L’Ucraina continua a scegliere il nucleare come fonte di energia principale anche dopo 40 anni dal disastro di Chernobyl. Molti si stanno chiedendo se sia una questione di vantaggi o imprudenza. Secondo dati recenti, non solo il Paese dipende dal nucleare per il 70% della sua produzione elettrica, ma sta anche costruendo nuovi reattori, confermando la sua fiducia in questa “tecnologia”.
Secondo quanto riportato dai colleghi di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, prima della guerra il 54,4% della produzione di elettricità arrivata dalle quattro centrali del Paese: Zaporizhzhia con 6 reattori, Rivne con 4 reattori, Yuzhnoukrainsk con 3 reattori e Khmelnytsky con 2 reattori. Dopo la guerra la percentuale è aumentata rendendo il nucleare una scelta ancora più cruciale.
“Le centrali a carbone erano concentrate nel Donbass, ora occupato. L’idroelettrico ha subito la distruzione della diga di Kakhovka. E le rinnovabili, l’eolico e il solare in cui l’Ucraina aveva investito miliardi negli ultimi dieci anni, sono state sistematicamente smantellate dalle forze russe e trasferite in Russia“, ha spiegato Piergiorgio Pescali.
Nonostante Chernobyl, dopo la guerra il nucleare è la scelta obbligata dell’Ucraina
Possiamo dire che nonostante Chernobyl e dopo la guerra iniziata il 22 febbraio 2022, per l’Ucraina la scelta obbligata è il nucleare per la produzione energetica del Paese. “Il paradosso è stridente: l’idroelettrico, considerato ‘energia pulita e sicura’, ha causato una delle peggiori catastrofi umanitarie ed ecologiche della guerra. Il nucleare, percepito come intrinsecamente pericoloso, ha resistito senza cedere“, ha affermato Pescali.
“L’Ucraina non ha alternative. Il carbone è nel Donbass occupato. L’idroelettrico è stato sabotato. Le rinnovabili sono state distrutte o rubate. Il gas significa dipendenza dalla Russia. Ci resta solo il nucleare“, ha dichiarato Petro Kotin, presidente di Energoatom. “Questi due anni di guerra hanno dimostrato che i reattori moderni con contenimento adeguato sono molto più sicuri di quanto si pensasse. Zaporizhzhia ha subito attacchi che avrebbero distrutto qualsiasi altra infrastruttura energetica, ma è ancora lì, intatta“.
Una certezza però c’è: la copertura del reattore di Chernobyl è in pericolo proprio a causa della guerra.