Cashback: adesione oltre le aspettative, i rimborsi saranno pagati al 100%

Cashback: adesione elevata, fondi per tutti

Arriva dal Viceministro dell'Economia una nuova rassicurazione sulla disponibilità dei fondi necessari per pagare i rimborsi maturati con il Cashback.
Arriva dal Viceministro dell'Economia una nuova rassicurazione sulla disponibilità dei fondi necessari per pagare i rimborsi maturati con il Cashback.
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I fondi per pagare tutti i rimborsi del Cashback di Stato ci sono. E se quanto stanziato dovesse rivelarsi non sufficiente, ne arriveranno altri. Un’ennesima rassicurazione è giunta da Antonio Misiani, Viceministro dell’Economia, intervenuto durante la trasmissione L’aria che tira su LA7 parlando in modo esplicito di un’adesione da parte degli italiani andata oltre le aspettative.

Credo che l’adesione sia stata superiore alle aspettative, tanto è vero … potrebbe esserci il rischio che i fondi stanziati non siano sufficienti. Vorrei rassicurare tutti coloro che hanno utilizzato il Cashback, se ci sarà necessità rifinanzieremo per garantire quanto è stato promesso.

I soldi per il Cashback di sono e ci saranno

Doveroso ribadirlo, considerate le tante voci circolate in merito, talvolta amplificate da toni allarmisti a proposito di un possibile taglio del rimborso maturato. Non avverrà: tutto quanto accumulato dai cittadini con le spese di dicembre sarà regolarmente versato sui conti correnti degli italiani entro la fine di febbraio all’IBAN indicato, anche se l’esborso per le casse pubbliche dovesse superare quello preventivato: 227,9 milioni di euro per l’Extra Cashback di Natale e circa 1,35 miliardi di euro per i tre successivi periodi semestrali.

Viene dunque sottolineato nuovamente quanto reso noto già la scorsa settimana da Palazzo Chigi. L’obiettivo è incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici e digitali come alternativa al contante, contribuendo così anche ad assestare un colpo alla piaga dell’evasione.

Il Cashback è stato inoltre pensato per stimolare gli acquisti nei negozi fisici escludendo dal rimborso le spese effettuate online, proprio per andare incontro ai commercianti pesantemente penalizzati dalle misure restrittive del 2020.

L’arretratezza italiana nell’uso della moneta elettronica costa al Paese dai 10 ai 15 miliardi di euro all’anno. Sono i costi di gestione del contante. È un costo che dobbiamo ridurre per favorire la competitività delle imprese e i risparmi delle famiglie. Da questo punto di vista un meccanismo di incentivazione come quello che abbiamo costruito è sicuramente utile.

Misiani affronta anche il tema importante legato a come finanziare l’iniziativa: non si dovrà per forza di cosa poggiare sul Recovery Plan.

Non è detto che debba essere necessariamente finanziato attraverso il Recovery Plan. Credo sia necessario destinare risorse importanti a questo scopo e lo abbiamo fatto con i decreti e la manovra di bilancio. Dove decidere questo stanziamento credo sia una questione tutto sommato secondaria.

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Fonte: LA7
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