Clubhouse: miglioramenti sul fronte privacy e Creator First

Clubhouse promette maggiore attenzione alla privacy

Passi in avanti sul fronte della privacy per Clubhouse: l'app non richiederà più l'accesso alla rubrica dei contatti per invitare altri utenti.
Passi in avanti sul fronte della privacy per Clubhouse: l'app non richiederà più l'accesso alla rubrica dei contatti per invitare altri utenti.

Clubouse è di certo l’applicazione più popolare e chiacchierata del momento, grazie tra le altre cose alla capacità di attrarre utenti illustri del calibro di Elon Musk e Bill Gates. L’improvvisa popolarità ottenuta ha però anche portato alla luce alcuni punti deboli che vanno oltre la mancanza di una versione Android. Il lavoro da fare è anzitutto sul fronte della privacy come testimoniano alcuni inciampi: lo streaming su siti esterni e l’iniziale redirect delle conversazioni verso server cinesi.

Novità per Clubhouse: più attenzione alla privacy

Il team di sviluppo si sta muovendo in questa direzione come confermato nel fine settimana. Presto non sarà più necessario garantire all’app l’accesso all’intera rubrica dei contatti per invitare qualcuno ad unirsi alla community (ricordiamo che la creazione di un account ancora oggi richiede un invito), ma basterà inserire il singolo numero di telefono. Coloro che già l’hanno fatto saranno inoltre in grado di chiedere la cancellazione delle informazioni caricate e più avanti debutterà uno strumento per poterlo fare in autonomia.

Al debutto anche l’iniziativa Creator First attraverso la quale saranno supportati i creatori sulla piattaforma, aiutandoli a far conoscere le loro idee, raggiungere nuovo pubblico e monetizzare l’attività. Già online il modulo da compilare per entrare a far parte del programma. Inizialmente saranno 20 gli account a poterne beneficiare, selezionati direttamente dalla squadra al lavoro sull’app.

Altre nuove funzionalità in arrivo prossimamente su Clubhouse sono quelle riguardanti la condivisione di link verso profili o club e un filtro utile per limitare la ricerca delle chat a quelle nella propria lingua.

Fonte: The Verge
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