diVine, il ritorno di Vine: è disponibile l'app

diVine, il ritorno di Vine: è disponibile l'app

È disponibile per il download l'applicazione ufficiale di diVine, ma per ora serve l'invito: torna in vita l'idea originale di Vine.
diVine, il ritorno di Vine: è disponibile l'app
È disponibile per il download l'applicazione ufficiale di diVine, ma per ora serve l'invito: torna in vita l'idea originale di Vine.

Alla fine ce l’ha fatta: Jack Dorsey ha riportato in vita Vine, più o meno. Debutta oggi l’applicazione ufficiale della piattaforma diVine che sembra uscita direttamente dal 2013, un social network dichiaratamente AI Free e con un archivio da 500.000 video ereditato direttamente dall’originale. Ce n’era davvero bisogno? Forse no. Avrà successo? Difficilmente, ma mi auguro di sbagliare. Ci trascorreremmo volentieri una mezz’ora? Sì.

Torna l’archivio di Vine con l’app diVine

L’app è disponibile per il download nelle versioni per Android (Google Play) e iOS (App Store, ancora in rollout). C’è anche su Zapstore e in alternativa non manca l’interfaccia desktop. Al momento c’è l’accesso su invito, sarà aperto a tutti entro i prossimi mesi in modo graduale.

Chi gestisce il progetto lo definisce come un nuovo spazio dedicato alla creatività umana. Però, di nuovo non ha proprio nulla. Ed è forse questo il suo vero e unico punto di forza: loop video da 6 secondi ripetuti all’infinito, come quando l’intelligenza artificiale era qualcosa di cui leggere in un romanzo sci-fi e gli algoritmi non avevano ancora preso il sopravvento decidendo cosa mostrarci e cosa no.

Screenshot per l'app di diVine

A rendere particolare l’iniziativa è anche la sua natura decentralizzata. Non stupisce, considerando il coinvolgimento di Jack Dorsey che ormai da lungo tempo sostiene questo approccio alla gestone dei dati (sua anche l’idea di bitchat). Suo il finanziamento, erogato attraverso la realtà non profit AOS (and Other Stuff). Il creatore di Twitter non è però e nell’organigramma di diVine, che ha come fondatore e CEO l’attivista e podcaster Rabble.

Vedremo se l’effetto nostalgia sarà sufficiente per garantire la sostenibilità del progetto sul lungo termine, andando oltre l’interesse generato dall’annuncio del lancio. Va detto che non c’è un modello di business che punta alla monetizzazione: la piattaforma debutta con il solo obiettivo dichiarato di riportare in vita un archivio storico e per il bene pubblico.

Fonte: diVine
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Pubblicato il
29 apr 2026
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