Dipendenza social: Meta chiede di annullare il verdetto

Dipendenza social: Meta chiede di annullare il verdetto

Meta e YouTube hanno chiesto alla giudice di annullare il verdetto della giuria oppure di ordinare un nuovo processo dopo la sconfitta a Los Angeles.
Dipendenza social: Meta chiede di annullare il verdetto
Meta e YouTube hanno chiesto alla giudice di annullare il verdetto della giuria oppure di ordinare un nuovo processo dopo la sconfitta a Los Angeles.

A fine marzo, una giuria del tribunale di Los Angeles ha stabilito che Meta e YouTube sono stati negligenti, in quanto non hanno avvisato gli utenti sui rischi derivanti dall’uso prolungato dei loro servizi che, nel caso di Kaley G.M., ha causato un dipendenza. In attesa dell’appello, entrambe le aziende hanno chiesto alla giudice di annullare il verdetto o ordinare un nuovo processo.

Social media non responsabili dei contenuti pubblicati?

Kaley G.M. ha iniziato ad usare YouTube, Instagram, TikTok e Snapchat quando aveva 6, 9, 10 e 11 anni, rispettivamente. Nel corso del tempo ha manifestato depressione, ansia e dismorfofobia. Ha quindi denunciato le quattro aziende nel 2023 per aver creato interfacce e funzionalità che spingono gli utenti a rimanere sulle piattaforme, tra cui riproduzione automatica dei video e scrolling infinito.

Snap e TikTok hanno sottoscritto un accordo extragiudiziale, mentre Meta e YouTube sono andati a processo, al termine del quale sono state condannate per negligenza nella progettazione dei servizi. Le due aziende dovranno inoltre pagare 4,2 e 1,8 milioni di dollari rispettivamente, come risarcimento danni.

In attesa dell’appello, Meta e Google hanno chiesto alla giudice Carolyn Kuhl di annullare il verdetto della giuria o ordinare un nuovo processo. Entrambe le aziende affermano che sono “schermate” dalla Section 230 del Communications Decency ​Act, una legge federale del 1996 che protegge le piattaforme online dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti.

In base alle prove presentate al processo, i problemi di salute mentale di Kaley G.M. erano collegati ai contenuti che visualizzava, non alle funzionalità implementate, come la riproduzione automatica e lo scrolling infinito, alle quali non si applica la suddetta Section 230.

In pratica, l’esito della richiesta e dell’appello dipenderanno dall’interpretazione della legge. La sentenza definitiva diventerà un riferimento per altre simili denunce (sono migliaia) presentate da singoli utenti, distretti scolastici e Stati. Meta rischia anche di pagare fino a 3,7 miliardi di dollari dopo aver perso il processo di primo grado in New Mexico.

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
8 mag 2026
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