Digital divide, una proposta per i piccoli comuni

Proposta di legge all'esame della camera per portare la Banda Larga lì dove nemmeno l'ADSL è stata mai
Proposta di legge all'esame della camera per portare la Banda Larga lì dove nemmeno l'ADSL è stata mai

È stato avviato in Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera l’esame del disegno di legge sui piccoli comuni italiani: un vasto pacchetto di norme sottoscritto da oltre 70 parlamentari di diversi gruppi che vanno dalla promozione della cablatura e della banda larga, all’incentivazione della residenza, passando per le garanzie di presenza di servizi indispensabili come sanità, trasporti, istruzione, servizi postali, risparmio, il recupero dei centri storici e la tutela del patrimonio ambientale.

La logica della normativa è quella di fare dei piccoli centri italiani, 5.700 paesi con una popolazione fino a 5mila abitanti, un vero e proprio network in grado di agire competitivamente – grazie alla propria identità, cultura e tradizione – sul mercato globale. Per farlo, tuttavia, fondamentale sarà l’apporto tecnologico ed in particolare quello della banda larga: Internet sembra essere il mezzo con cui frenare l’emorragia di residenti (i giovani sono incentivati ad andarsene, in quanto lontani da tutto) e promuovere sulla vetrina del mondo i propri prodotti, la propria storia ed i propri paesaggi.

Così, appaiono fondamentali all’interno del pacchetto normativo gli incentivi previsti per portare la connessione in banda larga ai piccoli comuni italiani, paesi dove al momento anche l’ADSL appare come un lusso, dal momento che l’infrastruttura nelle cosiddette aree a fallimento di mercato può costare anche 200 euro, rispetto ai 40 delle aree urbane ed agli 80 di quelle suburbane.

Ermete Realacci, Presidente della Commissione incaricata, ha espresso soddisfazione per il testo cui si è arrivati: “Se vogliamo che l’Italia rafforzi la sua presenza sui mercati globalizzati grazie alla qualità e all’identità di cui è portatrice dobbiamo scommettere sui nostri piccoli comuni, sulla forza dei nostri territori. Per rilanciare l’economia e battere la crisi l’Italia deve fare l’Italia e puntare, oltre che su innovazione, ricerca e conoscenza, sulle cose che la rendono unica: bellezza, qualità, paesaggio, storia, coesione sociale, legame con i territori”.

Claudio Tamburrino

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