Bitcoin tra economisti e problemi

Sempre più nervoso e problematico il mercato dei BTC tra malware, "piazze" che affondano e scambi rallentati causa DDoS. Mentre gli economisti, quasi in coro, sentenziano: Bitcoin è follia
Sempre più nervoso e problematico il mercato dei BTC tra malware, "piazze" che affondano e scambi rallentati causa DDoS. Mentre gli economisti, quasi in coro, sentenziano: Bitcoin è follia

Il tormentato momento di Bitcoin non sembra avere fine: la moneta virtuale che (forse) vive in una bolla speculativa è ancora al centro della scena e per motivi non proprio positivi. Bitfloor, tanto per cominciare, chiude i battenti “a tempo indefinito”.

Quarto per importanza tra le piazze di scambio online di BTC, Bitfloor era stato in passato colpito da una “rapina” di Bitcoin dal valore di 2,2 milioni di dollari (25mila Bitcoin): ora il fondatore del sito ne annuncia la chiusura e comunica la restituzione dei fondi (in monete reali) a tutti i partecipanti.

Anche Mt. Gox, poi, non se la passa benissimo: il principale sito di scambio di BTC, vera e propria “istituzione” in tal senso, lotta periodicamente contro gli attacchi di tipo DDoS e la volatilità record del valore della moneta ed è costretto a rallentare il volume delle transazioni per difendersi da chi vuole manipolare il suddetto valore per trarne un profitto in tempi futuri.

La sicurezza di Bitcoin continua poi a subire colpi pesanti con la comparsa di nuovi malware pensati per rubare le credenziali di accesso degli utenti, e c’è chi si premura di criticare le necessità “infrastrutturali” per il mining di BTC – potenti server o intere farm di CPU e GPU a pieno carico, per chi se le può permettere – come un potenziale disastro energetico e ambientale in attesa di esplodere come un bomba.

Il lato tecnico del pianeta Bitcoin va male ma in compenso gli economisti fanno a pezzi prospettive e promesse della moneta virtuale anonima e sicura: il coro dei critici non è unanime, certo, ma l’economista Paul Krugman arriva a scomodare Adam Smith per esemplificare la “follia” dei BTC – una valuta virtuale la cui creazione richiede lo spreco di risorse reali – e sbatte la porta in faccia a quei pochi che evocano la necessità di creare un nuovo tipo di denaro. Quello vecchio, dice Krugman, è ancora perfettamente in salute .

Alfonso Maruccia

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23 04 2013
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