Ceduto il registro: che ne sarà dei domini .org?

Finisce l'era dell'innocenza per i domini .org: Public Interest Registry vende i propri asset alla Ethos Capital sancendo il passaggio di proprietà.
Finisce l'era dell'innocenza per i domini .org: Public Interest Registry vende i propri asset alla Ethos Capital sancendo il passaggio di proprietà.

Il registro responsabile della gestione dei domini .org è stato venduto. “Venduto”, parola particolarmente pesante in questo caso. Si tratta infatti di un passaggio epocale dal grande significato e, per molti, dal gusto amaro. I domini .org erano infatti fino ad oggi gestiti da una entità non-profit, con costi relativamente calmierati e con una sorta di etica di fondo che ne preservava un significato differenziato rispetto a .com e altri domini.

Il comunicato giunge dalla stessa Internet Society and Public Interest Registry (PIR), la quale comunica di aver venduto i propri asset alla Ethos Capital. Le parti in causa operano uno sforzo congiunto per garantire massima continuità rispetto al passato, spiegando che nei fatti non cambierà nulla e che ogni elemento della filosofia .org verrà mantenuto anche ad operazione conclusa. Nei fatti, però, il cambiamento è già iniziato ben prima dell’annuncio odierno.

Era il mese di luglio quando Public Interest Registry annunciava la caduta del price cap per i domini .org. Sebbene il gruppo sancisse a gran voce che trattavasi di una modifica formale, senza conseguenze sui prezzi e senza alcuna intenzione reale di alzarli, era questo un primo passo verso la cessione, togliendo un orpello che avrebbe impedito ad un futuro acquirente di poter meglio monetizzare l’asset. Ora che la cessione è avvenuta, le promesse di allora suonano vuote e i prezzi sono ora in mano ad un nuovo proprietario. Che tutto è fuorché un’entità non-profit.

PIR spiega che ora si apre un’era di nuove opportunità, di maggior stabilità economica e con fondi disponibili da poter investire nello sviluppo ulteriore del dominio. La sensazione è che con questa cessione un altro tassello dell’età dell’innocenza del Web sia andato perduto e, giusta o meno che sia la cosa, gradita o meno che possa essere, rappresenta un passaggio evolutivo che si porta appresso grandi significati. Le firme in calce sono quelle di Andrew Sullivan, President&Ceo The Internet Society, Erik Brooks, Founder&CEO di Ethos Capital e di Jon Nevett, CEO Public Interest Registry.

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18 11 2019
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