Bitcoin, il valore dopo la tempesta

Solo su Mt. Gox la criptomoneta ha perso circa il 50 per cento: con gli altri exchange ha mantenuto una stabilità che sembra averle permesso di uscire dai problemi causati dagli attacchi della settimana scorsa

Roma – I gestori della moneta senza controllori Bitcoin hanno lavorato in modo da correggere entro il weekend le vulnerabilità sfruttate nei giorni scorsi e cercare di evitare che problemi simili si ripresentino nel prossimo futuro.

A evidenziare il problema legato ad un bug nel sistema Bitcoin era stato l’exchange giapponese Mt. Gox che in seguito ad una serie di richieste fraudolente aveva congelato temporaneamente i depositi. Queste erano il risultato dello sfruttamento di una funzione nel protocollo di base conosciuta come “malleabilità delle transazioni”, che permetteva agli utenti della moneta digitale di modificare l’ID di una transazione completata. In questo modo i trader disonesti potevano ingannare il software che gestisce il portafoglio digitale di Mt. Gox spingendolo a credere che i pagamenti bitcoin in uscita non fossero riusciti e chiedendo che i soldi interessati fossero nuovamente inviati.

Questi malleability attack hanno poi coinvolto diversi altri exchange e tenuto sotto scacco la criptovaluta nelle giornate del 9, del 10 e dell’11 febbraio.

Lo sloveno Bitstamp, il più grande exchange di bitcoin, è stato il primo a riferire di aver ristabilito le funzioni di ritiro automatizzato degli utenti dopo quattro giorni di sospensione in seguito agli attacchi.

A lavorare al problema sono stati i diversi exchange, insieme ad un team dei programmatori che hanno sviluppato la criptomoneta, guidati dal vertice tecnologico di Bitcoin Foundation Gavin Andresen: il loro obiettivo era quello di trovare alternative e soluzioni per ripulire, aggiustare e ristabilire gli account interessati dagli attacchi.
Si tratta in ogni caso di soluzioni temporanee che attendono una riforma più strutturata del sistema bitcoin : Andresen ha promesso entro la settimana una soluzione di questo tipo chiamata reference implementation .

Andresen ha dichiarato che “il Mondo ha visto come questi incidenti sono affrontati dalla comunità Bitcoin: ogni sfida superata con successo è una nuova pietra miliare che permette di accrescere la fiducia in Bitcoin”.

La situazione, infatti, non sembra aver preoccupato particolarmente gli utenti della criptomoneta: la sua valutazione ne ha certo subito le conseguenze, passando su Mt.Gox da 900 a 220 dollari, ma prima del weekend, dopo l’annuncio del prossimo riavvio delle operazioni ma prima che esso diventasse effettivo, il prezzo di Bitcoin secondo Coindesk era già salito del 9,73 per cento, mostrando un chiaro segno di risalita. In media, il prezzo medio di Bitcoin è tornato in breve tempo ad aggirarsi intorno ai 700 dollari .

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L’unico ad aver subito le conseguenze dei problemi dei giorni scorsi sembra , insomma, essere proprio Mt. Gox: ha annunciato il prossimo ripristino dei servizi e sulla sua piattaforma il prezzo langue a circa 450 dollari.

D’altronde sono tanti gli exchange concorrenti della giapponese e, a differenza di essa, hanno mantenuto una certa stabilità nei caldi giorni scorsi.

Claudio Tamburrino

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