Cosa significa essere uno sviluppatore nei giorni nostri?
, è la domanda su cui Microsoft ha deciso di costruire l’intero evento BUILD 2026, appuntamento che ha preso il via ieri e che si concluderà oggi, in presenza a San Francisco e online. Le novità annunciate sono molte e, neanche a dirlo, hanno tutte (o quasi) un’attinenza con il trend dell’intelligenza artificiale: da Project Solara per gli agenti AI ai nuovi modelli, dall’assistente personale Scout ispirato a OpenClaw fino al chip Majorana 2 per il quantum computing.
Leggendo tra le righe degli annunci a BUILD 2026
Al concetto di intelligenza artificiale con cui ormai abbiamo familiarità, il gruppo di Redmond ne affianca un altro di cui abbiamo finora sentito parlare poco, ma destinato a prendere piede, quello di intelligenza diffusa. Lo fa associandogli termini come controlli
e sicurezza
dai quali oggi non si può prescindere, immaginando un futuro strutturato intorno a tre grandi direttrici.
La prima è un’intelligenza davvero personale. Ne è un esempio la Agent Platform che tiene in considerazione il contesto e l’AI di Microsoft IQ, permettendo tra le altre cose di creare un agente in GitHub, distribuirlo su Foundry e ottimizzarlo automaticamente sfruttando i modelli più adatti. Una volta perfezionato può essere reso accessibile da Teams o nell’app di 365.
La seconda chiama in causa Windows. Microsoft pone l’accento sul fatto che non interpreta il sistema operativo come una piattaforma per sviluppatori Windows
, ma più semplicemente per gli sviluppatori
. Una differenza non da poco, che fa leva sui concetti di flessibilità e apertura.
Infine, c’è lo sguardo a un futuro in cui i sistemi agentici passeranno dal codice al progresso umano
. Cosa significa nel concreto? Nuove opportunità per la ricerca scientifica e per il computing, partendo dalla stessa piattaforma dedicata agli sviluppatori (che, come scritto, rimangono al centro dell’attenzione nell’evento BUILD).
Un’AI davvero al servizio degli sviluppatori
Fa tutto parte di una visione che sostiene l’operato di Microsoft ormai da diverso tempo. Un impegno quasi obbligato, considerando quanto stanno facendo le altre Big Tech, alcune delle quali iniziano ad accennare alla singolarità come a una prospettiva plausibile. Satya Nadella e i suoi sanno bene che la differenza non è da cercare nella volontà di adottare l’AI, quello è inevitabile, ma l’approccio scelto per farlo: lo hanno imparato a loro spese, come dimostra il dietrofront su Windows 11. Si legge anche questo tra le righe degli annunci che arrivano da BUILD 2026.