Come giocare a DOOM su una reflex Canon del 2010

Come giocare a DOOM su una reflex Canon del 2010

C'è chi è riuscito a far girare DOOM sul display di una Canon EOS 550D del 2010, trasformando i pulsanti della reflex in un controller.
Come giocare a DOOM su una reflex Canon del 2010
C'è chi è riuscito a far girare DOOM sul display di una Canon EOS 550D del 2010, trasformando i pulsanti della reflex in un controller.

Dopo averlo visto in azione praticamente ovunque, persino nel piccolo riquadro di un CAPTCHA, ecco che DOOM è protagonista anche su una reflex. Un programmatore è riuscito a creare una versione ottimizzata del celebre sparatutto in prima persona, facendola poi girare sul display di una Canon EOS 550D, nota come EOS Rebel T2i negli Stati Uniti. Per muoversi e sparare si utilizzano i pulsanti della fotocamera lanciata sul mercato nel 2010, come se fossero quelli di un controller o di un joypad.

DOOM sulla reflex Canon EOS 550D ci mancava

Il progetto si chiama Freedoom e tutta la documentazione è disponibile su GitHub (link a fondo articolo). Fa leva sulle funzionalità sbloccate dal firmware personalizzato Magic Lantern, ben noto tra chi ha una macchina del brand e vuole trarne il meglio. Il comparto hardware sotto al cofano, se così lo si può definire, è formato da un display LCD con diagonale da 3 pollici solitamente usato per vedere gli scatti acquisiti, dal processore d’immagine DIGIC 4 e da un piccolo altoparlante. Questo è il risultato.

L’autore del progetto fa sapere che il gioco può girare solo su quello specifico modello di fotocamera ed esclusivamente se c’è installata la versione 1.0.9 del firmware. Non bisogna assolutamente provare a eseguirlo se la configurazione non è esattamente questa, si rischia il brick. A ogni modo, è sufficiente copiare i file del repository su una scheda SD, poi inserirla nello slot.

Sviluppato da id Software nell’ormai lontano 1993, DOOM continua ancora oggi a essere una palestra per i programmatori di tutto il mondo. La pratica dell’adattarlo a qualsiasi dispositivo in circolazione è diventata ormai quasi una sfida condivisa. Il risultato più clamoroso? Forse quello che è riuscito a portarlo su un test di gravidanza, in una versione monocromatica, comunque riconoscibile. Un vero e proprio esercizio di ottimizzazione. Vedere per credere.

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Pubblicato il
19 ago 2026
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