Bitcoin mining e riscaldamento globale: verso la catastrofe?

Bitcoin mining e riscaldamento: verso la catastrofe?

L'impatto sul pianeta del consumo di energia attribuibile al mining di Bitcoin è tale da aggravare il fenomeno del riscaldamento globale?
L'impatto sul pianeta del consumo di energia attribuibile al mining di Bitcoin è tale da aggravare il fenomeno del riscaldamento globale?

È anzitutto doveroso precisare che l’articolo prende spunto dall’analisi condotta e pubblicata da BanklessTimes e che, come per molti degli aspetti che regolano l’ambito delle criptovalute, una previsione a lungo termine dev’essere inevitabilmente presa con le pinze. Vale comunque la pena citarla, per aggiungere un ulteriore tassello alla complessa discussione riguardante il mining e, in particolare, all’impatto dell’attività sulla sostenibilità ambientale. C’è chi ritiene l’assorbimento di energia richiesto in grado di contribuire in modo significativo al riscaldamento globale. In quali termini? Portando l’aumento della temperatura oltre la soglia dei 2° C entro il 2040.

Il riscaldamento globale è spinto dal mining di Bitcoin?

L’attenzione è puntata in particolare su Bitcoin, l’asset digitale per eccellenza. Una questione già dibattuta a lungo, tanto da finire nel mirino di autorità e organizzazioni ambientaliste per l’impiego di un algoritmo Proof-of-Work responsabile del consumo elevato di energia (Ethereum sta per passare a Proof-of-Stake con l’upgrade The Merge). Questo il commento di Jonathan Merry, CEO di BanklessTimes.

Secondo una stima, una singola transazione BTC ha un’impronta carbonica pari a circa 841 Kg di CO2. E, man mano che Bitcoin diventa più popolare, è probabile che il valore aumenti. Bitcoin potrebbe eventualmente aver un impatto significativo sul riscaldamento globale, in conseguenza alla crescita della domanda di mining ad alto assorbimento di energia.

Ricordiamo che, con l’Accordo di Parigi sottoscritto nel novembre 2015, gli stati partecipanti si impegnano a mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli pre-industriali.

Nel titolo dell’articolo abbiamo volutamente inserito un punto di domanda. C’è infatti chi ritiene il mining di Bitcoin un’attività meno gravosa sull’ambiente rispetto a quanto affermato dai detrattori. Le frecce all’arco di questa fazione di sostenitori sono diverse: una su tutte, il 57% dell’energia attualmente assorbita proviene da fonti rinnovabili. Va precisato che la fonte a cui si fa riferimento (Roland Berger) include nel conteggio anche quella ricavata dalle centrali nucleari.

Non è poi da dimenticare che, anche le infrastrutture centralizzate sulle quali poggiano i sistemi economici e finanziari più tradizionali, generano un impatto sul pianeta. Richiedono infatti il mantenimento delle piattaforme attraverso le quali veicolare le transazioni, sostanzialmente server collocati in data center. Nel caso del contante ci sono poi anche l’impiego della materia prima e il processo produttivo.

Chi è interessato al trading di Bitcoin, di Ethereum o di altre criptovalute può aprire un conto su Binance. La piattaforma, di recente, ha azzerato le commissioni sulla compravendita di BTC con l’obiettivo di spingerne il più possibile l’adozione.

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Fonte: BanklessTimes
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Pubblicato il 2 ago 2022
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