Canone e tariffe, chi si mobilita?

Gli operatori alternativi storcono il naso, i competitor di Telecom Italia pure, e ora c'è chi si augura che contro gli imminenti rialzi delle tariffe TLC gli italiani facciano qualcosa. Altroconsumo sul piede di guerra

Roma – Solo poche ore fa Stefano Parisi, AD di Fastweb, lamentava come gli aumenti previsti da Telecom per il canone e le tariffe di terminazione mobile siano destinati a tradursi in grandi profitti per l’incumbent e in oneri maggiorati per gli operatori concorrenti, con ricadute a cascata su consumatori, utenti e libertà di scelta.

Una posizione, quella di Parisi, condivisa da moltissimi in questi giorni, non solo tra gli operatori ma anche tra i consumatori . In un articolo apparso poco fa su Morse.it dal titolo emblematico, “La crisi della telefonia italiana”, il noto sito dedicato alla telefonia si chiede come mai l’Italia sia l’unico paese in cui anziché di tariffe in picchiata si parli di ritocchi verso l’alto.

I ritocchi previsti, sostiene Morse.it , avranno l’effetto di togliere denaro ai cittadini, con vantaggi esclusivamente per gli operatori dominanti, e viene citata non solo Telecom (“400 milioni annui di regalo”, li chiama Morse.it riferendosi all’aumento del canone) ma anche Vodafone. La rimodulazione delle tariffe di terminazione mobile, inoltre, se è vero che prevede un modestissimo calo, arriva secondo il sito due mesi prima delle tariffe che la Commissione UE sta revisionando, e che sarebbero assai più basse . “Stando al Commissario UE alle Comunicazioni Viviane Reding, quindi – scrive Morse.it – AGCom starebbe deliberatamente regalando 3,5 miliardi di Euro agli operatori mobili rispetto al taglio in via di approvazione da Bruxelles, con il semplice stratagemma dell’affrettare i tempi di approvazione delle nuove tariffe per mettere Bruxelles di fronte al fatto compiuto”.

Secondo la ricostruzione di Morse.it vi sarebbe quindi maretta tra i commissari italiani dell’Autorità TLC e il commissario Reding, tanto che proprio oggi due commissari sarebbero attesi a Bruxelles per cercare di appianare le divergenze.

Difficile dire cosa accadrà. Ma la tensione si sta accumulando, qualcuno sostiene che l’Autorità TLC non stia facendo il proprio dovere, e i consumatori sono sul piede di guerra. L’associazione dei consumatori Altroconsumo non a caso ha promosso una petizione che non solo chiede il blocco dell’aumento del canone ma anche una vera riduzione delle tariffe di terminazione mobile.

Nella petizione sono tre i punti con cui ci si rivolge al Garante delle TLC e al Governo:
– Rigettare le richieste di aumento del canone di unbundling presentate da Telecom Italia e il conseguente innalzamento di circa 2 euro del canone al dettaglio;
– Ridurre le tariffe di terminazione mobile con un taglio ben più netto di quello indicato dall’Autorità come auspica anche la Commissaria europea alle telecomunicazioni Viviane Reding;
– Rigettare gli impegni presentati da Telecom Italia e dare vita ad una separazione societaria della rete quale stimolo alle Reti di nuova generazione (NGN).

Ora bisogna vedere cosa faranno gli operatori, i commissari TLC e soprattutto i cittadini, coloro che più avranno da risentire da queste “rimodulazioni” considerate affrettate. Morse.it chiude sottolineando: “Una campagna di protesta estesa potrebbe far alzare le antenne al governo, che teme ulteriore impopolarità soprattutto in un momento di calo del gradimento, ed indurre AGCom a congelare la pratica fino all’uscita della nuova raccomandazione UE. In tal caso, saremmo salvi”.

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