La vittoria dei democratici al Congresso e in molti Stati ha allarmato le Big Tech statunitensi e gli investitori (al Nasdaq sono stati bruciati circa 2.500 miliardi di dollari). La Presidente di Meta (Dina Powell McCormick) ha ammesso che ora sarà più difficile costruire nuovi data center. L’azienda di Menlo Park potrebbe quindi investire in altri paesi.
Iniziano i negoziati e le attività di lobbying
Durante un’intervista rilasciata alla conferenza WSJ Tech, Dina Powell McCormick ha dichiarato che non sono stati spiegati bene i vantaggi dell’intelligenza artificiale, quindi i cittadini hanno votato deputati, senatori e governatori democratici contrari alla costruzione dei data center. La Presidente ha svelato però che un governatore (non è noto il nome) è pronto a negoziare perché non vuole perdere l’investimento e i posti di lavoro promessi da Meta.
In pratica, l’azienda di Menlo Park spera che alcuni governatori non mantengano le promesse fatte durante la campagna elettorale. Sicuramente inizierà una massiccia attività di lobbying da parte delle Big Tech. Meta spenderà fino a 145 miliardi di dollari per incrementare la potenza di calcolo necessaria ai suoi prodotti AI. Sono attualmente in costruzione tre data center: Hyperion in Lousiana, Prometheus in Ohio e un altro in Texas. I nuovi governatori di Ohio e Texas hanno promesso di bloccare la costruzione di nuovi data center.
Powell McCormick ha affermato che i nuovi progetti saranno oggetto di molte più verifiche, ma risulterà più agevole espandere i data center già esistenti perché la comunità locale ha potuto toccare con mano i benefici. L’azienda di Menlo Park ha comunque pianificato investimenti all’estero. Un data center verrà costruito in Canada. Sicuramente ci saranno altri paesi con meno “restrizioni”.