Datagate, Natale in casa NSA

Le rivelazioni di Snowden non si fermano, e anche NSA ci mette del suo con la pubblicazione di documenti riservati - e pesantemente censurati. La sicurezza delle tecnologie telematiche sempre al centro della scena
Le rivelazioni di Snowden non si fermano, e anche NSA ci mette del suo con la pubblicazione di documenti riservati - e pesantemente censurati. La sicurezza delle tecnologie telematiche sempre al centro della scena

La puntata natalizia del Datagate riguarda gli sforzi compiuti dalla NSA per bypassare le tecnologie di protezione e intercettare l’universo mondo delle comunicazioni telematiche e digitali, tentativi che in parte confermano quanto già affermato in questi mesi e anni dai protagonisti dello scandalo del tecnocontrollo – a partire dallo stesso Edward Snowden: usare la crittografia, come regola generale, causa non pochi grattacapi agli spioni dell’intelligence statunitense.

I nuovi documenti “top secret”, pubblicati in questo caso da Der Spiegel , si concentrano sulle attività della NSA risalenti all’anno 2012: fra le tecnologie crittografiche capaci di generare “problemi significativi” alla pratica di tecnocontrollo vengono elencate la rete a cipolla Tor, l’ oramai defunto software di cifratura di file e dischi TrueCrypt, il framework a chiave pubblica-privata per le email cifrate PGP, provider di posta elettronica specializzati nell’uso della crittografia come Zoho.

I documenti , la cui presentazione giornalistica è stata criticata da qualcuno, confermano poi come le comunicazioni su HTTPS e reti VPN siano in sostanza diventati un libro aperto per gli spioni di NSA, una posizione che nel secondo caso ha spinto gli esperti di sicurezza a spendersi in difesa del protocollo IPsec : una VPN opportunamente configurata e senza “middle-man” continua a essere impermeabile ai tentativi di accesso dell’intelligence, dicono.

Un altro “regalo” natalizio in tema di Datagate è arrivato da NSA stessa , un pacco-dono sotto forma di pubblicazione per 12 anni di documenti riservati riguardanti le attività degli spioni USA: delle rivelazioni di Snowden non c’è neanche l’ombra, in compenso emergono abusi personali di agenti gelosi che spiano le mogli e altre violazioni alla privacy del genere.

Ma le minacce alla riservatezza e alle libertà dei netizen non arrivano solo da NSA, e il nuovo report sulla trasparenza di Google alimenta la discussione in tal senso: il numero delle richieste di rimozione dai servizi di Mountain View è aumentato sensibilmente , soprattutto da paesi come l’Italia o da stati come la Russia.

Alfonso Maruccia

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30 12 2014
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