De Luca: Campania, meglio la DaD fino a fine gennaio

De Luca: Campania, meglio la DaD fino a fine gennaio

In Campania la DaD potrebbe scattare già da lunedì evitando la riapertura delle scuole: secondo De Luca è per ora preferibile la lezione a distanza.
In Campania la DaD potrebbe scattare già da lunedì evitando la riapertura delle scuole: secondo De Luca è per ora preferibile la lezione a distanza.

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, non è solito usare mezzi termini e così ha voluto fare anche in questa occasione annunciando che la Campania non riaprirà le scuole il 10 gennaio. Nonostante le decisioni prese a livello centrale dal Ministero dell'Istruzione, insomma, per la Campania si apre una nuova finestra di DaD che dovrebbe perdurare almeno fino a fine mese.

Secondo De Luca “non ci sono le condizioni minime di sicurezza” e sarebbe dunque “irresponsabile” riaprire le scuole entro i termini stabiliti. La decisione non è ancora ufficiale e prima di arrivare a metterla nero su bianco saranno consultate le ASL competenti, ma l'Unità di Crisi convocata per le prossime ore andrà probabilmente a sancire quanto il governatore ha già anticipato.

Per le famiglie interessate la ricetta è nota: PC aggiornati e webcam calibrata, connessione attiva e postazione libera. In attesa di notizie ufficiali.

La Campania riapre alla DaD

La scelta sarebbe quella della didattica a distanza, insomma: qualcosa su cui già altre regioni hanno lanciato le proprie speranze per evitare che la scuola possa diventare nuovo focolaio potenziale in epoca di Omicron. Fino ad oggi, del resto, la scuola non si è ancora misurata con l'impatto della nuova variante e secondo De Luca ciò potrebbe rivelarsi estremamente pericoloso. Ciò porterebbe tutti gli studenti campani di scuole elementari e medie a dover riaprire i propri tablet o PC così da potersi collegare alle classi virtuali che erano state abbandonate nel 2021. Il MIUR ha fatto una scelta legata a parametri oggettivi, tali che la DaD sarebbe scattata soltanto in caso di specifiche condizioni: De Luca vuole portarsi avanti e, sfruttando la possibilità della DaD, evitare fin da subito contatti a rischio tra gli studenti.

Mancano pochi giorni alla riapertura delle scuole e ci si trova a discutere in extremis della possibilità di riattivare la DaD, per l'ennesima volta in situazione emergenziale e come mera parentesi isolata a cui affacciarsi come extrema ratio. Dopo un percorso lungo più di un anno, insomma, scuola in presenza e scuola a distanza non hanno ancora trovato margini di integrazione e continuano a restare alternative tra le quali saltare con improvvisi “switch” politici.

Il problema in questo caso non è legato strettamente alla pandemia (sull'opportunità di riaprire le scuole in seno ad una complessa strategia di contenimento dei contagi occorrerebbe ampliare enormemente il discorso), quando al modo in cui la DaD è stata utilizzata e percepita nel contesto di questo biennio di Covid: mai vista come soluzione strutturale, sempre interpretata come soluzione emergenziale, spesso avvertita più come un problema che come rimedio. Sullo sfondo, la sensazione che il problema vero sia però l'assistenza e la compresenza degli adulti, elemento che chiaramente collide con le esigenze lavorative delle famiglie.

In questo quadro, la Campania fa un passo oltre e preannuncia novità importanti in vista delle riaperture di lunedì. Nulla, in tal senso, è stato concertato in sede di Conferenza delle Regioni. Si andrà dunque in ordine sparso, partendo dalla falsa riga di quanto dettato dal MIUR finora: si riaprono le scuole e la DaD dovrebbe essere, per ora, in fuorigioco.

Aggiornamento

Il Governo sarebbe pronto ad impugnare una eventuale decisione della Regione Campania circa l'apertura delle scuole. Nel caso sarebbe necessaria una valutazione in Consiglio dei Ministri, creando sulla DaD un vero e proprio braccio di ferro.

Fonte: ANSA
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07 01 2022
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