Berners-Lee torna sulla carta dei diritti del Web

C'è bisogno di una rete senza spie e senza censura. C'è bisogno di una Magna Carta digitale, dice il padre del World Wide Web
C'è bisogno di una rete senza spie e senza censura. C'è bisogno di una Magna Carta digitale, dice il padre del World Wide Web

Tim Berners-Lee è tornato a parlare di diritti online, chiedendo una Magna Carta a garanzia dei netizen . L’ultima occasione in cui è intervenuto Tim Berners-Lee è il London Web We Want festival, ma già a marzo aveva avuto modo e spazio al TED per fare un discorso dal titolo “A Magna Carta for the Web”.

Da tempo schierato contro la brevettabilità delle tecnologie ed in generale il controllo della Rete da parte di governi e grandi corporazioni, il padre del Web Tim Berners-Lee torna a parlare della necessità di una “costituzione” di Internet che riconosca ai suoi cittadini principi fondamentali come privacy, net neutrality, libertà di espressione, garanzia di accesso ed infrastrutture open.

“Per molto tempo la natura democratica del Web è stata abusata, per questo adesso la Magna Carta appare necessaria: voglio un web in cui non essere spiati e in cui non ci sia la censura”. Berners-Lee si erge a paladino del navigatore comune, e nel suo discorso pare propugnare maggiore regolamentazione per Internet affinché se ne possa preservare la natura originaria.

Censura e privacy, in particolare dopo le rivelazioni dell’ex agente dell’NSA Edward Snowden, appaiono d’altra parte come le argomentazioni che più facilmente possono scuotere gli utenti reagendo all’appello di Berners-Lee. Sono armi potenti, che la propaganda a fin di bene degli attivisti ora prova a sfruttare.

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