Diffamazione, denunciato un altro blogger

In questo caso il problema starebbe in una notizia ripresa dal blogger con tanto di indicazione della fonte e link. Una notizia ritenuta infondata, che è costata a lui e ad altri una querela

Roma – Un altro blogger italiano finisce nei guai a causa di una denuncia per diffamazione, una denuncia non dovuta ad una propria esternazione quanto invece al fatto di aver riportato sul proprio blog una notizia con indicazione della fonte e link , notizia ritenuta diffamante. Il fatto di averla ripresa è stato sufficiente a far piombare su di lui una denuncia.

Della vicenda ha parlato Simone Rodriguez sul suo blog, in cui spiega: “Stiamo parlando di un blog amatoriale come il mio ed il vostro. Un blog nato per passione (per la propria terra) e soprattutto per diletto. Insomma un blog incentrato sul confronto e la discussione e non certo sulla denuncia (che lasciamo alle testate giornalistiche)”. La domanda è chiarissima: “Quando si parla di un blog amatoriale che riporta chiaramente che la notizia proviene da fonti esterne bisogna applicare le stesse rigide regole”, le regole cioè applicate alle testate giornalistiche? “Eppure – osserva Rodriguez – sarebbe bastato chiedere al webmaster di rimuovere l’articolo”.

Il blogger denunciato gestiva il sito CinidiSicilia che ora in home page pubblica un sunto della propria vicenda, e solo quello: “(…) per questo il titolare del dominio è stato denunciato penalmente, per aver copiato ed incollato una notizia che a quanto pare risulta infondata e siccome abbiamo altro da fare nella vita per mandare avanti le nostre famiglie, ci troviamo costretti a chiudere tutto per non andare incontro ad ulteriori problemi”.

I fatti li ha ricostruiti con Punto Informatico proprio il blogger denunciato. Racconta come nel settembre 2007 uscì “su molti siti Internet e probabilmente anche su qualche quotidiano locale (in totale sono una cinquantina i denunciati come me) una notizia riguardante casi di mala-sanità riscontrati dalla polizia in un policlinico siciliano. La notizia fu eclatante perché si parlava di topi morti e feti mal conservati, gli articoli riportavano riferimenti precisi a luoghi, forze dell’ordine e querelanti che avevano denunciato il fatto, con tanto di motivazioni, insomma tutto sembrava tranne che una notizia superficiale (ammesso che lo sia)”.

“Ingenuamente – spiega a PI – ho ritenuto opportuno copiare ed incollare, così come il suo autore l’ha pubblicata, la notizia sul mio blog con tanto di fonte riportata in basso e screenshot del sito al solo scopo di commentarla con gli amici. Due giorni fa, a cinque mesi dalla pubblicazione, ricevo una telefonata della polizia postale che mi chiede di presentarmi da loro, lo faccio immediatamente e vengo formalmente denunciato”.

Una questione bollente quella della responsabilità dei blogger , un ambito nel quale non manca chi chiede giri di vite ed interpretazioni restrittive delle attuali normative, ad esempio per far ricadere anche i blogger nell’alveo della legge sulla stampa.

In questo caos normativo, e in assenza di una solida giurisprudenza che riporti il blogging ad un livello minimo di serenità, “l’unica cosa che ho potuto fare – racconta a PI il blogger denunciato – è stata quella di rilasciare una dichiarazione spontanea da allegare al protocollo che verrà inviato al magistrato dove ho tentato di spiegare la mia posizione, chiarendo che un blog non è una testata giornalistica, che non veniva aggiornato con alcuna periodicità, che la sua visibilità era pressoché nulla e che la fonte a cui ho fatto riferimento aveva sempre riportato notizie attendibili”.

“Al momento – prosegue – sono ancora scosso perché mi reputo una persona onestissima, lavoro per pagare le tasse perché ne pago parecchie (circa il 66%), non riesco a mentire nemmeno ad un bambino e mai mi sarei aspettato che potesse accadermi una cosa del genere, sicuramente sarò stato ingenuo, ma come me credo ce ne siano parecchi tra i blogger, per questo chiedo la diffusione di questa notizia, per quelli come me… non per me, io ormai posso solo mettermi nelle mani di avvocati e magistratura”.

I casi di blogger denunciati per diffamazione aumentano di continuo prefigurando un clima ostile alla libera espressione del pensiero sulla rete italiana. Una situazione che rischia di diventare esplosiva: sono ormai decine i blogger italiani che rischiano un processo per quanto hanno scritto o quanto qualcuno ha scritto nei commenti ai propri post, o per un link ritenuto diffamante. Una situazione fin qui sfuggita al Legislatore, spesso incapace di seguire con la dovuta attenzione i nodi critici dello sviluppo della Società dell’Informazione. Lasciare che siano normative interpretate in senso restrittivo e la scarsa conoscenza della rete a determinare magari in tribunale quali debbano essere i confini dei diritti degli utenti nell’era digitale – si dice da più parti in questi mesi – potrebbe rivelarsi un clamoroso boomerang oltreché una nuova imperdonabile leggerezza di chi abita la stanza dei bottoni.

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  • Sandro Bianchi scrive:
    Contratto di outsourcing e di locazione
    Ho sottoscritto con l'outsourcer anche un contratto di locazione di celle frigo di proprietà dello stesso outsourcer in quanto, l'attività mi obbligava a mantenere le merci sotto controllo doganale. L'Agenzia delle Dogane infatti, nella fattispecie obbliga il proprietario della merce mante-nuta in regime doganale ad essere proprietario o locatario dello stabile.Ho disdetto il contratto di outsourcing e quindi, di conseguenza anche ilcontratto di locazione. Mi interesserebbe sapere come è poossibile entrarein contenzioso solo per il contratto di locazione che risulta di secondaria importanza.Vi ringrazia per una cortese riflessione
  • sisiko scrive:
    Re: Non so...
    - Scritto da: teddybear
    ... non capisco, ma non posso fare altro che
    adeguarmi.
    Già. Perchè questo è il mondo del lavoro.Se hai voglia di leggere, e di leggere tanto, qui c'è un blog molto interessante. Non si parla solo di IT, ma si fa una bella fotografia di una multinazionale che lavora anche in Italia, ma che solo in Italia si sta permettendo di fare certe cose.http://lavoratoridhl.blogspot.comÈ una grande azienda (anche) italiana. Che ha licenziato un lavoratore, un anno fa, che ha perso la causa, ha perso l'appello, dovrebbe reintegrare il lavoratore ma continua a non farlo. Ed ora dovrà pronunciarsi la procura della repubblica. È una azienda che perde in media un centinaio di cause contro i propri dipendenti, ogni anno.
  • picchiatello scrive:
    Sull'articolo
    Di per se e' un buon articolo tecnico, dovuto a molte letture di libri sull'argomento e testi universitari.Peccato che il tutto non sia applicabile alla realtà italiana in quando questi contratti proprio per la loro natura "promiscua" siano fatti non ponendovi i vincoli che sono stati elencati dalla scrittrice, anche perche' se lo facessero sarebbero cause di contrasto di alevavzione dei costi.In sostanza se l'outsoursing dovessere essere applicato come l'articolo raccomanda costerebbe di piu' di un qualsiasi rapporto dipendente e nessun imprenditore privato o pubblico lo approverebbe. Da qui tutta una serie di giuste puntualizzazioni fatte da chi mi ha preceduto sul forum.
  • thegios scrive:
    Re: Non so...
    scappa all'estero amico mio, scappa...qui in belgio lavoro da 2 anni come indipendente e la fattura me la pagano nel giro di 5 giornie se vali e vuoi cambiare, fanno di tutto per tenerti...
  • picchiatello scrive:
    Re: Non so...
    - Scritto da: teddybear
    ... non capisco, ma non posso fare altro che
    adeguarmi.
    Già. Perchè questo è il mondo del lavoro.
    Leggere la Tua esperienza mi ha fatto riportare indietro negli anni; anni in cui la precarizzazione era agli inizi e gente che cambiava continuamente lavoro veniva additata come "fannulloni" o peggio.Era solo l'inizio di una grande cambiamento che oramai al giorni d'oggi e' irreversibile e porterà i nostri figli ad una precarietà di vita senza precedenti almeno negli ultimi 150 anni nel nostro paese.Non c'e' via d'uscita perche' per le aziende effettivamente non pagare il consulente e' molto meglio che pagare un dipendente ( figuriamoci poi le dipendneti donna che hanno anche la maternità ),tnato nessuno andrà mai a controllare quello che fanno e anche se lo faranno ci vorranno 10-20 anni di cause civili e penali.Solo che a questo decadimento "lavorativo" si affianca anche un decadimento qualitativo nel prodotto o nel servizio che il consumatore va ad acquistare per cui, ad esempio, quando andiamo ad acquistare un hardware od un software gia' sappiamo che e' molto peggiore e molto meno supportato di anni fa, alcune aziende internazionali hanno chiuso i battenti e per avere un adeguato supporto devi metterti in contatto con un emigrato italiano in GB o da qualche parte nell'est europeo.Lo stesso succede per interi settori che prima si avvalevano di tecnici IT ed ora delocalizzando non avranno in fururo alcun bisogno ne' di dipendnei ne di outsorsing.In pratica per me l'articolo in questione non pone l'avviso giusto: attenti non ce ne sarà piu' per nessuno nel futuro.
  • kalimero scrive:
    [ot] perche' no fare un sito che sp..tta
    Mi chiedo qualcuno ha mai pensato di fare un sito ospitato all'estero che metta i nomi con tutta questa gente che rivende con i rispettivi commenti e un forum?c'e'?se c'e' qual'e' il link?ciao grazie
    • zen scrive:
      Re: [ot] perche' no fare un sito che sp..tta
      posso solo darti il lik di un forum che abbiamo aperto per dare informazioni a chi vuole lavorare all estero.http://zenworks.myfreeforum.org/index.php
      • kalimero scrive:
        Re: [ot] perche' no fare un sito che sp..tta
        scommetto che tanta informatici se ne stanno andando eh?ma sai che ti dico mi avete convinto.addio! volo ryanair e seguiro' i consigli del tuo forumaddio contratti sla,slip,slup slop e poi gira gira e sempre il programmatore/sistemista a subirne le conseguenzescrivete scrivete articoli,io vi saluto.
        • max59 scrive:
          Re: [ot] perche' no fare un sito che sp..tta
          - Scritto da: kalimero
          scommetto che tanta informatici se ne stanno
          andando eh?
          ma sai che ti dico
          mi avete convinto. addio!
          volo ryanair e seguiro' i consigli del tuo forum
          addio contratti sla,slip,slup slop e poi gira
          gira e sempre il programmatore/sistemista a
          subirne le conseguenze
          scrivete scrivete articoli,
          io vi saluto.non ti preoccupare che all'estero i lavori meglio pagati se li tengono i nativi e alla prima recessione saranno gli stranieri a essere licenziati...molto meglio sarebbe costituire un sindacato informatici online, ma si sa che degli altri ci si ricorda solo quando se ne ha bisogno...
          • Il campo nome e cognome contiene dei car scrive:
            Re: [ot] perche' no fare un sito che sp..tta
            - Scritto da: max59
            - Scritto da: kalimero

            scommetto che tanta informatici se ne stanno

            andando eh?

            ma sai che ti dico

            mi avete convinto. addio!

            volo ryanair e seguiro' i consigli del tuo forum

            addio contratti sla,slip,slup slop e poi gira

            gira e sempre il programmatore/sistemista a

            subirne le conseguenze

            scrivete scrivete articoli,

            io vi saluto.

            non ti preoccupare che all'estero i lavori meglio
            pagati se li tengono i nativi e alla prima
            recessione saranno gli stranieri a essere
            licenziati...

            molto meglio sarebbe costituire un sindacato
            informatici online, ma si sa che degli altri ci
            si ricorda solo quando se ne ha
            bisogno...ma non ti ci entra in testa che i sindacati in italia non servono ad un c*** e la testa che bisogna cambiare non fare l'ennesimo sindacato.l'hanno pure fatto quelli della cgil hanno raggruppato tutti i precari, ce ne fosse stato uno dico uno che si e' iscritto.Lascia perdere fagli fare la valigia che in italia finisce male.
  • Vincenzo scrive:
    IT, i contratti in outsourcing
    Buongiorno, credo che per un'azienda sia profondamente errato privarsi di un dipartimento IT per una media (+100 dipendenti) o grande impresa (+ di 1000 dipendenti), le banche insegnano sempre.Pongo una domanda, quante banche conoscete che non hanno il proprio dipartimento IT e lasciando in outsourcing questo business?Credo che sia profondamente errato privarsi del settore IT nella propria azienda. La dimensione di tale dipartimento sicuramente deve essere in proporzione al business dell'azienda, ma se qualcuno ci riflette un poco oggi giorno (come nella preistoria) il business gira sull'informazione e questa oggi gira sull'informatica su intranet e internet.Pensare che un'azienda possa vedere l'IT come non vincolato al suo core business e' essere ancora al medioevo, vedere l'informazione col giornale quando gli altri la vedono on-line.Solo le aziende conoscono i propri processi di business e chiunque esterne a queste dovra' catturare esattamente i processi cosa molto ardua, spesso all'interno della stessa azienda solo una trasvolata della piramide di responsabilita' fa intuire se il processo e' noto o confuso e poco chiaro a tutti. Molti dubbi e poche certezze.Investire in un dipartimento IT implica spesso demandare a questo la conoscenza dei processi di business di un'azienda dare un know-how che permetta report giornalieri, fare problem-discover di inconsistente legate a interessi di singoli gruppi in azienda per presentarsi meglio ai propri responsabili.Insomma dal mio punto di vista investire in un dipartimento IT con persone all'interno con un alto profilo professionale (come sempre non e' la laurea e' la capacita' in questo settore dimostrata in campo il valore) si permette di ottimizzare i processi, mettere in sinergia dipartimenti perche' si conoscono i processi, far estrarre informazioni del proprio business fondemaentali ai propri goals.Sono opinioni personali spesso riferite sottovoce, in quanto anche nelle aziende esistono oligarchie gerontocratiche anche se tutti ripeteranno all'infinito che non e' cosi.Non si espongono in soluzioni i manager si imbarcano in avventure e spesso per ovviare di render conto delle spese sostenute con ragion d'essere si trincerano nel NO IL PROGETTO DEVE ESSERE CHIUSO.Sarebbe piu' proficuo per un'aziende avere un'approvazione con responsabilita' della soluzione proposta dalla societa' di outsourcing.Spesso esistono soluzioni a costi ridicoli che vengono gonfiate da societa' poco serie vendendo pacchetti di loro prodotti o di societa' di cui sono partner senza pensare che fare una soluzione con un alto livello di qualita' permetterebbe di vivere con la manutenzione e avere l'opportunita' di avere un futuro rapporto di lavoro con quella azienda.Sembra l'attivita' che spesso fanno alcuni artigiani. Porto l'auto per un problema al motore mi viene cambiato l'impianto elettrico aggiustato alla buona il motore affinche ritorni tra 6 mesi per un problema simile.Questo non e' mercato dal mio punto di vista e' truffa.Poi altre volte le aziende chiedono la soluzione ad un problema a 3-5 mesi quando per realizzarla necessiterebbe 36 mesi. La realta' finale si ha un prodotto finale lento e pesante poco manutenibile che e' costato piu' del doppio realizzato in 45 mesi.Chiedo di rimettere i piedi per terra.Le societa' hanno come obiettivo il profitto, quindi cercheranno di fare cio' che possono cercando di rispettare i vincoli di contratto dell'appalto. Avere nella vostra azienda un ottimo team IT vi permettera' di spendere meno soldi, avere un controllo reale della spesa e della soluzione (se gli farete mettere il naso dentro) ed inoltre creare sinergia e conoscenza dei processi oltre ad avere la possibilita' di pianificare tutte le informazioni di cui avete bisogno per prendere delle decisioni.Spero di non essere stato troppo oltranzista, ma si sta creando una mentalita' che segue quella degli anni 90.Ogni volta che parte un nuovo progetto in un qualsiasi settore per migliorare un processo c'e' da farsi alcune domande:1. La soluzione di quanto migliora quella attuale ? Ho qualcuno capace di valutarlo in azienda ?2. Il costo e' accettabile ? Ho qualcuno capace di valutarlo in azienda ?3. Posso aspettare questo tempo stimato senza far pressioni per il nuovo processo continuando a usare il vecchio processo per evitare danni di progettazione del prodotto per pressioni esercitate? Ho qualcuno capace di valutarlo in azienda ?Non e' complicato la domanda verra' da sola.Un saluto Vincenzo
    • outsorcio scrive:
      Re: IT, i contratti in outsourcing
      mi piace il tuo discorso, ma in pratica?cioè, lavoro nel nord-est da 20 anni e faccio il Consulent IT: ne avessi trovata una di azienda seria che si pone le tue tre domande prima di affrontare una modifica ad un processo... gli imprenditori qui ragionano in un modo solo: "costio tanto?" oppure quando c'è da comprare un server "va eà va eà, vo comprarmio al discount sto bussoeoto!"il ricco nord-est...;-)
    • cinico scrive:
      Re: IT, i contratti in outsourcing
      - Scritto da: Vincenzo
      Buongiorno,
      credo che per un'azienda sia profondamente
      errato privarsi di un dipartimento IT per una
      media (+100 dipendenti) o grande impresa (+ di
      1000 dipendenti), le banche insegnano
      sempre.ohhhhhhhhhhhh questo si che e' parlare in modo intelligentefinalmente e' stato centrato esattamente il problema
      Pongo una domanda, quante banche conoscete che
      non hanno il proprio dipartimento IT e lasciando
      in outsourcing questo
      business?Ahime qualcuna comincia ora.Ma come dice la pubblicita' mettersela inquelposto da soli non ha prezzo.
      Credo che sia profondamente errato privarsi del
      settore IT nella propria azienda. La dimensione
      di tale dipartimento sicuramente deve essere in
      proporzione al business dell'azienda, ma se
      qualcuno ci riflette un poco oggi giorno (come
      nella preistoria) il business gira
      sull'informazione e questa oggi gira
      sull'informatica su intranet e
      internet.Quello che dici e' verissimo, ma il problema in italia e' un altro.Si mette in outsourcing perche' una azienda non ha all'interno dei dipendenti che svolgano tali mansioni, non sono capaci a trovarli, e non c'e' nessuno che nell'azienda possa selezionare persone qualificate, e' un cane che si morde la codaallora si preferisce dare in outsorcio.il problema pero' e che un consulente se ne strafrega di quale siano le tue esigenze, fa quello che viene richiesto e nulla piu'. Se ne frega delle esigenze e alla fine non gliene importa nulla nemmeno delle responsabilita' nei confronti dell'azienda. Infondo e' solo un consulente esterno e tra se e se pensa "per quei quattro soldi che mi danno e per il rischio di pedalarmi a calci nel sedere fuori dalla commessa, e anche troppo."per cui i servizi funzionano male, le reti cadono e a nessuno importa niente, tanto e roba del cliente.Il cliente cambia fornitore, cambia l'orchestra ma e' sempre la musica e tante volte non cambiano nemmeno i musicanti.Infondo chi vuole esternalizzare merita questo ed altro.Mi ricordo una statistica aziendale, dove mettevano in luce tutti i problemi dei vari settori, in confronto con il servizio, ebbene risultava che i problemi derivavano solo dalle aziende in outsourcing che non rispettavano alcuna scadenza. e non producevano un buon servizio.Esternalizzate... esternalizzate.
      Pensare che un'azienda possa vedere l'IT come non
      vincolato al suo core business e' essere ancora
      al medioevo, vedere l'informazione col giornale
      quando gli altri la vedono
      on-line.il problema qui e' propio una questione di pensiero, e di formazione, non esistono nessuna cultura di assumere un gruppo it, perche' stupidamente non se ne vede il bisogno oppure non si e' capaci a selezionarli, o peggio perche' c'e' mio cugginoe che c'ha una azienda di peracottari bodyrental di numero 8 dipendenti e numero 80 di consulenti.
      Solo le aziende conoscono i propri processi di
      business e chiunque esterne a queste dovra'
      catturare esattamente i processi cosa molto
      ardua, spesso all'interno della stessa azienda
      solo una trasvolata della piramide di
      responsabilita' fa intuire se il processo e' noto
      o confuso e poco chiaro a tutti. Molti dubbi e
      poche
      certezze.mi pare che fu pubbicato un vecchio articolo a riguardohttp://punto-informatico.it/p.aspx?i=1464309&t=30/10/2007

      Insomma dal mio punto di vista investire in un
      dipartimento IT con persone all'interno con un
      alto profilo professionale (come sempre non e' la
      laurea e' la capacita' in questo settore
      dimostrata in campo il valore) si permette di
      ottimizzare i processi, mettere in sinergia
      dipartimenti perche' si conoscono i processi, far
      estrarre informazioni del proprio business
      fondemaentali ai propri
      goals.ma il nostro non e' un paese tecnologicamente avanzato e questi discorsi sono per nuove generazioni e i dirigenti superano tutti la 70ina
      Sono opinioni personali spesso riferite
      sottovoce, in quanto anche nelle aziende esistono
      oligarchie gerontocratiche anche se tutti
      ripeteranno all'infinito che non e'
      cosi.appunto
      Spesso esistono soluzioni a costi ridicoli che
      vengono gonfiate da societa' poco serie vendendo
      pacchetti di loro prodotti o di societa' di cui
      sono partner senza pensare che fare una soluzione
      con un alto livello di qualita' permetterebbe di
      vivere con la manutenzione e avere l'opportunita'
      di avere un futuro rapporto di lavoro con quella
      azienda.discorso troppo intelligentesopravvaluti queste persone

      Questo non e' mercato dal mio punto di vista e'
      truffa.quando le aziende facendo finta di niente si imbarcano sottosubappalti sapendo che alla fine pagheremo noi (pubblica amministrazione) o noi (con costi di vendita del prodotto piu' alti)come la chiami....
      soldi, avere un controllo reale della spesa e
      della soluzione (se gli farete mettere il naso
      dentro) ed inoltre creare sinergia e conoscenza
      dei processi oltre ad avere la possibilita' di
      pianificare tutte le informazioni di cui avete
      bisogno per prendere delle
      decisioni.bellissimo se l'italia fosse un paese funzionante cosa che non lo e'bisognerebbe cominciare a premiare la meritocrazia e non il nepotismo, bisognerebbe incorporare le persone qualificate anche direttamente assumendolo dal fornitore. ma non si fa.insomma e' un paese verso il tracollo. Siamo nelle rapide e aspettiamo di arrivare davanti alla cascata.
      Spero di non essere stato troppo oltranzista, ma
      si sta creando una mentalita' che segue quella
      degli anni
      90.concordo con te
      Ogni volta che parte un nuovo progetto in un
      qualsiasi settore per migliorare un processo c'e'
      da farsi alcune
      domande:

      1. La soluzione di quanto migliora quella attuale
      ?
      Ho qualcuno capace di valutarlo in azienda ?
      2. Il costo e' accettabile ?
      Ho qualcuno capace di valutarlo in azienda ?
      3. Posso aspettare questo tempo stimato senza far
      pressioni per il nuovo processo continuando a
      usare il vecchio processo per evitare danni di
      progettazione del prodotto per pressioni
      esercitate?
      Ho qualcuno capace di valutarlo in azienda ?

      Non e' complicato la domanda verra' da sola.

      Un saluto Vincenzobravo il nocciolo e': ho qualcuno a cui posso..la risposta per tutte queste aziende e' NO, non ho nessuno, quello e l'amico di zio peppino, non capisce niente e me lo devo tenere, quella e' il figlio dell'architetto che mi ha rifatto casa, quello e il gatto del senatore, quello e il canarino del deputato...alla fine la risposta e' no.e andremo a finire come si finisce sempre.ciao
  • Quali aziende? scrive:
    Re: Non so...
    Quali aziende?Ma perchè non iniziamo a fare nomi?..magari usando giri di parole per evitare seccature... ;)Oppure ci sarà pure un posto in rete dove questi delinquenti vengono elencati, almeno uno ci sta attento e non ci lavora.Avete qualche link a riguardo?
  • ancheno scrive:
    Re: Non so...

    E i licenziamenti in una piccola azienda possono
    avvenire anche senza giusta
    causa.Mi spiace per le tue disavventure, ma questa e' una bufala che non sta ne in cielo, ne in terra, ne in Italia.
    • nome e cognome scrive:
      Re: Non so...
      Sei tu che ti sbagli!In italia sotto i 15 o 16 dipendenti si può licenziare senza giusta causa in ben due modi.1) "Incentivo all'esodo" con tale istituto si riconoscono es. 3 mensilità al dipendente e lo si accompagna alla porta. Naturalmente il dipendente non è obbligato ad accettare questo accordo.2) "Licenziamento senza giusta causa" con tale istituto, illegittimo, si licenzia. Poi si va in causa davanti al giudice del lavoro che riconosce al lavoratore da 1 a 6 mensilità come indennizzo. L'azienda non può essere condannata al reintegro del lavoratore nel proprio posto di lavoro.Per cui come vedi licenziare si può. L'azienda può pagare qualche mensilità e mettersi d'accordo, oppure può fare di testa propria finendo per pagare la parcella degli avvocati e qualche mensilità.Come vedi licenziare si può. Si tratta solo di pagare ma si licenzia eccome.P.S.Io sono un incentivato all'esodo, per la cronaca. L'azienda il 23 dicembre di qualche anno fa mi ha detto: "o ci mettiamo d'accordo o ti licenziamo noi" (in realtà loro hanno detto "le cose vanno male, mettiamoci d'accordo o saremo costretti a licenziarti" - però i soci vanno in giro col suv, come sarà la storia?).La questione pertanto l'ho approfondita e ho scelto la via più conveniente ed indolore contrattando un incentivo all'esodo.Alla fine me ne sono andato con 4 mensilità in tasca.
      • ancheno scrive:
        Re: Non so...
        - Scritto da: nome e cognome
        Sei tu che ti sbagli!bah... ho amici avvocati che mi hanno chiarito dei dubbi tempo fa e per lavoro ho comunque dovuto informarmi un po' anche io, ma basta una ricerca su google... e 2,5 - 14 mesi di indennizzo mi sembrano sufficienti per rimettersi in pista; comunque...Campo di applicazione e esplicazione della tutela Obbligatoria (art. 8 L.604/66; art. 2 L.108/90)La tutela obbligatoria si applica a tutti a tutti i datori di lavoro imprenditori e non imprenditori, pubblici e privati, che occupano:fino a 15 dipendenti nell’unità produttiva o nel comune – fino a 5 per le imprese agricole; fino a 60 dipendenti in tutto il territorio nazionale, in cui non si applica il regime di tutela reale.La tutela obbligatoria si estrinseca nell’obbligazione alternativa a carico del datore di lavoro che, in caso di licenziamento privo di giusta causa e giustificato motivo e quindi invalido, deve scegliere, entro tre giorni dal dispositivo di sentenza, tra:la riassunzione del lavoratore illegittimamente licenziato; o il pagamento al lavoratore di un’indennità risarcitoria.La riassunzione del lavoratore comporta la costituzione di un nuovo rapporto di lavoro; da ciò deriva che il lavoratore vede azzerata la propria anzianità e tutti gli altri diritti di derivazione contrattuale.L’indennità risarcitoria viene stabilita, nel caso di unità produttive con meno di 15 dipendenti nella misura che va da un minimo di 2,5 mensilità a un massimo di 6 mensilità (art. 2, L.108/90); mentre nelle unità produttive con più di 15 dipendenti l’indennità risarcitoria va maggiorata fino da 10 mensilità, nel caso di lavoratore con anzianità superiore a 10 anni, e fino ad un massimo di 14 mensilità, per lavoratori con anzianità superiore a 20 anni.Non possono considerarsi giusta causa ai fini del licenziamento: la mancanza grave provocata da altra mancanza del datore di lavoro; la cessione dell'azienda; il fallimento dell'imprenditore; la liquidazione coatta amministrativa dell’imprenditore; l'imperizia tecnica; l'incapacità del lavoratore.Il licenziamento può essere: inefficace per violazione dell’art. 2 Legge 604/1966 (mancanza di forma scritta della comunicazione motivata o mancanza di forma scritta della comunicazione della motivazione su richiesta avanzata dal dipendente licenziato); annullabile in quanto intimato senza giusta causa o giustificato motivo (artt. 1 e 3 della Legge 604/1966); nullo, in quanto determinato da ragioni di credo politico o fede religiosa, dall’appartenenza ad un sindacato e dalla partecipazione ad attività sindacali, ovvero ad uno sciopero (licenziamento discriminatorio ex art. 15 lett. b); o se trattasi di licenziamento disciplinare, in quanto intimato in violazione delle garanzie previste dai primi tre commi dell’art. 7 dello Statuto dei lavoratori
        • picchiatello scrive:
          Re: Non so...
          - Scritto da: ancheno
          - Scritto da: nome e cognome

          Sei tu che ti sbagli!

          bah... ho amici avvocati che mi hanno chiarito
          dei dubbi tempo fa e per lavoro ho comunque
          dovuto informarmi un po' anche io, ma basta una
          ricerca su google... e 2,5 - 14 mesi di
          indennizzo mi sembrano sufficienti per rimettersi
          in pista;
          comunque...


          questi amici avvocati ti dovrebbero dire che vincere una causa non e' cosi' semplice, anhce perhce' una causa "lavorativa" , quando non ha strascichi penali ( e li ha quasi sempre ) dura anche 10-20 anni per cui le mensilità perdute non hanno molto senso.E' inutile nascondersi dietro ad un dito, la legislazione italiana da un lato non tutela piu' i buoni lavoratori e da un lato non premia i buoni imprenditori.
    • it.informat ica.scanna cani scrive:
      Re: Non so...
      - Scritto da: ancheno

      E i licenziamenti in una piccola azienda possono

      avvenire anche senza giusta

      causa.

      Mi spiace per le tue disavventure, ma questa e'
      una bufala che non sta ne in cielo, ne in terra,
      ne in
      Italia.[img]http://www.patenthawk.com/blog_images/troll.jpg[/img]
  • nome e cognome scrive:
    Re: Non so...
    Fai l'idraulico! Fai il barista! Fai il fruttivendolo!Fai quello che vuoi ma cambia per carità di Dio!Se mi fosse successa la metà di quello che è successo a te sarei sicuramente in galera per aver tagliato la gola a qualche debitore che si crede tanto furbo.
  • max59 scrive:
    Re: Non so...
    ho letto di accordi verbali sul rimborso spese, questo mi è sembrata fiducia eccessiva, e anche di cambio di avvocati per ritardare i pagamentitutto questo è l'ennesima prova di quanto serva un sindacato informatici con un suo servizio legale in modo da non gravare sul lavoratorepotrebbero farlo i linux group preoccupandosi non solo del codice ma anche di chi lo usa
  • ancheno scrive:
    Credo che non si sia capito lo scopo
    ...dell'articolo. Che naturalmente e' rivolto alle aziende come target principale. Contrariamente a quanto detto negli altri commenti sono contento che si parli di contratti in outsourcing, nel resto del mondo e' la normalita' e per noi sono "atipici", e c'e' anche qualcuno che si lamente perche' se ne parla, ma dove volete vivere?E' giusto informare le aziende erogatrici di servizi su come migliorare il rapporto anche contrattuale con i propri clienti e giusto far sapere ai clienti che possono pretendere piu' chiarezza sui servizi che gli vengono proposti dai fornitori. Un buon contratto aiuta sia il fornitore che il cliente a tutelarsi in caso di controversie.Capisco che ci possano essere delle persone frustrate dalla situazione di contratti vampireschi tra aziende e lavoratori, ma questo articolo non c'entra proprio nulla.Per piccole aziende informatiche che non hanno un supporto legale interno e' un problema non da poco "inventarsi" dei contratti da proporre ai clienti e un articolo come questo puo' costituire almeno una linea guida per definire un contratto decente di supporto/erogazione di servizi.Senza offesa per i lavori atipici/sottopagati/semischiavizzati/altro, anche perche' partecipavo anche io alla categoria, e non sono affatto convinto di esserne ancora uscito.
    • Andrea scrive:
      Re: Credo che non si sia capito lo scopo
      Totalmente d'accordo...lo spirito dell'articolo è quello e mi sembrava ovvio...era sufficiente leggere con attenzioneciao
    • cinico scrive:
      Re: Credo che non si sia capito lo scopo
      consulente----------|quando succede qualcosa che non rispetta le regole del contrattosla rallentamentiva cosiSLA mancatabody rental peraccotara licenzia il malcapitato di turnodicendo che la colpa e' del consulenteil fornitore dice al cliente che la colpa era del consulente e che essendo consulente non possono applicare multe.il cliente ci credee tutto finisce qui.AHOOOOOOOOOOO SVEGLIA QUESTA E' L'ITALIA, NON QUELLA CHE VEDI SU QUATTRO PAGINE DI UN A4!
      • ancheno scrive:
        Re: Credo che non si sia capito lo scopo

        Ma scusa connetti parzialmente la parte del tuo
        cervello funzionante si o
        no?
        All'estero e' totalmente diverso, io ci vivo e ti
        posso assicurare che le cose stanno diversamente
        non so se la cosa ti e'
        chiara.personalmente sono contento che tu viva all'estero e ti auguro anche di avere un bella vita. Ma fammi capire, io che non connetto il cervello non riesco proprio a capire:- All'estero non esistono contratti che legano azienda cliente ed azienda fornitore? Si che esistono e sono a mio parere peggiori dei nostri- Mi puoi spiegare cosa c'entrano le tue deliranti elucubrazioni da lavoratore mal inquadrato contrattualmente (o anche no) nel rapporto tra due aziende?- se un'azienda tratta male i suoi collaboratori/dipendenti/consulenti non e' detto che tutte lo facciano e comunque non c'entra nulla in un eventuale contratto di outsourcing tra due aziende- spari sentenze a destra e a manca puntando il dito nella direzione sbagliata per una motivazione probabilmente giusta. Che in Italia venga gestito male il rapporto tra lavoratore ed azienda non e' una novita', ma cosa c'entra il contratto che propone il servizio che offre un'azienda?Per fare un esempio banale:Uno chef scrive consigli su come stilare dei menu' ai ristoranti cinesi. Lo scopo e' migliorare il rapporto tra i ristoranti e i propri clienti.Tu stai dicendo che non lo puo' fare perche' i ristoranti cinesi puzzano di fritto e cucinano i gatti! D'accordo che se cucinano i gatti vanno PUNITI ma santo cielo te la prendi pure con lo chef che da consigli sul menu!Traducendo con tanta buona volonta' in critiche costruttive quello che hai detto, si potrebbe richiedere nei contratti di questo tipo che vengano inseriti degli espliciti limiti nelle possibilita' di dare in gestione i servizi erogati dal fornitare a terze parti. Comunque anche cosi' si e' ben lontani dalla risoluzione del rapporto deviato che c'e' in Italia tra (alcune)aziende e (alcuni) lavoratori.
      • www.aleksfalcone.org scrive:
        Re: Credo che non si sia capito lo scopo
        - Scritto da: cinico
        Ma scusa connetti parzialmente la parte del tuo
        cervello funzionante si o no?E tu?
        All'estero e' totalmente diverso, io ci vivo e ti
        posso assicurare che le cose stanno diversamente
        non so se la cosa ti e' chiara.Ma tu di cosa stai parlando? All'estero come si accorda un'azienda con un'altra?
        il fornitore richiede questo tipo di contratto
        il contraente lo accetta
        lo subbappalta a meta' prezzo ad una body rental
        con le medesime condizioni (una bella fotocopia e
        via) e alla fine tale imposizioni ricadono solo ed
        esclusivamente sul consulente finale ti e' chiaro
        o ti faccio il disegnino?Tutto ciò non ha nulla a che vedere con l'articolo. Ti è chiaro o devi leggerlo ancora due o tre volte?
        il fornitore dice al cliente che la colpa era del
        consulente e che essendo consulente non possono
        applicare multe.Fantasia. Assurdità. Ma dove vivi?
    • it.informat ica.scanna cani scrive:
      Re: Credo che non si sia capito lo scopo
      - Scritto da: ancheno
      ...dell'articolo. Che naturalmente e' rivolto
      alle aziende come target principale.

      Contrariamente a quanto detto negli altri
      commenti sono contento che si parli di contratti
      in outsourcing, nel resto del mondo e' la
      normalita' e per noi sono "atipici", e c'e' anche
      qualcuno che si lamente perche' se ne parla, ma
      dove volete
      vivere?

      E' giusto informare le aziende erogatrici di
      servizi su come migliorare il rapporto anche
      contrattuale con i propri clienti e giusto far
      sapere ai clienti che possono pretendere piu'
      chiarezza sui servizi che gli vengono proposti
      dai fornitori. Un buon contratto aiuta sia il
      fornitore che il cliente a tutelarsi in caso di
      controversie.

      Capisco che ci possano essere delle persone
      frustrate dalla situazione di contratti
      vampireschi tra aziende e lavoratori, ma questo
      articolo non c'entra proprio
      nulla.

      Per piccole aziende informatiche che non hanno un
      supporto legale interno e' un problema non da
      poco "inventarsi" dei contratti da proporre ai
      clienti e un articolo come questo puo' costituire
      almeno una linea guida per definire un contratto
      decente di supporto/erogazione di
      servizi.

      Senza offesa per i lavori
      atipici/sottopagati/semischiavizzati/altro, anche
      perche' partecipavo anche io alla categoria, e
      non sono affatto convinto di esserne ancora
      uscito.sei uno del forum di quei troll che sono nel newsgroup vero?riconosco il tipico stile di chi legge e si scrive addosso.questo non e' mica un newsgrouprintanati da dove sei venuto.
      • ancheno scrive:
        Re: Credo che non si sia capito lo scopo

        sei uno del forum di quei troll che sono nel
        newsgroup
        vero?
        riconosco il tipico stile di chi legge e si
        scrive
        addosso.
        questo non e' mica un newsgroup
        rintanati da dove sei venuto.Si vabbe, buona notte. A me e' piaciuto l'articolo e l'ho capito in un certo modo.Ad altri non e' piaciuto e l'hanno capito in modo diverso.pace e bene
        • it.informat ica.scanna cani scrive:
          Re: Credo che non si sia capito lo scopo
          - Scritto da: ancheno

          sei uno del forum di quei troll che sono nel

          newsgroup

          vero?

          riconosco il tipico stile di chi legge e si

          scrive

          addosso.

          questo non e' mica un newsgroup

          rintanati da dove sei venuto.

          Si vabbe, buona notte.

          A me e' piaciuto l'articolo e l'ho capito in un
          certo
          modo.
          Ad altri non e' piaciuto e l'hanno capito in modo
          diverso.


          pace e benebeccato alla grande
        • Vincenzo scrive:
          Re: Credo che non si sia capito lo scopo
          Scusate non e' per fare polemica.Nell'articolo si fa passare l'idea che l'outsourcing e' bene e non sono un estremista.All'estero certo che funziona correttamente le aziende hanno in generale un livello di tecnici liberi di comunicare leggendo la loro parte (per competenza) dei contratti e far aggiungere/modificare/eliminare nei contratti delle postille che in Italia, spesso per ignoranza o per amicizie delle aziende di outsourcing, non si aggiungono/modificano/cancellano.Poi non parliamo di gerentocrazia, amicizie e competenze tecniche di chi e' addetto all'IT come manager.Spesso non sanno di cosa si parla e impongono scelte. Non si comprende in base a cosa puntino al 30% di beneficio che devono raggiungere. Non so se le aziende industriali dal loro core business raggiungono tali % forse se lo sapessero li prenderebbero a calci nei cosiddetti.La situazione all'estero e' diversa spero tu possa avere un'opportunita' di verificarlo, nel frattempo in bocca al lupo.Ciao- Scritto da: ancheno

          sei uno del forum di quei troll che sono nel

          newsgroup

          vero?

          riconosco il tipico stile di chi legge e si

          scrive

          addosso.

          questo non e' mica un newsgroup

          rintanati da dove sei venuto.

          Si vabbe, buona notte.

          A me e' piaciuto l'articolo e l'ho capito in un
          certo
          modo.
          Ad altri non e' piaciuto e l'hanno capito in modo
          diverso.


          pace e bene
          • ancheno scrive:
            Re: Credo che non si sia capito lo scopo

            Nell'articolo si fa passare l'idea che
            l'outsourcing e' bene e non sono un
            estremista.In parte e' vero, per spiegare come funziona l'outsourcing sono evidenziati i lati positivi, ma non credo che sia lo scopo primario dell'articolo... ma magari sbaglio
            All'estero certo che funziona correttamente le
            aziende hanno in generale un livello di tecnici
            liberi di comunicare leggendo la loro parte (per
            competenza) dei contratti e far
            aggiungere/modificare/eliminare nei contratti
            delle postille che in Italia, spesso per
            ignoranza o per amicizie delle aziende di
            outsourcing, non si
            aggiungono/modificano/cancellano.Assolutamente d'accordo! Io vedo la cosa dai miei 2 punti di vista: da partecipante in una piccola azienda scrivo i contratti dal punto di vista tecnico e mi manca un po' di conoscenza legale per tutelarmi verso i clienti. Viceversa sono consulente per grandi aziende e mi trovo ad impazzire per sottostare a contratti improponibili sottoscritti da menti ignoranti e ottuse, senza essere consultato in fase di sottoscrizione di contratti.
            Poi non parliamo di gerentocrazia, amicizie e
            competenze tecniche di chi e' addetto all'IT come
            manager.

            Spesso non sanno di cosa si parla e impongono
            scelte. Non si comprende in base a cosa puntino
            al 30% di beneficio che devono raggiungere. Non
            so se le aziende industriali dal loro core
            business raggiungono tali % forse se lo sapessero
            li prenderebbero a calci nei
            cosiddetti.

            La situazione all'estero e' diversa spero tu
            possa avere un'opportunita' di verificarlo, nel
            frattempo in bocca al
            lupo.Beh qui' mi pare che generalizzi un po' troppo, tuttavia in alcune situazioni sono certo che le cose stanno esattamemnte come le descrivi tu. Non ho esperienza diretta all'estero, ma conosco un po' come funziona nel rapporto tra aziende; mi piacerebbe fare esperienza all'estero ma sono troppo legato a cose e persone in Italia per pensare di trasferirimi ora.
  • pentolino scrive:
    Re: Non so...
    che schifo... che ti posso dire? in bocca al lupo
  • Comet scrive:
    Ma i diritti di chi lavora?
    Se è del tutto corretto per un'azienda acquistare servizi IT all'esterno piuttosto che avere un reparto IT, specie se l'azienda non è molto grande, totalmente ingiustificata è la proliferazione di body rental fatta da vampiri che tengono per la palle la gente che lavora.Trattasi di alcuni nomi noti, che hanno i contatti giusti e senza i quali "non si entra" nel giro che conta. Alla faccia della meritocrazia e del libero mercato...Contratti strettamente legati all'opera svolta e poi pedalare, avanti un altro. Tanto un ingegnere disoccupato, un neo-laureato disposto a lavorare x poco lo si trova.Adesso ci si mettono pure gli avvocati a sponsorizzarli... Che dire, forse aveva ragione Shakespeare:"Per prima cosa, uccideremo tutti gli avvocati" - Enrico VIP.S. E'una licenza poetica, ovviamente O:)
    • body rental scrive:
      Re: Ma i diritti di chi lavora?
      le body rental sono illegali
    • Silvia scrive:
      Re: Ma i diritti di chi lavora?
      Ma che c'entra? Ma l'avete letto l'articolo??Si parla di contratti atipici che legano aziende tra di loro, non di contratti di lavoro atipico...ma leggete e informatevi prima di sparare a zero e a vanvera.E' un ottimo articolo e ce ne vorrebbero di più di articoli in materia di contratti che nessuno scrive e nessuno insegna come redigere questi contratti così complessi.Conosco lo studio legale lisi e so che sono molto preparati in materia e non si occupano di diritto del lavoro (appunto! :-))ciao
      • cinico scrive:
        Re: Ma i diritti di chi lavora?
        - Scritto da: Silvia
        Ma che c'entra? Ma l'avete letto l'articolo??
        Si parla di contratti atipici che legano aziende
        tra di loro, non di contratti di lavoro
        atipico...
        ma leggete e informatevi prima di sparare a zero
        e a
        vanvera.
        E' un ottimo articolo e ce ne vorrebbero di più
        di articoli in materia di contratti che nessuno
        scrive e nessuno insegna come redigere questi
        contratti così
        complessi.
        Conosco lo studio legale lisi e so che sono molto
        preparati in materia e non si occupano di diritto
        del lavoro (appunto!
        :-))
        ciaosenti hai scocciato, questi articoli valli a pubblicare su un bel sito di body rental, li di spazio per fregare la povera gente che lavora ne trovi tanti.Ma non hai capito che il contraente accetta queste condizioni, che poi alla fine da ad un'altra azienda di carne umana che alla fine inpone le restrizioni a il povero consulente?la SLA ALLA FINE SE LA BECCA IL CONSULENTE A PROGETTOCI ARRIVI O TE LO DEVO INVIARE SU UN POSTER COSI TE LO APPICICHI IN UFFICIO?
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Ma i diritti di chi lavora?
          - Scritto da: cinico
          senti hai scocciato, questi articoli valli a
          pubblicare su un bel sito di body rental, li di
          spazio per fregare la povera gente che lavora ne
          trovi tanti.Ti da così fastidio che almeno qualcuno abbia capito cosa c'è scritto nell'articolo? Se rileggi con attenzione non è escluso che anche tu possa comprenderlo.
          Ma non hai capito che il contraente accetta
          queste condizioni, che poi alla fine da ad
          un'altra azienda di carne umana che alla fine
          inpone le restrizioni a il povero consulente?Ma tu non hai capito che non c'entra nulla con la correttezza e la validità del contratto di cui si parla. Se uno dei contraenti di un contratto qualunque va in galera per rapina a mano armata non è certo colpa del contratto.
          • cinico scrive:
            Re: Ma i diritti di chi lavora?
            - Scritto da: www.aleksfalcone.org
            - Scritto da: cinico

            senti hai scocciato, questi articoli valli a

            pubblicare su un bel sito di body rental, li di

            spazio per fregare la povera gente che lavora ne

            trovi tanti.

            Ti da così fastidio che almeno qualcuno abbia
            capito cosa c'è scritto nell'articolo? Se rileggi
            con attenzione non è escluso che anche tu possa
            comprenderlo.se tu invece spremi quelle meningi ti accorgi che tutta questamanfrina su come deve essere fatto un contratto non e' applicabilese vuoi ti mando le gif con i labiale di quello che ho detto.mi pare chiaro che questo articolo e generalista, e parla di cose che alla fine per la realta' italiana non hanno alcun senso.per farti un esempio che puoi capire anche tu.qui si parla di come fare una torta, ma se alla fine invece della farina si usa la segatura, il risultato e quello che stiamo gia' vedendo.la SLA, le multe, le penali sono applicabili in un settore economico in cui tutto e perfettamente cristallino. Visto che stiamo in italia, tu puoi mettere tutti i vincoli che vuoi, ma alla fine il risultato e che l'ultimo della grande catena (o meglio catenella del wc) sara' lui a gestire e a prendersi tutto il resto delle commesse.le sla, le penali si possono applicare in un solo caso:contraente e contrattore sono i medesimiquando uno degli addendi cambia quello del contraente, ecco che poi alla fine, nessuno dico nessuno potra rincorrere una societa' di peracottari srl o snc di 8 dipendenti che ha fallito sulla sla o sui tempi.Capisci o ti devo mandare una registrazione digitale?I venditori di carne o umana esistono sopratutto per questo:parare il reale contraente in caso di mancato obiettivo.ci arrivi?io scarico tutto sul subbappalto e dico al cliente, la colpa e della pisciacane snc che non ha finito. Prendetevela con loro. Se volete posso cambiarla con la pisciagatto srl.Ora ci arrivi?Si vede che nel campo non ci lavori
            Ma tu non hai capito che non c'entra nulla con la
            correttezza e la validità del contratto di cui si
            parla. Se uno dei contraenti di un contratto
            qualunque va in galera per rapina a mano armata
            non è certo colpa del
            contratto.la colpa sara' la mia...Ma come ragioni per areofagia?se sul contratto e specificato che il contraente non puo' assolutamente subappaltare a terzi il progetto, ne avvalersi di consulenti esterni, previa la perdita del lavoro, vedi che le cose cambierebbero, e inutile parlare del sesso degli angeli quando il settore non applica nemmeno le regole del buonsenso generali al contratto.
      • Vincenzo scrive:
        Re: Ma i diritti di chi lavora?
        Scusa Silvia, vorrei capire la tua posizione essendo poco chiara dal mio punto di vista.Conosci come va il settore ossia e' vero si mettono d'accordo due aziende per un servizio e poi la SLA viene vincolata sull'ultima azienda a cui viene passato il lavoro.Tu pero' con questo articolo stai incentivando il sistema.Non ho letto in nessuna parte dell'articolo una frase simile a "Si consiglia ad un'azienda di fare contratti con un numero massimo di un'azienda a cui passare le attivita' del contratto"Quindi credo che ti sia mancato un'accenno alla prassi.Come si fa a spiegare tale argomento senza includere la situazione attuale italiana?Ciao- Scritto da: Silvia
        Ma che c'entra? Ma l'avete letto l'articolo??
        Si parla di contratti atipici che legano aziende
        tra di loro, non di contratti di lavoro
        atipico...
        ma leggete e informatevi prima di sparare a zero
        e a
        vanvera.
        E' un ottimo articolo e ce ne vorrebbero di più
        di articoli in materia di contratti che nessuno
        scrive e nessuno insegna come redigere questi
        contratti così
        complessi.
        Conosco lo studio legale lisi e so che sono molto
        preparati in materia e non si occupano di diritto
        del lavoro (appunto!
        :-))
        ciao
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: Ma i diritti di chi lavora?
          - Scritto da: Vincenzo
          Conosci come va il settore ossia e' vero si
          mettono d'accordo due aziende per un servizio e
          poi la SLA viene vincolata sull'ultima azienda a
          cui viene passato il lavoro.

          Tu pero' con questo articolo stai incentivando il
          sistema.Non credo.In questo articolo si parla di come regolare un contratto di fornitura tra due aziende. Nulla di più.Come si comporterà l'azienda fornitrice è materia sicuramente controversa, ma che non c'entra nulla con il contratto in oggetto.
          Non ho letto in nessuna parte dell'articolo una
          frase simile a "Si consiglia ad un'azienda di
          fare contratti con un numero massimo di
          un'azienda a cui passare le attivita' del contratto"Non avrebbe avuto senso. In ogni caso nemmeno s'incentiva un comportamento discutibile o illecito. Semplicemente l'argomento dell'articolo è un altro.
          Quindi credo che ti sia mancato un'accenno alla prassi.Se avessi capito l'argomento dell'articolo ti saresti accorto che è di tipo pragmatico. Ma non tratta ciò cui stai pensando.
          Come si fa a spiegare tale argomento senza
          includere la situazione attuale italiana?L'articolo è strettamente legato alla legislazione italiana. Ma tratta di contratti tra aziende, nulla di più.
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Ma i diritti di chi lavora?
      - Scritto da: Comet
      Adesso ci si mettono pure gli avvocati a
      sponsorizzarli... Un articolo che spiega una modalità corretta di impostare un contratto. Il comportamento che terrà l'azienda contraente per rispettarlo è un altro argomento, che non ha nulla a che vedere con questo articolo.
      • cinico scrive:
        Re: Ma i diritti di chi lavora?
        - Scritto da: www.aleksfalcone.org
        - Scritto da: Comet

        Adesso ci si mettono pure gli avvocati a

        sponsorizzarli...

        Un articolo che spiega una modalità corretta di
        impostare un contratto.

        Il comportamento che terrà l'azienda contraente
        per rispettarlo è un altro argomento, che non ha
        nulla a che vedere con questo
        articolo.beh visto che stiamo in italia e non su marte a questo punto visto che qualsiasi articolo era buono perche' non scriveva un articolo sulle spice girls visto che a quel punto niente era off-topicstai scandendo nel ridicolo
        • Andrea scrive:
          Re: Ma i diritti di chi lavora?




          Il comportamento che terrà l'azienda contraente

          per rispettarlo è un altro argomento, che non ha

          nulla a che vedere con questo

          articolo.


          beh visto che stiamo in italia e non su marte a
          questo punto visto che qualsiasi articolo era
          buono perche' non scriveva un articolo sulle
          spice girls visto che a quel punto niente era
          off-topic
          stai scandendo nel ridicoloNo, sei tu caro "cinico" che non hai letto bene l'articolo...lasciatelo dire da chi un po' di diritto lo mastica e tu dovresti fare un po' di ripetizione della lingua italiana se non ti sono chiari certi concetti elementari! ciao
          • cinico scrive:
            Re: Ma i diritti di chi lavora?
            - Scritto da: Andrea





            Il comportamento che terrà l'azienda
            contraente


            per rispettarlo è un altro argomento, che non
            ha


            nulla a che vedere con questo


            articolo.





            beh visto che stiamo in italia e non su marte a

            questo punto visto che qualsiasi articolo era

            buono perche' non scriveva un articolo sulle

            spice girls visto che a quel punto niente era

            off-topic

            stai scandendo nel ridicolo

            No, sei tu caro "cinico" che non hai letto bene
            l'articolo...lasciatelo dire da chi un po' di
            diritto lo mastica e tu dovresti fare un po' di
            ripetizione della lingua italiana se non ti sono
            chiari certi concetti elementari!

            ciaobravo vuoi la golamenta o la caramella col buco?
          • cinico scrive:
            Re: Ma i diritti di chi lavora?
            - Scritto da: cinico
            - Scritto da: Andrea







            Il comportamento che terrà l'azienda

            contraente



            per rispettarlo è un altro argomento, che
            non

            ha



            nulla a che vedere con questo



            articolo.








            beh visto che stiamo in italia e non su marte
            a


            questo punto visto che qualsiasi articolo era


            buono perche' non scriveva un articolo sulle


            spice girls visto che a quel punto niente era


            off-topic


            stai scandendo nel ridicolo



            No, sei tu caro "cinico" che non hai letto bene

            l'articolo...lasciatelo dire da chi un po' di

            diritto lo mastica e tu dovresti fare un po' di

            ripetizione della lingua italiana se non ti sono

            chiari certi concetti elementari!



            ciao


            bravo vuoi la golamenta o la caramella col buco?a me questa gente che guarda come alle elementari la correzione ortografica mi sa tanto di penoso e assai...
          • cinico scrive:
            Re: Ma i diritti di chi lavora?
            - Scritto da: Andrea





            Il comportamento che terrà l'azienda
            contraente


            per rispettarlo è un altro argomento, che non
            ha


            nulla a che vedere con questo


            articolo.





            beh visto che stiamo in italia e non su marte a

            questo punto visto che qualsiasi articolo era

            buono perche' non scriveva un articolo sulle

            spice girls visto che a quel punto niente era

            off-topic

            stai scandendo nel ridicolo

            No, sei tu caro "cinico" che non hai letto bene
            l'articolo...lasciatelo dire da chi un po' di
            diritto lo mastica e tu dovresti fare un po' di
            ripetizione della lingua italiana se non ti sono
            chiari certi concetti elementari!

            ciaobravo vuoi la caramellina con la menta?
          • cinico x il moderatore scrive:
            Re: Ma i diritti di chi lavora?
            - Scritto da: Andrea





            Il comportamento che terrà l'azienda
            contraente


            per rispettarlo è un altro argomento, che non
            ha


            nulla a che vedere con questo


            articolo.





            beh visto che stiamo in italia e non su marte a

            questo punto visto che qualsiasi articolo era

            buono perche' non scriveva un articolo sulle

            spice girls visto che a quel punto niente era

            off-topic

            stai scandendo nel ridicolo

            No, sei tu caro "cinico" che non hai letto bene
            l'articolo...lasciatelo dire da chi un po' di
            diritto lo mastica e tu dovresti fare un po' di
            ripetizione della lingua italiana se non ti sono
            chiari certi concetti elementari!

            ciaonon ho capito questo offende e io non devo rispondere?ma come moderi me lo spieghi?
          • Silvia scrive:
            Re: Ma i diritti di chi lavora?
            -

            non ho capito questo offende e io non devo
            rispondere?
            ma come moderi me lo spieghi?Ah Cinico, ma vatti a fare una camomilla e poi un sonnellino ristoratore! :-)ciaoo
  • cinico scrive:
    ma cos'e' uno scherzo?
    Non bastano gia' tutti i contratti atipici in giro, ora gli spiegate pure come si fanno.Ma che vi bevete in redazione il vino di quello buono eh?A parte il fatto che non importa un piffero a nessuno (a parte quei quattro peracottari che continuano a propinarli) di come vengono gestiti i contratti in outsorcio.Una riflessione.senta avvocato mi scusi, ma non le pare che invece di insegnare a questa gente come fare contratti in outsorcing INSEGNI invece cose altrettanto interessanti del tipo:fare un sottosubbapalto e' illegale,vincere una gara per poi rivenderla al concorrente e' ILLEGALE.Perche' invece di questi illuminanti articoli sui diritti delle aziende ad avere il codice non scrive un bell'articolo su quali sono i diritti di chi e' OBBLIGATO A SOTTOSTARE A TALI CONTRATTI?Che paese, come diceva toto' "Garibaldi mio che hai combinato"
    • zen scrive:
      Re: ma cos'e' uno scherzo?
      sono a favore su tutta la linea.
    • Silvia scrive:
      Re: ma cos'e' uno scherzo?
      Perdonatemi, ma nonn avete capito un fico secco di questi contratti!Non sono contratti di lavoro atipico ma contratti atipici tra aziende... invece di spararare a zero, leggetevi bene l'articolo.e va bene prendersela con gli avvocati, ma se questa è la cultura degli ingegneri...un saluto
      • cinico scrive:
        Re: ma cos'e' uno scherzo?
        - Scritto da: Silvia
        Perdonatemi, ma nonn avete capito un fico secco
        di questi
        contratti!
        Non sono contratti di lavoro atipico ma contratti
        atipici tra aziende... invece di spararare a
        zero, leggetevi bene
        l'articolo.
        e va bene prendersela con gli avvocati, ma se
        questa è la cultura degli
        ingegneri...
        un salutose tu che non hai capitosecondo te poi il contratto atipico del contraente in che deretano va a finire secondo te?quell'azienda che fa il contratto atipico poi chi prendera' per il lavoro?Questa e' la cultura degli avvocati.
        • www.aleksfalcone.org scrive:
          Re: ma cos'e' uno scherzo?
          - Scritto da: cinico
          se tu che non hai capitoMi pare chiaro, invece. Si parla di forniture di servizi da azienda ad azienda.
          quell'azienda che fa il contratto atipico poi chi
          prendera' per il lavoro?E' un discorso diverso, che non c'entra con l'argomento in discussione. Rileggi: si parla di un particolare ACCORDO TRA AZIENDE che non è regolato in maniera specifica dal Codice Civile.
          la cultura degli avvocati.E' piuttosto evidente che tu non sei un avvocato, altrimenti avresti capito cosa c'è scritto nell'articolo.
      • piesio scrive:
        Re: ma cos'e' uno scherzo?
        gli ingegneri? gli avvocati? dimmi te se ti sembra giusto generalizzare in questo modo. l'impressione è che con questo tono esprimi una rabbia che forse ti porti dietro da prima di leggere questo articolo. amica/conoscente di chi scrive l'articolo?
        • cinico scrive:
          Re: ma cos'e' uno scherzo?
          - Scritto da: piesio
          gli ingegneri? gli avvocati? dimmi te se ti
          sembra giusto generalizzare in questo modo.
          l'impressione è che con questo tono esprimi una
          rabbia che forse ti porti dietro da prima di
          leggere questo articolo. amica/conoscente di chi
          scrive
          l'articolo?primo: non sono io che ho cominciato questa storia tra avvocati e ingegneri e mi pare che la tua amica sia stata a cominciaresecondo: io non ho nessun livore esprimo semplicemente una verita' che a quanto pare per chi non e' del settore sembra arrivare da marte.Ma cos'e' questa pubblica un ariticolo su punto informatico e per far vedere che qualcuno ha pubblicato qualcosa lo invia a parenti, amici cani gatti e canarini?
          • piesio scrive:
            Re: ma cos'e' uno scherzo?
            infatti la risposta non era x te :)
          • cinico scrive:
            Re: ma cos'e' uno scherzo?
            ah allora la miscusi
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: ma cos'e' uno scherzo?
            - Scritto da: cinico
            secondo: io non ho nessun livore esprimo
            semplicemente una verita' che a quanto pare per
            chi non e' del settore sembra arrivare da marte.Esprimi una critica fuori luogo per una questione che non c'entra nulla con l'articolo.
      • Vincenzo scrive:
        Re: ma cos'e' uno scherzo?
        Mi ripeto Silvia, ma bisogna parlare di queste questioni che inficiano il contratto. Se vuoi guardalo dal punto di vista contrattuale.L'assicurazione del lavoro fatto a regola d'arte viene spostata sulle aziende sub appaltatrici e quella appaltatrice fara' solo da intermediario.Accennarlo sarebbe stato un atto di correttezza intellettuale e professionale, considerando che si sta spiegando come fare un contratto d'appalto.Rimane una mia opinione personale.- Scritto da: Silvia
        Perdonatemi, ma nonn avete capito un fico secco
        di questi
        contratti!
        Non sono contratti di lavoro atipico ma contratti
        atipici tra aziende... invece di spararare a
        zero, leggetevi bene
        l'articolo.
        e va bene prendersela con gli avvocati, ma se
        questa è la cultura degli
        ingegneri...
        un saluto
        • ginopilotin o scrive:
          Re: ma cos'e' uno scherzo?
          - Scritto da: Vincenzo
          Mi ripeto Silvia,
          ma bisogna parlare di queste questioni che
          inficiano il contratto. Se vuoi guardalo dal
          punto di vista
          contrattuale.

          L'assicurazione del lavoro fatto a regola d'arte
          viene spostata sulle aziende sub appaltatrici e
          quella appaltatrice fara' solo da
          intermediario.

          Accennarlo sarebbe stato un atto di correttezza
          intellettuale e professionale, considerando che
          si sta spiegando come fare un contratto
          d'appalto.

          Rimane una mia opinione personale.
          - Scritto da: Silvia

          Perdonatemi, ma nonn avete capito un fico secco

          di questi

          contratti!

          Non sono contratti di lavoro atipico ma
          contratti

          atipici tra aziende... invece di spararare a

          zero, leggetevi bene

          l'articolo.

          e va bene prendersela con gli avvocati, ma se

          questa è la cultura degli

          ingegneri...

          un salutostraquoto!!!!!ma che vuoi fare ha avuto un suo momento di gloria pure lei...a chi importa se quello che ha scritto e' applicabile magari in un dottorato in diritto del lavoro.lei tanto non gli importava mica nulla di sottolineare il problemache sicuramente da come scrive nemmeno conosce.ciaogino ginooooooooooo pilotinooooooooooo
          • Paolo scrive:
            Re: ma cos'e' uno scherzo?
            Ma quante cretinate escono dalla bocca di un informatico???Andate a studiare e per fortuna che ci sono avvocati che studiano come la d.ssa Zingarelli (che è anche carina oltre che brava! :-))Le vostre questioni psichiatriche da informatici disadattati nelle loro aziende non c'entrano nulla con l'articolo della Zingarelli...LEGGETE CON ATTENZIONE signori, leggete e meditate e vi renderete conto che avete scritto un mucchio di fesserie che non hanno nulla a che vedere con l'utile articolo ospitato su PIE sfogate i vs. malesseri verso altre direzioni! :-)
          • Il campo nome e cognome contiene dei car scrive:
            Re: ma cos'e' uno scherzo?
            - Scritto da: Paolo
            Ma quante cretinate escono dalla bocca di un
            informatico???
            Andate a studiare e per fortuna che ci sono
            avvocati che studiano come la d.ssa Zingarelli
            (che è anche carina oltre che brava!
            :-))
            Le vostre questioni psichiatriche da informatici
            disadattati nelle loro aziende non c'entrano
            nulla con l'articolo della
            Zingarelli...
            LEGGETE CON ATTENZIONE signori, leggete e
            meditate e vi renderete conto che avete scritto
            un mucchio di fesserie che non hanno nulla a che
            vedere con l'utile articolo ospitato su
            PI
            E sfogate i vs. malesseri verso altre direzioni!
            :-)e carina e chissene f....la conosci e chissene f... ma vattene va!
          • Paolo scrive:
            Re: ma cos'e' uno scherzo?


            e carina e chissene f....
            la conosci e chissene f...
            ma vattene va!^^^Ignorantia legis non excusatcome avevano ragione i latiniprima di commentare a vanvera e giudicare gli avvocati, studiatevi almeno un minimo le questioni di cui si sta discutendo invece di ripetere qualunquate e fesserie che non hanno nulla a che vedere con l'articolo di riferimento.ma vattene tu (a dormire, considerato che non amo essere volgare)
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