Coronavirus: GdF sequestra prodotti venduti online

La Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato prodotti come mascherine e gel igienizzanti venduti online a prezzi esagerati: fermati i responsabili.
La Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato prodotti come mascherine e gel igienizzanti venduti online a prezzi esagerati: fermati i responsabili.

Dei prezzi gonfiati ad hoc per speculare sulla vendita di prodotti come mascherine e gel igienizzanti nell’ambito dell’emergenza coronavirus abbiamo già scritto più volte di recente. Torniamo a farlo oggi per segnalare un’azione mirata della Guardia di Finanza che fa seguito a un’attività di indagine messa in campo ormai da diversi giorni.

Mascherine e igienizzanti a prezzi esagerati, interviene la GdF

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Milano hanno eseguito il sequestro di prodotti venduti online inclusi presidi medico-sanitari proposti con esborsi economici fuori scala. Stando a quanto si legge nel comunicato, i responsabili sono stati identificati grazie alle informazioni messe a disposizione dai gestori dei principali portali di commercio elettronico: sono in totale nove soggetti, italiani e di nazionalità estera.

Individuato un centro di distribuzione logistica situato nella provincia di Piacenza così come rivenditori, anche privati, nelle province di Napoli e Bologna. Tra il materiale intercettato centinaia di mascherine protettive e disinfettanti. I diretti interessati dovranno rispondere dell’accusa di manovre speculative su merci sanzionata dal codice penale.

Gel igienizzante a prezzi gonfiati su store online e siti d'aste

Per capire quanto la situazione sia degenerata in breve tempo mostrando il fianco ad attività di sciacallaggio alleghiamo l’immagine qui sopra, da noi catturata su un marketplace online nei giorni in cui sono stati accertati i primi casi di contagio da coronavirus in Italia. A farne le spese sono ovviamente i consumatori finali.

Della questione abbiamo già scritto nelle scorse settimane: prima riportando le segnalazioni provenienti da Codacons, poi in merito all’intervento di AGCM e infine riportando la posizione di Amazon.

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