Coree, hacker e gold farming di stato

Il conflitto tra le due Coree sembra essersi spostato sul fronte cyber: dal Nord un esercito di videogiocatori si sarebbe infiltrato nei siti dei gamer del Sud

Roma – La Corea del Nord sembra aver sguinzagliato una squadra di hacker per infiltrarsi nei siti videoludici della Corea del Sud e racimolare fondi , probabilmente per coprire il mercato nero di beni di lusso e finanziare i suoi piani nucleari.

La polizia per il momento avrebbe individuato cinque hacker, quattro di nazionalità sudcoreana e uno cinese, arrestati con l’accusa di essere all’opera per raccogliere un esercito di 30 giovani esperti in videogame per portare l’ attacco ai siti sudcoreani in collaborazione con hacker nordcoreani , laureati presso le più prestigiose università scientifiche del Nord.

Secondo le forze dell’ordine il gruppo avrebbero già sviluppato software per infiltrarsi nei server di popolati siti frequentati da sudcoreani come quello del videogioco Lineage e di Dungeon and Fighter .

Queste rappresentano community molto vissute, che gli hacker avrebbero sfruttato per attacchi o per racimolare fondi attraverso il gold farming , il fare da sitter a pagamento agli account di un altro utente soprattutto nei MMORG (i videogame di ruolo online in cui conta molto il tempo di gioco all’attivo dell’utente perché con esso cresce la sua forza rispetto agli altri partecipanti), oppure il giocare per creare denari del mondo virtuale da scambiare con valuta vera attraverso sistemi di pagamento come PayPal.

In questo modo avrebbero addirittura racimolato più di 6 milioni di dollari in meno di due anni : un bottino suddiviso tra tecnici (il 55 per cento) e le entità del governo ad esse legate.

A questi soldi sarebbero dunque collegati i finanziamenti del programmi nucleari di Pyongyang e il traffico di orologi Rolex contraffatti e altri beni di lusso, il cui commercio dalla Corea del Nord è bloccato da una sanzione delle Nazioni Uniti volta a colpire proprio le aziende sospette di collaborare con le aziende che operano nel nucleare.
Queste operazioni sembrano essere coordinate da Office 39 , agenzia del partito comunista responsabile di affari oscuri atti a racimolare fondi per il caro leader .

Claudio Tamburrino

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  • variopinto scrive:
    guardate
    l'ultima puntata di topgear per ridere di queste novità
  • Banca scrive:
    Gruppo elettrogeno
    come trasformare un auto in un gruppo elettrogeno..non basta un inverter??come trasformare un auto in un gruppo elettrogeno..non basta un inverter??
  • Akiro scrive:
    Re: tutta aria fritta
    http://www.youtube.com/watch?v=ADyXwrmD8ok
  • Unidraulico scrive:
    Re: tutta aria fritta
    Lei, signore, non tiene in conto che un motore elettrico ha rendimento anco del 90% e nella produzione elettrica si arriva al 60% se ci si impegna, mentre un motore a combustione interna se arriva al 40% è da gridar al miracolo. La tecnologia elettrica È superiore in ecologia; problema è il suo stoccaggio.
    • LOLisDEAD scrive:
      Re: tutta aria fritta
      - Scritto da: Unidraulico
      Lei, signore, non tiene in conto che un motore
      elettrico ha rendimento anco del 90% e nella
      produzione elettrica si arriva al 60% se ci si
      impegna, mentre un motore a combustione interna
      se arriva al 40% è da gridar al miracolo. La
      tecnologia elettrica È superiore in
      ecologia; problema è il suo
      stoccaggio.Indubbiamente lo stoccaggio dell'energia elettrica è un problema con la P maiuscola...ma utilizzare l'energia prodotta per produrre idrogeno, ed utilizzare l'idrogeno così prodotto nelle celle a combustibile non potrebbe essere una soluzione (lo chiedo da profano, non ho studiato a fondo tutte le problematiche!)?
      • Unidraulico scrive:
        Re: tutta aria fritta
        L'utilizzo di idrogeno in celle a combustibile ha un buon rendimento; il problema sta nel COME prelevarlo, ed è in questi processi a basso rendimento che sta un grosso problema. L'altro è lo stoccaggio che comporta problemi di spazio (bombolone), sicurezza (bombole ad alta pressione) o peso (diffuso come idruri su matrice metallica, tipo su titanio). Però è quasi certo che sia questa la giusta via: chi riesce a risolvere questi due problemi (specie il secondo) diventa ricco.
        • Francesco_Holy87 scrive:
          Re: tutta aria fritta
          Non solo lui, ma tutti noi perchè potremo liberarci dalla schiavitù del petrolio.
          • Isotopo scrive:
            Re: tutta aria fritta
            - Scritto da: Francesco_Holy87
            potremo liberarci dalla schiavitù del petrolio.veramente sarà il petrolio a liberarsi dal giogo impostogli dall'uomo
        • ninjaverde scrive:
          Re: tutta aria fritta
          Sono problemi difficili da risolvere quelli che citi.L'idrogeno si ricava principalmente dall'acqua, le altre fonti non permettono una vera soluzione.Quindi si prende l'acqua, si ricava idrogeno dall'elettrolisi: e qui vi è il primo spreco dovuto al rendimento che non è certo del 100%...E con cosa si fa l'elettrolisi? Con energia elettrica.Poi si prende l'idrogeno e con le celle si riottiene energia elettrica. Altra perdita di rendimento (calore disperso ecc.).Poi vi sono anche i problemi dello stoccaggio come già citato.L'idrogeno purtroppo non è una soluzione, a parte casi particolari.L'auto elettrica ha solo il problema dello stoccaggio, quindi degli accumulatori.Oggi vi sono accumulatori molto più leggeri e più capienti di quelli tradizionali al piombo.I costi si abbatteranno appena vi sarà una vera produzione industriale di grande serie, e poi anche le capacità-prestazioni sono migliorabili.Quindi il vero problema è la produzione di energia elettrica.Fusione nucleare è una soluzione, magari se si riesce a fare una fusione fredda. L'altra soluzione è l'utilizzo dell'energia geotermica. L'energia solare la stiamo già utilizzando con le centrali idroelettriche, eoliche, celle solari, combustibili fossili (derivati dagli accumuli petroliferi e carboniferi, quindi energia solare di epoche antiche accumulata in questi fossili).Il problema dell'energia geotermica è che occorre ottenere energia elettrca direttamente dal calore e non passare attraverso il riscaldamento di un liquido. Far bollire acqua ad alcuni Km sotto terra e portala su crea problematiche anti economiche, forse neanche possibili.L'idea è quella della termocoppia, occorre un sistema simile ma di notevole potenza. Credo sia possibile, servirebbe sperimentazione e ricerca.
    • Anonimissim o scrive:
      Re: tutta aria fritta
      - Scritto da: Unidraulico
      Lei, signore, non tiene in conto che un motore
      elettrico ha rendimento anco del 90% e nella
      produzione elettrica si arriva al 60% se ci si
      impegna, mentre un motore a combustione interna
      se arriva al 40% è da gridar al miracolo. La
      tecnologia elettrica È superiore in
      ecologia; problema è il suo
      stoccaggio.Bisognerebbe essere più cauti nell'affermare che le auto elettriche sono ecologicamente superiori, sia per l'emissioni indirette di CO2:http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2011/02/25/news/anche_l_auto_elettrica_inquina_la_denuncia_di_uno_studio_inglese-12865195/sia per "il consumo di un bene tanto prezioso quanto tragicamente scarso in alcune regioni del mondo, l'acqua":http://www.repubblica.it/2008/03/motori/motori-marzo-2008/motori-elettrica-inquina/motori-elettrica-inquina.htmlQuesto escludendo dal computo "ecologico" la produzione e lo smaltimento delle batterie necessarie al loro funzionamento.
      • Akiro scrive:
        Re: tutta aria fritta

        Bisognerebbe essere più cauti nell'affermare che
        le auto elettriche sono ecologicamente superiori,
        sia per l'emissioni indirette di
        CO2:
        http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2011/02/25l'acqua calda:"in quella elettrica vengono emesse direttamente dalla centrale che produce elettricità"al di là che i rendimenti dei due motori sono proprio differenti, a favore di quello elettrico....................
        • Anonimissim o scrive:
          Re: tutta aria fritta
          - Scritto da: Akiro

          Bisognerebbe essere più cauti nell'affermare
          che

          le auto elettriche sono ecologicamente
          superiori,

          sia per l'emissioni indirette di

          CO2:


          http://www.repubblica.it/motori/ecoauto/2011/02/25


          l'acqua calda:
          "in quella elettrica vengono emesse direttamente
          dalla centrale che produce
          elettricità"Hai ragione, 100 g di CO2 prodotta da una centrale elettrica è più "ecologica" di 100 g di CO2 prodotta da un'autovettura. E' più pesante un Kg di ferro o un Kg di paglia???!!!!

          al di là che i rendimenti dei due motori sono
          proprio differenti, a favore di quello
          elettrico....................Chiedo venia, forse non avevo capito che "l'acqua calda" era riferito a questo. Il problema risiede non nei rendimenti dei motori ma nella produzione, nel trasporto e nella conservazione dell'energia!!!!
          • MeX scrive:
            Re: tutta aria fritta
            100g di CO2 son sempre 100gIl problema è cosa ci fai con quei 100gSe usi 100g di CO2 per guidare la macchina fai meno km rispetto ad usare 100g di CO2 per fare elettricità.Ergo, 100g di Co2 son sempre 100g ma con l'auto elettrica fai più km, ergo, costumi meno
      • Unidraulico scrive:
        Re: tutta aria fritta
        Quando Repubblica sarà una testata scientifica attendibile potrò darti ragione. Nel frattempo posso farti notare come un conto è produrre un tot di inquinanti nel centro abitato, con le auto, ed un conto è farlo in maniera decentralizzata e forse più controllata in una area relativamente lontana. Inoltre, breaking news di circa sei mesi fa, i biocombustibili tipo etanolo (che fra parentesi lo fa solo il Brasile, ed il problema dovrebbe essere sulle acque reflue, non sulla CO2 prodotta) si spostano su processi che non necessitano di materie zuccherine ma partono dalla cellulosa (di piante infestanti, quindi che non necessitano cure o coltivazioni impegnative). Quindi parlare di Etanolo con processi ormai obsoleti è come parlare di motori con un aspirato 16 litri del 1909.
        • Anonimissim o scrive:
          Re: tutta aria fritta
          - Scritto da: Unidraulico
          Quando Repubblica sarà una testata scientifica
          attendibile potrò darti ragione.Se avessi letto con attenzione gli articoli di "La Repubblica", avresti notato che gli studi non erano stati condotti dai giornalisti del quotidiano!!
          Nel frattempo
          posso farti notare come un conto è produrre un
          tot di inquinanti nel centro abitato, con le
          auto, ed un conto è farlo in maniera
          decentralizzata e forse più controllata in una
          area relativamente lontana. Inoltre, breaking
          news di circa sei mesi fa, i biocombustibili tipo
          etanolo (che fra parentesi lo fa solo il Brasile,
          ed il problema dovrebbe essere sulle acque
          reflue, non sulla CO2 prodotta) si spostano su
          processi che non necessitano di materie
          zuccherine ma partono dalla cellulosa (di piante
          infestanti, quindi che non necessitano cure o
          coltivazioni impegnative). Quindi parlare di
          Etanolo con processi ormai obsoleti è come
          parlare di motori con un aspirato 16 litri del
          1909.white noise
          • Unidraulico scrive:
            Re: tutta aria fritta
            Per me qualsiasi articolo che spara la notiziona scientifica e NON è una testata scientifica affidabile (come i quotidiani o i periodici tipo Focus) non andrebbe mai presa sul serio. Con questo non sto dicendo che sono notizie false, ma sto dicendo che non sono complete! Dire che la produzione di CO2 è uguale è volutamente incompleto: sono uguali ma almeno in centrale c'è chi si sbatte a minimizzarla/segregarla ed è un proXXXXX CONTROLLATO in maniera molto più spinta di un motore a combustione interna, dove si passa di continuo per condizioni di transitorio a carico parziale.Gli articoli citati e gli studi possono essere giusti, ma è il modo in cui si presentano che fa decadere la validità del pezzo.Come è sbagliato quando dicono "Ecco l'auto dei miracoli: 1000 km con un litro" e poi si scopre che la velocità massima è 4 km/h o è fatta interamente di terre rare. Insomma, la scienza da studio aperto lasciamola a Mediaset.PS: 100 g di CO2 in centro abitato è molto diverso da 100 g di CO2 in periferia, perché quei 100 g di CO2 da un motore a combustione interna in genere si portano dietro SOx, NOx, PM, idrocarburi incombusti, che danno a loro volta altri inquinanti tipo O3, e altre zozzerie (smog fotochimico) per interazione con i raggi UV. Gli inquinanti non si mescolano nell'atmosfera mondiale e ce li becchiamo uniformemente, ma stratificano e si concentrano (al suolo e nell'area di produzione), ed è per questo che in centro l'aria puzza e c'è sempre foschia mentre in campagna o in montagna non lo è (o lo è in maniera minore).
    • Fetente scrive:
      Re: tutta aria fritta
      - Scritto da: Unidraulico
      Lei, signore, non tiene in conto che un motore
      elettrico ha rendimento anco del 90% e nella
      produzione elettrica si arriva al 60% se ci si
      impegna, mentre un motore a combustione interna
      se arriva al 40% è da gridar al miracolo. La
      tecnologia elettrica È superiore in
      ecologia; problema è il suo
      stoccaggio.Già, che fikata, 0.6x0.9 fa un rendimento complessivo del 54%, quindi tutti di corsa a comprare auto elettriche per avere un miglioramento del 15%, WOW, ora sì che il pianeta è salvo. Per quando avremo convertito tutti i motori da endotermici a elettrici, non sarà rimasto neppure un secchio di carbonella per una grigliata.
      • Unidraulico scrive:
        Re: tutta aria fritta
        C'è gente che per un 15% di rendimento venderebbe la madre. Specialmente perché la difficoltà nel riuscire ad aumentarlo è esponenziale, non lineare. O, per dirla meglio, è molto più facile passare da un rendimento di 1% a 2% piuttosto che dal 50% al 51%.
      • Unidraulico scrive:
        Re: tutta aria fritta
        Aggiungo anche che il range di rendimenti di un motore normale, in funzione del carico, è molto più ampio di uno elettrico, e dato che spesso si viaggia sulle aree meno efficienti per stili di guida stupidi o traffico urbano, non è male poter avere un minimo di rendimento più alto.
  • eymerich scrive:
    Vantaggi?
    Peccato che i pannelli fotovoltaici di casa ricaricano l'auto di giorno ... però di giorno si va a lavorare, quindi l'auto non è in garage.E quando torno a casa la sera le batterie saranno presumibilmente scariche, quindi non sarà possibile usarle per alimentare la casa.La soluzione è quella quindi di avere due set di batterie (doppio costo e doppio ingombro), una da lasciare a casa in ricarica solare, e una da portarsi via la mattina.Ah ... sì, vero ... potremmo ricaricare tutti la nostra bella macchinetta quando arriviamo al lavoro: vediamo ... prendiamo un parcheggio con 200 auto, moltiplichiamo per l'assorbimento in ricarica e poi decidiamo dove piantare i pali dell'elettrodotto.
    • Daniel scrive:
      Re: Vantaggi?
      Guarda che esistono tecnologie alternative alle batterie per immagazzinare energia negli impianti fotovoltaici. Esistono ad esempio in via sperimentale delle centrali che usano il sole per scaldare del sale che trattiene il calore e può essere stoccato durante il giorno per essere utilizzato la notte.
      • Unidraulico scrive:
        Re: Vantaggi?
        I sali fusi sono ancora mosche bianche pure per il nucleare, che è una fonte controllabile. Figuriamoci per il solare che va e viene con la testa matta che si ritrova...È ora di smetterla di tirare fuori come "miracolose" tecnologie che per campare hanno bisogno dell'incentivo statale perchè il kWh costa trenta volte tanto o che funzionano 1000 ore l'anno perchè il resto è manutenzione. Prima vanno perfezionate, e se ci si riesce, allora cominciamo a proporle come soluzione.
        • Enrico Richetti scrive:
          Re: Vantaggi?
          Ho visto in Tv un impianto sperimentale che idrolizza l'acqua ricavando idrogeno che di notte viene utilizzato in una cella a combustibile per ricavare nuovamene energia elettrica.- Scritto da: Unidraulico
          I sali fusi sono ancora mosche bianche pure per
          il nucleare, che è una fonte controllabile.
          Figuriamoci per il solare che va e viene con la
          testa matta che si
          ritrova...

          È ora di smetterla di tirare fuori come
          "miracolose" tecnologie che per campare hanno
          bisogno dell'incentivo statale perchè il kWh
          costa trenta volte tanto o che funzionano 1000
          ore l'anno perchè il resto è manutenzione. Prima
          vanno perfezionate, e se ci si riesce, allora
          cominciamo a proporle come
          soluzione.
        • Isotopo scrive:
          Re: Vantaggi?

          I sali fusi sono ancora mosche bianche pure per
          il nucleare, che è una fonte controllabile.I sali fusi sono mosche bianche non per spcifci problemi tecnologici ma perché le amministrazioni non hanno ancora investito in questo: li abbiamo studiati in intalia e li hanno usati per primi gli spagnoli.Non hanno nulla a che spartire con il nucleare che è una tecnologia con dei rischi enormi e quindi tutt'altro che controllabile.I sali funzionano eccome: solo che ha senso installarli su centrali di grandi dimensioni.
          • Unidraulico scrive:
            Re: Vantaggi?

            Non hanno nulla a che spartire con il nucleareBeh, esistono gli MSR, Molten Salt Reactor. Comunque il principio è sempre quello, che sia nucleare o solare.
            che è una tecnologia con dei rischi enormi e
            quindi tutt'altro che
            controllabile.Mah... a pari qualità costruttiva io mi sentirei molto più tranquillo a vivere vicino ad una centrale nucleare piuttosto che un polo petrolchimico.E comunque per "controllo" io intendevo specialmente la possibilità di modulare a piacere la potenza prodotta dalla fonte termica.Sai, i sali fusi tendono a solidificare se non li scaldi per qualche giorno.
            I sali funzionano eccome: solo che ha senso
            installarli su centrali di grandi
            dimensioni.Appunto, il solare di grandi dimensioni dove lo vedi? Se nel futuro una potenza del genere risulterà economicamente sostenibile ben venga, ma dato che siamo MOLTO lontani da questa soluzione che senso ha dare a tutti la lieta notizia di impianti bellissimi e pulitissimi quando nemmeno sappiamo se mai esisteranno?Sul funzionamento, poi, ti do ragione, ma dimentichi che il vantaggio di avere un solido fuso è poter innalzare la temperatura massima del ciclo termodinamico, e quindi il suo rendimento massimo. Quindi che senso ha andare a sfasciarsi la testa coi sali per sfruttarli a temperature ridotte solo perché si può anche usare come stoccaggio di un quantitativo di energia limitato (ricordando anche che qualsiasi stoccaggio è energeticamente un disastro)?
    • Unidraulico scrive:
      Re: Vantaggi?
      Beh, sicuramente un parcheggio coperto sarebbe una soluzione più utile di due pacchi di batterie da montare/smontare ogni volta.E comunque i pannelli puoi buttarli dove ti pare: esiste una nuova tecnologia chiamata "cavo" che ti permette di portare la "corrente" da un punto ad un altro anche a distanza di km! Questa scienza fa passi da gigante...
      • eymerich scrive:
        Re: Vantaggi?

        esiste una nuova tecnologia chiamata "cavo" che
        ti permette di portare la "corrente" da un puntoInteressante ... visto che sai tutto perchè non ci fai un pò di conti sul "quanto cavo" serve per ricaricare le auto di un medio (un paio di centinaia di vetture, circa) parcheggio aziendale?
        • OldDog scrive:
          Re: Vantaggi?
          - Scritto da: eymerich
          Interessante ... visto che sai tutto perchè non
          ci fai un pò di conti sul "quanto cavo" serve per
          ricaricare le auto di un medio (un paio di
          centinaia di vetture, circa) parcheggio
          aziendale?Da quando posare dei cavi elettrici è un grosso problema? Se sulla stessa superficie realizzi un qualsiasi centro commerciale o un'officina industriale avrai probabilmente più cavo posato.Le colonnine intelligenti, con addebito della ricarica, possono essere un costo più importante. Alla fine, è tutta questione di investire in una infrastruttura invece di un'altra.Cosa costano le migliaia di autobotti in giro per l'Italia a rabboccare i serbatoi delle stazioni di carburante? E i serbatoi, le pompe e la manutenzione? Quando si è passati dall'illuminazione a lampade ad olio combustibile, coke et similia a quella elettrica, non è che ci si è posti il problema di NON fare il passaggio perché serviva una rete di distribuzione, serviva bruciare lo stesso olio combustibile per produrre energia, ecc.Immaginarsi che negli anni trenta le centrali idroelettriche con le loro dighe o le termoelettriche negli anni cinquanta NON siano state costruite con incentivi (anzi, direttamente fondi pubblici), vuol dire fingere che solo l'energia "verde" sia bisognosa di sostegni economici. Smettiamola di fare i fan boy, di una o l'altra fazione, per favore.
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Vantaggi?
      Che c'entra il discorso che fai te?L'idea, credo, sia semplicmente quella di applicare una comoda "presa" al banco batterie a cui collegare l'impianto di casa in caso di emergenza.In caso di emergenze tipo il terremoto e lo tsunami recenti che hanno lasciato senza corrente diversi giapponesi. Certo bisogna anche avere la fortuna di avere la batterie cariche in quel momento ;-)Fine.Le manfrine sul fotovoltaico non c'entrano nulla e non c'è nulla di "verde" nella cosa (per questo è logica).Un vantaggio magari oltre l'emergenza è che magari uno può avere la casa vacanze senza allacci e portando la macchina può avere la corrente per un po' (deve anche tornare a casa).
      • OldDog scrive:
        Re: Vantaggi?
        - Scritto da: Surak 2.0
        Un vantaggio magari oltre l'emergenza è che
        magari uno può avere la casa vacanze senza
        allacci e portando la macchina può avere la
        corrente per un po' (deve anche tornare a
        casa).Quello che non si capisce dall'articolo è l'attuale modello in discussione tra le grandi aziende che si occupano di reti energetiche. Ho avuto modo di leggere una presentazione fatta ad un convegno, dove spiegavano la visione futura di un sistema con molti punti di immissione di energia (inclusi i piccoli impianti, per esempio i vari fotovoltaici ed eolici delle abitazioni o piccole aziende), prelievo aumentato dall'esigenza della locomozione elettrica, in genere reti che debbono compensare flussi molto elettrici molto più complessi e hanno bisogno di "ammortizzatori" intelligenti per evitare problemi alla rete.Quindi servono smart-grid che abbiano possibilità di assorbire i picchi di richiesta con disponibilità istantanee transitorie, intanto che subentrano i sistemi produttivi di backup, più lenti a reagire.A questo servirebbero le auto elettriche: parchi di batterie da ricaricare ma anche a cui attingere per qualche minuto, per stabilizzare la rete. Funzionerà? Non lo so. Qualcuno pensa di si e ci mette la faccia.
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: Vantaggi?
          - Scritto da: OldDog
          A questo servirebbero le auto elettriche: parchi
          di batterie da ricaricare ma anche a cui
          attingere per qualche minuto, per stabilizzare la
          rete. Funzionerà? Non lo so. Qualcuno pensa di si
          e ci mette la
          faccia.Boh, non mi ha mai entusiasmato il concetto di smart grid e quindi non l'ho approfondito (anche perchè a parte elementari esempi, di concreto c'è poco e sembra servire più a rimediare a scelte svantaggiose ma "eco" rispetto a quelle vantaggiose e basta).Nella tua ipotesi, però, mi pare che l'auto andrebeb tutte lo volte attaccata e staccata dall'impianto centralizzato (per connetterlo alla smart grid e per usare l'auto) e non credo sia una cosa che troverà facilmente la colaborazione degli utenti
    • Akiro scrive:
      Re: Vantaggi?

      La soluzione è quella quindi di avere due set di
      batterie (doppio costo e doppio ingombro), una da
      lasciare a casa in ricarica solare, e una da
      portarsi via la mattina.uuuh che sforzo... nono, sia mai che ci tocca fare la fatica di spostare delle batterie.http://www.youtube.com/watch?v=ADyXwrmD8ok
  • LOLisDEAD scrive:
    Bella la Leaf...
    ...peccato che stia oltre 12 ore per ricaricarsi (sebbene la Nissan ha in cantiere batterie che si ricaricano in "solo" mezz'ora, che però hanno il difetto di durare 2-3 anni), e che le sue batterie costino oltre 7000 euro...No, temo che le auto elettriche NON siano il futuro!
    • Unidraulico scrive:
      Re: Bella la Leaf...
      Anche tu hai visto l'ultima di Top Gear, eh...
    • OldDog scrive:
      Re: Bella la Leaf...
      - Scritto da: LOLisDEAD
      ...peccato che stia oltre 12 ore per ricaricarsi
      (sebbene la Nissan ha in cantiere batterie che si
      ricaricano in "solo" mezz'ora, che però hanno il
      difetto di durare 2-3 anni), e che le sue
      batterie costino oltre 7000
      euro...
      No, temo che le auto elettriche NON siano il
      futuro!Ricaricandole da una comune presa elettrica di casa, servono 12 ore.Con prese più simili a quella di un piccolo laboratorio (un panettiere con forno elettrico, per esempio) bastano tre/quattro ore, se non sbaglio.Le batterie (e le vetture in toto) sono assurdamente costose, ma questa è la tipica situazione che può migliorare di molto con la ricerca e la produzione industriale ottimizzata. Decidere che NON hanno futuro fa porre la domanda inevitabile: e allora cosa? Quanto danno economico stiamo ottenendo dai costi del combustibile attuale?
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Bella la Leaf...
      Saranno il futuro quando risolveranno codesti problemi.Oggi dovrebbero più spendere in laboratorio piuttosto che proporre costosi giocattoli e scoprire poi che non funzionano (o li comprano enti pubblici buttando via soldi per fare figura).In città poi dovrebbe essere implementata l'induzione che ha diversi vantaggi (pure troppi e rende poco industrialmente)
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