Criptovalute: in Val di Non la prima centrale idroelettrica per il mining

Criptovalute: in Val di Non la prima centrale idroelettrica per il mining

Nella Val di Non, in un piccolo Comune del Trentino Aldo Adige, la centrale idroelettrica sarà trasformata in una farm per il mining di criptovalute.
Nella Val di Non, in un piccolo Comune del Trentino Aldo Adige, la centrale idroelettrica sarà trasformata in una farm per il mining di criptovalute.

Arriva da un piccolo comune del Trentino Alto Adige, abbarbicato tra le montagne della Val di Non, l’idea di trasformare la centrale idroelettrica in una farm per il mining di criptovalute. Il nuovo centro di calcolo potrà così servire per minare Bitcoin, Ethereum, Cardano e tutte le altre crypto esistenti. A Borgo D’Anaunia l’amministrazione comunale ha così deciso di valorizzare ciò che possiede questo piccolo paesello.

Criptovalute: la centrale elettrica diventerà un centro per il mining

Cosa c’entrano le criptovalute con questo Comune montano? È subito spiegato in una storia che descrive anche la lungimiranza di chi ha guidato i cittadini negli ultimi trent’anni.

La centrale idroelettrica municipale in questione, alimentata dalle acque del torrente Novella, oggi è ancora funzionante ed efficiente. Dal 1925, quando è stata costruita per poi essere nazionalizzata dall’Enel nel 1972, è sempre servita per fornire energia elettrica alle attività produttive site nella valle. Fino a quando poi, per molti anni, è stata abbandonata. Da diversi anni il piccolo Comune ha deciso di rilevarla.

Da circa 25 anni or sono produce energia idroelettrica in modo continuo e la concessione scadrà nel 2026. Ecco perché l’amministrazione comunale ha deciso di aggiungere un nuovo business: quello del mining di criptovalute. Ad alimentare tutto sarà la turbina Pelton della potenza di 476 chilowatt capace di produrre in media 3,2 milioni di chilowattora l’anno.

Proprio il 31 dicembre la Giunta Comunale, insieme al sindaco Daniele Graziadei, ha approvato un accordo che prevede la fornitura di 20 supercomputer. Una volta installati nella centrale idroelettrica, questa potrà accogliere un centro di mining per criptovalute. La potenza sarà di 100 terahash e costerà in totale circa 200mila euro.

I costi di noleggio della farm di mining di criptovalute sono fissati a 2,78 euro al giorno con una potenza di calcolo rivenduta a 0,10 centesimi di euro per terahash al secondo. Insomma, una nuova forma di business capace di valorizzare il territorio e ciò che può offrire.

Centrale idroelettrica, piccolo paesino della Val di Non, nuovo business derivato dal settore delle criptovalute, valorizzazione del territorio e, infine, per non dilungarci troppo, energia pulita. Potrebbe bastare per capire il perché Bitcoin non è così pericoloso per l’ambiente.

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Pubblicato il 18 gen 2022
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