Oltre a una tomba nucleare che si sta rompendo, nessuno vorrebbe sentirsi dire che una bomba atomica è stata persa e si trova nell’oceano, ma senza sapere esattamente dove per poterla recuperare. Purtroppo però questa è la dura verità di una collisione in volo che ha obbligato un pilota dell’aeronautica militare degli Stati Uniti a sganciarla 68 anni fa nelle acque profonde dell’oceano. Nonostante tutti gli sforzi, non è mai stata trovata e tutt’ora rimane sepolta nel fango.
Nel “lontano” 5 febbraio 1958 il colonnello Howard Richardson, dopo essere decollato dalla base aerea di Homestead, pilotando un bombardiere B-47, si diresse a nord fino a raggiungere la costa di Savannah, in Georgia. L’obiettivo della missione era quello di simulare il ruolo di un bombardiere a propulsione nucleare in un’esercitazione di addestramento qualora la Guerra Fredda si fosse improvvisamente trasformata in un conflitto armato mondiale.
In una manovra aggressiva durante l’attacco simulato al bombardiere di Richardson, il tenente Clarence Stewart, che pilotava un caccia F-86 impegnato nella missione di intercettazione, si è avvicinato troppo colpendo l’ala destra del B-47. Il contatto ha distrutto uno dei serbatoi di carburante quasi strappando completamente un motore rimasto penzolante per il danno. Il problema è che a bordo con l’equipaggio c’era una bomba atomica all’idrogeno Mark 15, 100 volte più potente di quella che distrusse Hiroshima.
Atterrare senza bomba atomica non era un’opzione
La situazione era molto grave e i danni subiti erano troppi per permettere al pilota un atterraggio normale. Per questo atterrare senza bomba atomica era una necessità e non un’opzione. Quindi, mentre si avvicinava all’aeroporto militare di Hunter a Savannah, il colonnello Richardson decise di sganciarla nelle acque poco profonde dell’oceano Wassaw Sound, a nord di Tybee Island, in Georgia.
Quello che sperava era ritrovare la bomba una volta messo al sicuro l’aereo e tutto l’equipaggio. Tuttavia, la bomba atomica all’idrogeno Mark 15 non fu mai più trovata e dichiarata “irrimediabilmente perduta“. Un ufficiale della Guardia Costiera Americana suppose che un sottomarino sovietico, intrufolatosi nella zona, avrebbe recuperato la bomba.
Popular Mechanics ha dichiarato: “Una spiegazione più plausibile è che l’11 marzo 1958, appena un mese dopo la scomparsa della bomba di Tybee Island, un altro B-47 dell’Aeronautica Militare sganciò accidentalmente una bomba nucleare vicino a Florence, nella Carolina del Sud. L’esplosivo convenzionale di questa seconda bomba detonò all’impatto, creando un’operazione di bonifica completamente nuova e più visibile che forse rese più urgente porre fine al primo incidente, tuttora irrisolto, della bomba all’idrogeno che coinvolse i militari“.