da anni i comuni dovrebbero applicare la "tia" e non più la "tarsu"(tassa sui rifiuti solidi urbani) Oggi paghiamo infatti a seconda dei mq dei nostri appartamenti, con la Tia si pagherebbe in base ai consumi reali. Risparmieremmo tutti, staremmo più attenti e ...l'Italia sarebbe più moderna.
  • solo365 giorni scrive:
    In Italia
    Fatta la legge, trovato l'inganno !!! Quanto ci vorrebbe prima che qualcuno non scopra come approfitarrsene ?--Affrettati: http://www.solo365giorni.com ! Vinci il tuo spazio GRATIS !
  • Tonino scrive:
    Si devono usare cittadini virtuosi e irr
    A mio parere l'unico modo per "costringere" una persona a differenziare è incentivarlo economicamente e questo si può fare solo se si misurano le sue tasse a quanto ricicla.. e ciò si può fare con gli RFID nei prodotti e tracciandoli...Cmq è buona anche l'idea del monitoraggio pe capire se ci sono problemi di educazione.. spesso anch'io mi ritrovo in mano prodotti che non so dove buttare.
    • Tonino scrive:
      Re: Si devono usare cittadini virtuosi e irr
      Puoi dimensionarla??? Se pensano di mettere gli RFID nei prodotti per una serie di motivi perchè non dovrebbe essere finalizzata anche alla raccolta..Non è che se sei arrabbiato per le elezioni devi sparare sentenze sugli altri.. l'amenità forse è proprio il tuo giudizio..
    • Gndt scrive:
      Re: Si devono usare cittadini virtuosi e irr
      In trentino alto adige già si usano da tempo per la raccolta differenziata :/
      • Nemo_bis scrive:
        Re: Si devono usare cittadini virtuosi e irr
        Qui a Milano invece non si differenzia, non si raccoglie l'umido, poi si divide meccanicamente con costi enormi e si incenerisce tutto quanto: abbiamo la TARSU piú alta di tutta la Lombardia e si parlava di alzarla di 150 /abitante dopo la fusione con Asm per sostenere i costi di due nuovi inceneritori. In un paese hanno sperimentato un altro sistema: né TARSU né TIA, ma per consegnare la spazzatura bisogna comprare dei sacchi venduti solo dal comune, di un colore particolare, che costano molto piú del valore del sacchetto perché il prezzo comprende il vero e proprio costo di smaltimento dei rifiuti. Cosí è facile rendersi conto di quanto si costa a sé stessi e alla collettività non differenziando e producendo troppi rifiuti inutili.
        • . . scrive:
          Re: Si devono usare cittadini virtuosi e irr

          In un paese hanno sperimentato un altro sistema:
          né TARSU né TIA, ma per consegnare la spazzatura
          bisogna comprare dei sacchi venduti solo dal
          comune, di un colore particolare, che costanoNon mi sembra una cosa molto furba: la gente si ingegnerà a trovare il modo per non pagare i sacchetti, ad es. buttando l'indifferenziato per strada (mai sentito parlare di discariche abusive?), negli scarichi fognari o addirittura nei bidoni per il differenziato, compattando al massimo per sacchetto, o più semplicemente portando i rifiuti... nel comune limitrofo.
          • Nemo_bis scrive:
            Re: Si devono usare cittadini virtuosi e irr
            Ho pensato anch'io lo stesso, eppure sembra che funzioni. Purtroppo non ho ritrovato l'articolo, ma dovrebbe essere nell'ultimo numero "La nuova ecologia" o "Rifiuti oggi".
    • Fiamel scrive:
      Re: Si devono usare cittadini virtuosi e irr
      - Scritto da: Tonino
      A mio parere l'unico modo per "costringere" una
      persona a differenziare è incentivarlo
      economicamente e questo si può fare solo se si
      misurano le sue tasse a quanto ricicla.. e ciò si
      può fare con gli RFID nei prodotti e
      tracciandoli...OK, purché sia un incentivo (sconto), invece che una tassa, altrimenti sai quanta gente metterá il pattume nei cassonetti dei vicini?Personalmente credo che una soluzione sarebbe quella di assumere delle squadre di persone che, armate di tute, guanti, mascherina e stivali, scavino fra il pattume e facciano loro la separazione (a partire da due tipi di pattume, umido/sporco e non). Sarebbero anche specializzati ed eviterebbero che la gente cerchi di "riciclare" (leggi: fregarsene) i sacchetti delle merendine e le scatole di cartone delle pizze sporche di pomodoro come "carta", come facevano da me.Ed ecco trovato un milione di posti di lavoro. :D-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 17 aprile 2008 12.03-----------------------------------------------------------
  • Pinchino Pallino scrive:
    Novità?
    Non mi sembra, i cassonetti con l'RFID esistono da anni e vengono utilizzati per gestire la raccolta differenziata... da quanto capisco è solo una alternativa al "vecchio" sistema del codice a barre stampato sulla generazione precedente di cassonetti, magari un po' più tecnologico.
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