Calo di popolarità? Non è colpa di Google

Un giudice californiano respinge le accuse di KinderStart.com, portale statunitense che aveva denunciato Google in seguito all'azzeramento del page-rank del sito

San Francisco (USA) – Niente da fare per KinderStart.com , portale dedicato al mondo dell’infanzia che pochi mesi fa aveva denunciato Google in seguito ad una disastrosa perdita di popolarità . Nonostante gli avvocati di KinderStart avessero accusato Google di aver volontariamente azzerato il page-rank del sito, un gesto descritto come un “attacco diretto alla concorrenza” ed una “prova di forza del monopolio di Google”, un giudice californiano ha respinto l’assalto legale.

Secondo il magistrato Jeremy Fogel, infatti, “le accuse e le prove fornite da KinderStart.com sono troppo deboli ed irrilevanti ai fini di un procedimento giuridico”. Questa decisione, secondo gli esperti di News.com , potrebbe rafforzare la posizione di Google presso altre società che per ragioni analoghe si sono sentite “tradite” dal colosso della ricerca.

In base ai dati ufficiali forniti da Kinderstart, il crollo del page-rank avrebbe fatto “sgonfiare” del 70% il numero totale delle visite . Gregory Yu, avvocato del portale, è convinto che questa sentenza sia comunque una piccola vittoria: “La decisione del giudice lascia spazio alla riformulazione delle accuse”. Si potrà quindi procedere con nuove accuse all’apertura di un nuovo caso.

Il parere di Yu è che “se un giudice riuscisse a scoprire che Google può manipolare arbitrariamente e manualmente il proprio sistema di page-ranking, allora l’alone di obiettività di questo motore di ricerca e dei risultati di ricerca da esso forniti potrebbe collassare immediatamente”. Un pagerank equivalente a zero, sostiene Yu, “equivale ad una diffamazione ai danni d’una intera categoria di siti web simili”.

Tuttavia molti esperti sono molto scettici riguardo alle nuove accuse lanciate da KinderStart. Molti obiettano il fatto che il meccanismo di page-ranking utilizzato da Google è a tutti gli effetti un algoritmo informatico , che non può essere per sua natura ritenuto “diffamante”. Ma i dettagli di questo algoritmo, come noto, sono protetti dal segreto industriale.

Google ha comunque dimostrato nel caso BMW di poter declassare e punire soprattutto i siti che utilizzano sistemi di promozione “non tradizionali” e abusivi secondo i propri parametri. Riuscirà KinderStart, piccolo Davide, a sconfiggere Golia?

Tommaso Lombardi

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  • robi scrive:
    pochedecs
    8) 8)(rotfl)[img][/img](troll1)(troll3)(ghost) :o :s :( :$
  • Anonimo scrive:
    MA si potrà scegliere?
    La domanda da un milione di dollari è: ma si potrà scegliere il filmato voluto o si dovrà acquistare un pacchetto predigerito dai contabili aziendali?Perchè se mi servono, diciamo 20 minuti di sequenze sparse in vent'anni e ogni minuto fa parte di una diversa collezione il servizio costa un patrimonio.Qualcuno riesce a illuminarmi?
  • Anonimo scrive:
    Pero'
    24.95 dollari.. costa come il dvd di un film... d'altra parte pero' perchè non dare altri soldi ai giornalisti?
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