Chi vigila sui minori col joystick?

Poche le famiglie disposte ad affiancare i figli davanti a schermi e console. Ma la passione per il gaming cresce presso i genitori più giovani

Roma – Si preoccupano della violenza che intride i videogiochi e che si ripercuote sui comportamenti dei figli, invocano leggi che bandiscano dal mercato i titoli più controversi, ma non c’è verso di farli impugnare un controller per sfidare i figli di fronte ad uno schermo.

Questo il ritratto dei genitori americani tracciato da un poll di Associatied Press e AOL Game : il 43 per cento degli oltre duemila adulti intervistati è solito abbandonare i minori di fronte a PC e console.

Certo le famiglie non risparmiano raccomandazioni ai pargoli. Consigliano loro di dedicarsi a qualcosa di più produttivo , anche se sono numerose le ricerche che dimostrano che le attività videoludiche siano un valido supporto allo studio . Li invitano ad abbandonare la poltrona e a cimentarsi in salutari attività all’aperto: abusare dei videogame, spiega un articolo recentemente pubblicato su Pediatrics , influisce negativamente su sonno e capacità mnemoniche. Ma, nonostante le accorate ramanzine, sono solamente il 30 per cento gli intervistati che affiancano i ragazzi durante le sessioni di gioco.

L’attività sembra non irretirli: la gran parte di loro non si azzarda nemmeno a toccare joypad e controller e il tempo massimo che sono disposti ad investire nel monitorare i giovani gamer non supera l’ora settimanale . Nulla a confronto del tempo che i ragazzi trascorrono davanti allo schermo: tre su dieci dedicano al gaming più di cinque ore settimanali, molte delle quali fuori dal controllo degli adulti. Ma non mancano le eccezioni: ci sono padri come il 33enne Marvin Paup, che ha allestito per sé e per il figlio una postazione di gioco per godere al meglio dei tornei online ad Halo 3 , un’attività che li entusiasma per 30 ore alla settimana.

Ricorrono con maggiore frequenza fra le famiglie più giovani i casi dei genitori che partecipano alla passione dei figli. I dati sulle abitudini di gioco offerti dall’indagine potrebbero rivelare che siano proprio i genitori a trasmettere ai figli la passione per il gaming: il 58 per cento degli adulti fra i 18 e i 29 anni gioca, almeno occasionalmente.

Se il 31 per cento dei videogiocatori adulti predilige i casual game online, sono numerosi anche coloro che allenano riflessi e capacità cognitive con sparatutto e giochi di strategia, e quelli che mettono alla prova le loro abilità di piloti spericolati nelle simulazioni di guida.

Il 18 per cento dei genitori intervistati medita di acquistare per Natale una console: merito di sistemi di parental control sempre più rassicuranti o della passione che hanno iniziato a nutrire nei confronti della videoludica?

Gaia Bottà

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