Brevetti, Apple vuole di più

In un caso statunitense parallelo a quello appena vinto contro Samsung, Cupertino torna a chiedere il blocco di Galaxy S III, insieme a quello di altri dispositivi
In un caso statunitense parallelo a quello appena vinto contro Samsung, Cupertino torna a chiedere il blocco di Galaxy S III, insieme a quello di altri dispositivi

Dopo la vittoria conquistata da Cupertino dei giorni scorsi, il secondo fronte brevettuale californiano aperto tra Apple e Samsung si rimpingua di richieste: la nuova lista di prodotti di cui Apple chiede il blocco delle importazioni consta di 21 dispositivi, fra cui lo smartphone di punta Galaxy S III.

Il caso, aperto in febbraio da Apple con un’ingiunzione preliminare per chiedere il bando statunitense di Galaxy Nexus e con la denuncia relativa a violazioni riscontrate in 17 dispositivi della coreana, abbracciava in precedenza quattro brevetti: uno relativo all’interfaccia per la ricerca di informazioni, uno relativo al sistema di slide to unlock , uno relativo a correttore ortografico e suggerimenti, uno relativo a un sistema per l’inserimento di dati. I brevetti contestati si sono poi estesi a otto, comprendendo altri aspetti dell’interfaccia grafica, nonché il sistema di gestione delle chiamate perse.

Apple, dopo mesi con Galaxy Nexus in bilico alla frontiera, ha ora aggiornato l’elenco dei dispositivi che dovrebbero essere investiti dal bando statunitense: fra smartphone, media player e tablet, la nuova lista comprende prodotti rilasciati da Samsung a partire da agosto 2011 fino a giungere al recente e fruttuoso Galaxy S III (di cui aveva già chiesto il blocco invano ), al phablet Galaxy Note, al tablet Galaxy Note 10.1. Apple ne chiede l’estromissione dal territorio statunitense in quanto, si legge nel documento depositato dalla Mela, Samsung avrebbe “continuato ad inondare il mercato con prodotti copiati”.

Samsung, in una nota , non si mostra meno battagliera: “Apple continua a ricorrere alle azioni legali piuttosto che alla competizione sul mercato nel tentativo di limitare la scelta dei consumatori”.

Gaia Bottà

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03 09 2012
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