Due tool per la jihad elettronica

In rete sono comparsi di recente due tool di cracking che cyber terroristi potrebbero utilizzare per lanciate attacchi contro siti occidentali. Ma gli esperti ne minimizzano la pericolosità

Roma – Di recente sono giunti all’attenzione degli esperti di sicurezza alcuni tool per la cosiddetta “jihad elettronica”, l’estensione della guerra santa alla Rete. Due, in particolare, consentono di lanciare cyber-attacchi contro obiettivi occidentali.

Il primo tool, chiamato Electronic Program of Jihad , viene descritto da McAfee Avert Labs Blog come un programma capace di connettersi ad un sito web (ora inaccessibile) e coordinare in automatico attacchi a certi siti web.

Circa due settimane or sono il sito web israeliano Debkafile ha svelato l’esistenza dell’ Electronic Jihad Version 2.0 , una pacchetto di tool che, anche in questo caso, possono essere utilizzati per lanciare attacchi di denial of service contro determinati obiettivi.

Al contrario del precedente, però, Electronic Jihad Version 2.0 non offre alcun automatismo per coordinare gli attacchi: ciò ne limita enormemente l’efficacia.

Sebbene i due programmi funzionino, e possano essere utilizzati anche da utenti poco esperti, buona parte degli esperti di sicurezza sono concordi nel definirli di modesta efficacia. “Il livello di minaccia di questi strumenti è ancora molto lontano da quello di altri gruppi criminali”, ha commentato Francois Paget, ricercatore di McAfee .

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  • Franz scrive:
    A tutti gli increduli
    Prima di criticare cubasia, sappiate che lavoro come consulente in una societa' che spende milioni di euro per rattoppare gli errori commessi da altri, e sono state tutte decisioni sbagliate (e il bravo manager lo vedeva da subito che erano decisioni sbagliate)netscape insegna, un bravo manager it che conosca ANCHE le questioni tecniche, e' rarissimo, e per questo (giustamente) strapagato
  • Mimmus scrive:
    In Italia, è vero!
    Ahimè, l'IT in Italia versa proprio in queste condizioni.Il fatto è che la selezione naturale tende a creare neo-manager con le stesse qualità dei loro capi: vengono promossi solo squali, yes-man, ruffiani, raccomandati, etc.La stessa cosa, del resto, avviene nelle università.
  • Blade19 scrive:
    non è così
    se il "nostro" Giuseppe ha dei rancori, forse è meglio che li cancelli e cerchi di migliorare. Articolo assurdo
  • beppe scrive:
    Non sono d'accordo per niente
    ritengo i punti qua sotto un buon project:conosce la logica di tutti i progetti , delega molto , fa molte riunioni con i collaboratori più anziani e in gamba per definire ruoli ,ecc per ogni progetto.fa in modo che i suoi collaboratori siano protetti da bordate nemiche , aka altri reparti scassa palle che ritengono che devono avere tutto e subitotratta tutti i collaboratori alla pari , senza differenze , di ognuno conosce le potenzialità e i difetti e li fa funzionare esaltando le sue caratteristichee infine , a sempre qualcosa da fare per tutti ,in modo che nessuno sia in giro a chiederesi che ci fa al mondo (questo è un punto molto importante)poi quello che c'è scritto nell'articolo è tutta fuffa , sono solo discorsi da azienda da 1000 dipendenti , dove se copri una carica importare è perchè sei raccomandato da qualcuno (parlo dell'italia ovviamente)
  • Ferruccio Costella scrive:
    è tutto verissimo
    Lavoro in un CED di una grande azienda (+ di 1000 dipendenti) e vi assicuro che funziona tutto esattamente così!
  • dev/null scrive:
    è pur vero che...
    anche il developer scazza per una buona parte del suo tempo eh...Mi presento: ero un developer, passato a senior, passato a responsabile it, passato ad usare meglio il mio tempo tornando developer :)Developer si, pero' anche presidente della mia stessa piccola società di software. Siamo in due e si va avanti cosi'.Più pace e tranquillità, meno sprechi.Detto questo, avendo visto un po' tutte le facce della medaglia posso dire che gli errori si fanno a qualsiasi livello è solo un modo diverso di percepirli.Il developer vede quasi esclusivamente l'aspetto tecnologico e va bene così, non tollera tutto ciò che è in contraddizione con la sua visione tecnologica, il dev è fatto così, è un talebano dell'informatica (chiedete ad un manager e ve lo confermerà). Ha un suo ruolo, quello di "fare" le cose, è un po' l'operaio della situazione.Quando il dev si mette a giudicare le scelte del manager sta camminando su un terreno che non è il suo, lo stesso vale per il manager quando mette becco nel modo di sviluppare. Mi sembra chiaro.In sostanza l'articolo mi pare scritto da un dev (sbaglio?), cosa ci sarebbe scritto se l'avesse scritto un manager IT?Ad ogniuno il suo
    • Dante scrive:
      Re: è pur vero che...
      GRANDE...Finalmente uno che ragiona. E che non si lamenta.... e che non si piange addosso...Ma che, di fronte a situazioni che non amava, ha reagito.Ma sei parte di una merce così rara?
  • shark69 scrive:
    Ed è anche peggio... sob
    Egregio Sig. Cubasia ma ha mai lavorato nella mia azienda per caso? Ha fatto una descrizione perfetta dell'azienda dove opero e mentre leggevo non potevo non sorridere e allo stesso tempo incazzarmi per lo stato delle cose, ed il problema è che a rimetterci siamo sempre noi gli sgobbatori informatici di turno che devono sopperire alle "cappelle" dei nostri grandi responsabili.
  • mrlucky68 scrive:
    Giuseppe Cubasia for president
    LOLgrande!e te lo dice un ex it manager ;)
  • Er Bill scrive:
    Sudore freddo.
    Quanto detto qui per il Manager IT si può tranquillamente estendere al piccolo imprenditore IT della piccola dittarella sparagestionali/bodyrental.Personaggi che quando ti accompagnano da uno di quei pochi clienti che hanno, per definire specifiche di progetto et similia speri solo che se ne stiano zitti.Zitti, perchè generalmente a progetto in corso non hanno visione d'insieme o idea di cosa si stia facendo, e all' inizio del progetto non hanno idea del perchè si ritrovino in una stanza con uno che dice di essere un cliente.E tu sudi freddo... e speri che questo poveraccio che fatica a vedere la differenza tra un pc e una televisione tenga chiusa quella maledetta bocca e non trasformi in un inferno i tuoi prossimi 6-12 mesi di vita lavorativa per qualche feature impossibile da implementare...
  • guast scrive:
    Non prendetelo troppo sul serio
    nel 99 per cento dei casi é molto peggio
  • IT Manganerd scrive:
    ... innanzitutto dovrebbe avere studiato
    Il bravo manager IT innanzitutto dovrebbe avere un titolo di studio ma purtroppo tanti si buttano in questo mestiere solo per aver smanettato un po su un computer.... e i risultati si vedono.
  • quasi anonimo scrive:
    Tragicamente vero
    come da oggetto
  • andy61 scrive:
    Ecco perché il Manager IT è cosi ...
    Ottimo articolo.Faccio un salto di qualità per cercare di identificare le cause del perché il Manager IT sia così.La principale, almeno in Italia, è secondo me dovuta al fatto che nessuno è in grado (o peggio, scientemente non vuole!) fare pianificazione, almeno a medio termine.Chiunque acquisti qualcosa (inclusi gli sviluppi IT), si concentra soltanto sul costo di acquisto, senza considerare quanto le scelte fatte costeranno negli anni successivi (tanto sarà un problema d'altri).A peggiorare le cose i premi di produzione vengono calcolati e pagati al manager IT sul breve termine: se nell'anno riesco a risparmiare, ci guadagno.Poco conta se il risparmio introdotto comporterà costi e danni stratosferici per l'azienda che mi stipendia negli anni successivi.In pratica nessuno vuole assumersi la responsabilità dei costi derivati dalle scelte fatte (e questo vale in primis per i nostri politici).Qualsiasi cosa realizziamo oggi dovrà funzionare, nel bene e nel male, per parecchi anni prima di essere sostituito con qualcos'altro, e per farlo funzionare occorreranno assistenza, manutenzione correttiva ed evolutiva.E tutte queste voci sono costi ricorrenti da mettere in conto, su base mensile, per anni.Riepilogando, il bravo manager IT è quello che:* non prende decisioni da solo, per poter scaricare il barile un domani;* compera soluzioni già fatte e molto costose (meglio se facendo un gran frullato di tecnologie di marche altisonanti), in modo da poter scaricare il barile un domani, dicendo che aveva scelto il meglio;* sceglie sempre marche che dichiarano che il proprio TCO (Total Cost of Ownership) è minore degli altri: in questo modo ha messo le mani avanti per i costi futuri* cerca di spostare la maggior parte dei costi degli acquisti sul periodo di assistenza, dichiarando che la propria struttura sarà in grado di cavarsela internamente, e quindi risparmiando; in questo modo fa la bella figura di risparmiare sul prezzo d'acquisto;* conta sul fatto che, avendo dimostrato di essere bravo, verrà spostato ad altro (e migliore incarico) prima che qualcuno si accorga dei danni derivanti dalle scelte da lui fatte.In conclusione, a parer mio un elemento di svolta per il futuro della qualità dei Management IT potrebbe essere il ragionare per premi di produzione, si, ma calcolati su periodi pluriennali, e da erogarsi al termine del periodo di valutazione (3, 5 anni?).Se le scelte fatte portano un beneficio misurabile nel tempo, il manager ha lavorato bene, in caso contrario gli chiedo il rimborso dei danni che ha combinato.
    • daniele scrive:
      Re: Ecco perché il Manager IT è cosi ...
      hai ragione. mi sembra che bene o male tutti ci riconosciamo in questo modo di fare dei manager it. ma, non potendo fare noi qualcosa per cambiare i premi di produzione, cosa consigliate di fare per sopravvivere in questo modo senza rovinarsi il fegato?io ho passato gli ultimi 5 anni a combattare contro vignette 6 e poi 7... ora mi trovo a combattere contro sap... ma non esiste un posto dove si fanno le cose per bene? date un cenno... datemi una speranza al momento ne ho molto bisogno
  • olah scrive:
    Complimenti
    I miei complimenti all'autore per aver saputo descrivere con ironia uno spaccato piuttosto fedele della realtà in cui vivo.
  • www scrive:
    spero che arrivi il giorno in cui...
    ... tutto questo sarà "preistoria informatica"!
  • Mi viene da ridere scrive:
    La supercazzola regna in pratica
    Complimenti, davvero educativo come articolo. E in effetti rispecchia clamorosamente la realtà. Gente mostruosamente impreparata che spara puttanate allucinanti per ignoranza o per non contraddire l'ordine dei padroni che lo hanno messo li, rivomitanto poi tutti i problemi da risolvere addosso a quel manipolo di precari disgraziati che gli devono risolvere la rogna.Anche io lavoro a livello internazionale con Ministeri ed enti enormi sparsi per tutta europa, e le faccio notare che il responsabile ICT non deve essere un agente di vendita delle sue società amiche o un cartomante, deve essere uno che ha le palle di proporre SEMPRE la soluzione migliore, e di riportare le opinioni di chi chiede servizi verso la strada più corretta, non verso quella più conveniente. Stipendi alti impogono assunzioni di responsabilità, non deleghe di responsabilità ai subalterni.Lei è pagato fior di quattrini per trovare le soluzioni migliori, non per far contenti gli incompetenti. E' pagato perchè ha le capacità techiche di far capire a chi non ne sa nulla i vantaggi e gli svantaggi che tale soluzione comporta e se è il caso di portarlo sulla giusta strada.E' un po diverso, sa??
    • Mi viene da ridere scrive:
      Re: La supercazzola regna in pratica
      Dopodichè se il suo articolo era solamente ironico complimenti! Ma a me non ha fatto ridere, sinceramente ne ho viste troppe per riderci sopra :-P
  • Giuseppe Cubasia scrive:
    Commento dell'autore
    L'articolo è ovviamente ironico e non ha alcun intento didattico, come qualche commentatore ha arguito.Ripota , ahime, un ciclo classico che specie nelle grandi Corporate è la prassi.20.000 euro di consulenza in una grande Corporate da centinaia di milioni di euro sono meno di una goccia del mare, perciò non è raro vedere spendere tali cifre (anche molto molto di più) per tali cose.Inoltre, se consideriamo che ogni 2-3 anni cambiano tutti i vertici e nessuno di ricorda cosa si era fatto prima, le spese fatte non sono da addebbitarsi a nessuno, mentre i meriti e gli errori si, perciò è l'importante in tali realità non è la spesa, ma evitare l'errore e posizionarsi bene in vista del prossimo cambiamento al vertice.Ovviamente, come indicato nell'articolo, ci sono anche i BUONI MANAGER, quelli che lavorano qualitativamente in Team, ma ne parlerò prossimamente.Per finire due parole sul rapporto manager-bravo informatico.Per me dovrebbe essere un rapporto tipo quello di Star Treek (Capitano - Responsabili tecnici della nave).Un rapporto di fiducia e di rispetto tra persone.Avete mai visto prendere al capitano una decisione strategica senza interpellare i suoi ufficiali ?Avete visto che il comandante è il primo che difende i suoi uomini, l'incentiva, li promuove, li premia , pensando prima a loro che a se stesso ?! ((fico eh)Un ultima cosa...E' vero che il comandante è il comandante...Ma i suoi ufficiali sono detti Tenente-Comandante a significare che sono pagati/rispettati/incentivati come il Comandante, ma hanno un ruolo diverso, e questo nell'IT non è (quasi mai, lasciamo un dubbio) vero.
    • fox82i scrive:
      Re: Commento dell'autore
      off topicSei un fan di Star Trek?
    • quasi anonimo scrive:
      Re: Commento dell'autore
      Purtroppo appena ho cominciato a lavorare nel settore IT come bravo informatico, che però non ne sapeva nulla di management, ho INGENUAMENTE sollevato le "brave" obiezioni riferite nell'articolo, un po' come far notare che "il Re è nudo" ad una riunone "politica": mi hanno stritolato e a distanza di anni ancora ne pago le conseguenze.L'articolo non è poi così ironico...[quote on]"A questo punto c'è sempre qualche bravo informatico che alla presentazione del prodotto scelto storce il naso e sempre con le stesse motivazioni.- Usiamo solo il 5% delle funzionalità (in pratica buttiamo il 95% dei soldi).- Dobbiamo personalizzare il 30% di tutto.- Il prodotto non "parla" con i nostri sistemi.- Non abbiamo la padronanza del prodotto, in pratica compreremmo una black box.Ma il bravo Manager sa subito come stroncare sul nascere queste deboli obiezioni fomentate dal solito pericoloso innovatore, che in genere è subito marcato stretto dal vice bravo manager, detto in gergo aziendale Yes-Man.E qui mi viene in mente Robocop I, ricordate la scena nel bagno: tutti erano d'accordo sul mio progetto, l'avevamo già comprato, vi era un guadagno netto per tutti, a chi cavolo frega se funziona oppure no?!"[quote off]
    • zerouno scrive:
      Re: Commento dell'autore
      Quello che hai descritto si avvera pari pari davanti ai miei occhi tutti i giorni. ...Un rapporto di fiducia e di rispetto tra persone.Avete mai visto prendere al capitano una decisione strategica senza interpellare i suoi ufficiali ?Avete visto che il comandante è il primo che difende i suoi uomini, l'incentiva, li promuove, li premia , pensando prima a loro che a se stesso ?! ((fico eh)... Già, che bello sarebbe...
  • fox82i scrive:
    Il bello è...
    Il bello è che di solito chi fa consulenza era un tecnico smanettone sotto pagato ...Il bello è che i dirigenti si affidano a queste persone che in realtà sono le stesse che hanno in azienda..E' un bel contro senso!!!Mi viene da ridere :-D :-D :-D
    • Anonimo Torinese scrive:
      Re: Il bello è...
      - Scritto da: fox82i
      Il bello è che di solito chi fa consulenza era un
      tecnico smanettone sotto pagato
      ...Ma abbastanza sveglio da capire che continuare a fare il sottopagato non è tanto conveniente... e qundi che si è dato da fare per uscire dal tunnel. Poi naturalmente non tutti hanno la "fortuna" di riuscire a uscirne, naturalmente

      Il bello è che i dirigenti si affidano a queste
      persone che in realtà sono le stesse che hanno in
      azienda..Salvo la piccola differenza di cui sopra...

      E' un bel contro senso!!!

      Mi viene da ridere :-D :-D :-D
  • fox82i scrive:
    Bravo bravo .... Che belle parole!
    E già hai colto nel segno... Il bravo manager IT è quello che si nutre del lavoro altrui, poi lo complica a suo piacere e poi riversa le cause ai suoi subalterni.Dal suo articolo evinco che lei non comunica con il team.. Anzi prende solo informazioni e non si preoccupa nemmeno di cosa c'è realmente nel mercato, perchè si fida di più di gente che viene pagata a fior di soldini...Questo perchè non si preoccupa minimante di fare una ricerca prima di affrontare le soluzioni di mercato. Confrontarsi con il team vedere le problematiche reali e generiche e cercare una soluzione comune.Credo che una strategia del genere porti solo dei vantaggi economici, mi spiego: se per una consulenza esterna spendo 10.000 euro quando invece una riunione con il team di 4 ore andrò a spendere solo il costo orario del lavoratore.. beh potrò destinare tutti quei soldini per ampliare il progetto o tenerli come fondo per eventuali problematiche future.Sbaglio a ragionare?Gente come lei fa spendere all'azienda soldi che invece posso essere reindirizzati per altri usi.Forse lei è quel tipico personaggio che sa qualche cosa di informatica (quindi si crede un super esperto) pensa che quello che fa è giusto fregandosene che ci sono tanti modi per risolvere un problema.Noi tecnici chiamiamo queste persone $utonto_pseudo_evolutoI tempi sono cambiati esiste internet che è pieno zeppo di soluzioni già fatte.Le ha una mentalità da vecchio. Non si è evoluto!! Non mi venga a dire che il capo supremo va bene che ci siano risultati a qualsiasi costo, non ci crederò mai. Io sono più propenso a pensare: risultati a minor costo ed in tempi accettabili.Ho sbagliato qualche cosa?
    • Anonimo Torinese scrive:
      Re: Bravo bravo .... Che belle parole!
      - Scritto da: fox82i
      Credo che una strategia del genere porti solo dei
      vantaggi economici, mi spiego: se per una
      consulenza esterna spendo 10.000 euro quando
      invece una riunione con il team di 4 ore andrò a
      spendere solo il costo orario del lavoratore..
      beh potrò destinare tutti quei soldini per
      ampliare il progetto o tenerli come fondo per
      eventuali problematiche
      future.

      Sbaglio a ragionare?No, manchi solo d'esperienza. Semplicemente non sei mai stato in un comitato investimenti, con davanti l'AD e il CFO (che non distinguono Notepad da SAP) a chiedere soldi per qualcosa che non capiscono, in cui l'unico asset che puoi spendere è la loro fiducia nei tuoi confronti (se c'è) perchè tutto il resto (valutazioni di risultati che si otterranno (notare il futuro), analisi di costi/benefici, ROI, ecc.) sono solo parole che devono essere provate. Solo la spesa è certa. Ma saremo in grado? Ci sono le risorse umane giuste? Avranno tempo a sufficienza? Non si ripercuterà sul progetto XX? (C'è sempre un progetto più importante). Davvero non si può comprare qualcosa sul mercato e scaricare i rischi sul fornitore? Ti stupisci che un (costoso) parere esterno sia la panacea che cura tutti i dubbi?
      Noi tecnici chiamiamo queste persone
      $utonto_pseudo_evolutoNoi manager chiamiamo ch fa questo genere di osservazioni "risorsa umana" ;-)
      risultati a minor costo ed in tempi
      accettabili.

      Ho sbagliato qualche cosa?Ti auguro una lunga e prosperosa carriera. Ne riparliamo tra qualche anno, quando avrai avuto successo e quindi concorderai (purtroppo) su questo articolo...
  • Dante scrive:
    non sono d'accordo
    Luoghi comuni... solo luoghi comuni di chi non riesce ad ammettere che chi è sopra di lui ne sappia di più. Ricordatevi che un bravo manager ha un insieme di doti che non si limitano ad una conoscenza tecnica fine a se stessa. Se fosse così, sappiamo tutti che un diplomato di un istituto tecnico spesso ne sa di più di un ingegnere (supponiamo che abbiano tutti e due 35 anni, quantomento il diplomato può vantare tanti anni di esperienza in più).E' per questo che esistono i consulenti e i collaboratori. Ma poi, quando si tratta di coordinare 50-100 persone, quando si tratta di redigere una relazione o un documento programmatico, bisogna avere doti e cultura che non si inventano.Quindi, piantamola per favore con questi discorsi. Chi è diventato manager è perché ha competenze e una marcia in più degli altri.E, seguendo il tuo discorso (mi permetto di darti del tu), proverei a mettere per 1 anno il "bravo samaritano" a capo del settore IT di una grande azienda... mi vengono i brividi solo a pensare all'idea.
    • pippo scrive:
      Re: non sono d'accordo

      Quindi, piantamola per favore con questi
      discorsi. Chi è diventato manager è perché ha
      competenze e una marcia in più degli
      altri.Sa già a chi farlo fare, e come prendersene il merito se va bene, o lasciare la patata bollente in mano ad altr se va male :)
      E, seguendo il tuo discorso (mi permetto di darti
      del tu), proverei a mettere per 1 anno il "bravo
      samaritano" a capo del settore IT di una grande
      azienda... mi vengono i brividi solo a pensare
      all'idea.Già tutti quei soldi risparmiati in riunioni inutili, consulenti non necessari, manager licenziati... brrrr :D
    • massimilian o sciabica scrive:
      Re: non sono d'accordo
      Nessuno dice che il "bravo e volenteroso tecnico/programmatore informatico" sarebbe migliore del manager, nei suoi panni. Si sta dicendo che spesso le spese approvate dai manager sono fuori luogo, e che il know how presente in azienda non viene tenuto in debito conto. Ergo, management non ottimale.
    • bi biiii scrive:
      Re: non sono d'accordo

      conoscenza tecnica fine a se stessa. Se fosse
      così, sappiamo tutti che un diplomato di un
      istituto tecnico spesso ne sa di più di un
      ingegnere (supponiamo che abbiano tutti e due 35
      anni, quantomento il diplomato può vantare tanti
      anni di esperienza in
      più).Su questo ci sarebbe da discutere ma mi astengograzie al fatto che hai usato la parola "spesso"e "ne sa di piu'" e' sufficientemente generico.
      Quindi, piantamola per favore con questi
      discorsi. Chi è diventato manager è perché ha
      competenze e una marcia in più degli
      altri.Questa frase invece e' una grandissima cavolata,scusa se sono puntiglioso ma il tono assolutoche usi non credo sia corretto.Io sono relativamente fortunato riguardo i "capi",almeno quanto a competenza tecnica; mi riesce tuttaviadifficile pensare che i manager siano poi tutticosi' meritori.Fatto salvo il talento innato, i diversi mestieris'imparano e spesso il vantaggio parte propriodal fatto che a fare il mestiere del manager, *spesso*viene insegnato a persone nella posizione diricevere questo trattamento di favore.A me non sembra proprio che le varie posizioni nelleaziende siano determinate poi cosi' tanto dalle dotie dalle inclinazioni personali, a me sembrano unmisto di questo ma anche molto dalle posizioni dove fa comodo che le persone restino, dalle simpatie,dalle conoscenze e raccomandazioni, dall'anzianita' e dalcaso.
      • Dante scrive:
        Re: non sono d'accordo
        Non posso darti torto in tutto...La cosa che a me dà fastidio è l'atteggiamento di chi si lamenta continuamente. E devo dire che vedo in molti commenti questo tipo di atteggiamento.E' una classica lamentela: "C'è lui perché è raccomandato. Se ci fossi io andrebbe tutto meglio".Rivolgersi a consulenti esterni spesso è un modo per cercare di intraprendere la soluzioni migliore e raggiungere gli obiettivi nel modo più efficiente.Mi dispiace, ma sono stanco di leggere tra queste righe di persone che non fanno altro che lamentarsi. Rimboccatevi le maniche e fate qualcosa per migliorarvi.L'ultima è di oggi: "i manager non sanno amministrare".Ma chi lo dice? Quali sono le competenze di chi sostiene tale tesi? E' vero, per fare carriera bisogna anche sapersi vendere... e vogliamo farne una colpa? Bill Gates è diventato Bill Gates senza scrivere una sola riga di codice... (o quasi...!) Vabbé... un esempio estremo ma secondo me calzante.Spero di essere stato chiaro.
        • pippo scrive:
          Re: non sono d'accordo

          Bill Gates è diventato Bill Gates
          senza scrivere una sola riga di codice... (o
          quasi...!) Vabbé... un esempio estremo ma secondo
          me
          calzante.
          Spero di essere stato chiaro.Si, molto chiaro, sulla tua preparazione informatica :Dstai "studiando" da manager? :D
        • bi biiii scrive:
          Re: non sono d'accordo

          Spero di essere stato chiaro.Si, sei stato chiaro, sono d'accordo sul fatto chela lamentela non serve a molto se non e' anchepropositiva. Io mi rendo conto che probabilmentenon sarei in grado di svolgere il mestiere del miodirigente di riferimento ma mi rendo anche contoche sono tenuto del tutto allo scuro di quelloche fa e non posso certo imparare un gran che'sull'argomento.In altre parole non ho proprio la *possibilita'* dimisurare le mie capacita' e attitudini in quell'ambito.Sono abbastanza giovane: 32 anni, tuttavia quello chesto imparando al massimo e' fare meglio quello cheho iniziato a fare da neoassunto, punto e basta.Secondo te sono uno sfortunato caso raro?Poi, in un remoto futuro, qualcuno dovra' prendereil posto degli attuali dirigenti e allora chi sara'?Come potra' essere il miglior talento in azienda?Questa opportunita' a chi verra' data?Mi sento come su una nave, e sono tra coloro che remanonelle galee. Nessuno mi ha mai mostrato una cartanautica.
          • lassaperde scrive:
            Re: non sono d'accordo
            Quindi il tuo capo applica la regola che dice:"I dipendenti sono come i funghi: vanno sempre tenuti all'oscuro, e ogni tanto una palata di merda...."Sebbene sia brutto, c'e' una triste parte di verita' in questo.Non disperare pero': i capi passano, e prima o poi arriva anche quello che sapra' apprezzarti (se vali).
          • bi biiii scrive:
            Re: non sono d'accordo

            Non disperare pero': i capi passano, e prima o
            poi arriva anche quello che sapra' apprezzarti
            (se vali).Grazie per l'incoraggiamento.Di certo non dispero pero' non sto certo imparandoa fare il manager.L'autovalutazione la posso fare solo nei panni che sto indossando.Ti posso dire che qui la tecnica con i dipendenti e' questa:Paura per incentivare al lavoro, svalutazione di se'per inibire le persone ad avanzare pretese,disinformazione su tutto cio' che non riguardastrettamente il lavoro da svolgere e tante altrepiccole porcherie.Naturalmente, a parole, l'azienda ha tutta un'altrapolitica ma nei fatti e' cosi'.Qui la gente piu' che lavorare in gruppo si sbatte apararsi il sedere.Una cosa e' certa, sono sottopagato.
          • Dante scrive:
            Re: non sono d'accordo


            Una cosa e' certa, sono sottopagato.Ne sei sicuro?Da cosa valuti il fatto che sei sottopagato? In quanti potrebbero fare quello che fai tu? Sei così tanto indispensabile per l'azienda per cui lavori da ritenerti sottopagato?Non mi fraintendere, potrebbe anche essere... non voglio essere critico.Solamente, quando io mi chiedo se sono o meno sottopagato, mi pongo sempre questa serie di domande:1) se e quanto sono indispensabile o solamente utile2) quante persone ci sono che potrebbero imparare il mio lavoro in poco tempo3) quale sarebbe la perdita economica per l'azienda se mi licenziassi4) dovrei guadagnare di più? Se ne sono sicuro, in teoria mi dovrebbe bastare spedire qualche curriculum e un'azienda che mi riconosce quanto valgo prima o poi la troverò... Anche perché ti assicuro che un'azienda ha tutto l'interesse a far sì che una risorsa valida lavori nel suo organico. E quindi la paga quanto vale.Io la penso così.
          • bi biiii scrive:
            Re: non sono d'accordo
            - Scritto da: Dante



            Una cosa e' certa, sono sottopagato.

            Ne sei sicuro?Si, ne sono sicuro perche' tutti quelli che guadagnanoil minimo sindacale (e va gia' bene che io sonoa tempo indeterminato) secondo me sono sottopagati.Con 1000 euro al mese qui si tira la cinghia a meno chetu non abbia almeno almeno la casa di proprieta'.Questo senza bisogno di tirare fuori i titoli accademicie le capacita' professionali.Per inciso, ho studiato quasi 10 anni tra laurea conil massimo dei voti e dottorato ma forse hai ragione tu,al mio posto forse ci potrebbe stare chiunque.Pero' quando si trattava di assumere si sono scelti meche ero al primo impiego e senza potere contrattualeperche' minacciato dalla precarieta' dilagante.Credo che avro' dei "riconoscimenti professionali"solo quando saro' in una posizione "ricattatoria"e non semplicemente meritoria.Bada che le due cose non si escludono, anzi, senza"fortunose circostanze", uno dei pochi modi perraggiungere la prima e' attraverso la seconda(e di solito con molto sacrificio) ma e' con la primache ottieni qualcosa, almeno secondo l'opinione chemi sono fatto io.Ciao
          • Dante scrive:
            Re: non sono d'accordo

            Si, ne sono sicuro perche' tutti quelli che
            guadagnano
            il minimo sindacale (e va gia' bene che io sono
            a tempo indeterminato) secondo me sono
            sottopagati.
            Con 1000 euro al mese qui si tira la cinghia a
            meno
            che
            tu non abbia almeno almeno la casa di proprieta'.Su questo non posso che essere PIENAMENTE d'accordo. Sul resto... purtroppo, posso dirti che se questi sono gli stipendi, questo è il mercato. Ma, ripeto, è un argomento che già molte volte è stato affrontato da PI, proprio perché non possiamo ammettere di guadagnare così poco.
    • xtreme scrive:
      Re: non sono d'accordo

      Ricordatevi che un bravo manager
      ha un insieme di doti che non si limitano ad una
      conoscenza tecnica fine a se stessa.
      Ma poi, quando si tratta di
      coordinare 50-100 persone, quando si tratta di
      redigere una relazione o un documento
      programmatico, bisogna avere doti e cultura che
      non si inventano.Eh sì... quale immane difficoltà si presenta nel- coordinare 50-100 persone - ossia: sapere cosa c'è da fare, riferirlo a chi di dovere e controllare che sia fatto nei tempi previsti.- redigere una relazione o un documento programmatico - ossia: fare un temino spiegando cosa si vuol fare, perchè ed i costi da sostenere (applicando ben 4 delle operazioni aritmetiche)Non è certo come bere un bicchier d'acqua eh!
      Quindi, piantamola per favore con questi
      discorsi. Chi è diventato manager è perché ha
      competenze e una marcia in più degli
      altri.Su questo ti do pienamente ragione; chi è diventato manager ha una marcia in più: la cara e vecchia raccomandazione.
      proverei a mettere per 1 anno il "bravo
      samaritano" a capo del settore IT di una grande
      azienda... mi vengono i brividi solo a pensare
      all'idea.Oddio no! Nessuno osi mai mettere una persona che sappia fare un lavoro al posto che gli compete! Vorrebbe dire sovvertire il sistema! Vorrebbe dire lavorare decentemente e senza problemi! E poi tutti i conslutanti esterni che fine faranno poverini? Non potranno più creare dei buchi neri nel bilancio aziendale! Non avranno più nessuno da truffare!Ma ti rendi conto d'essere patetico?Mio padre mi ha sempre detto "se vuoi dirigere delle persone DEVI saper fare il loro lavoro, in modo da poter capire cosa gli serve e quando gli serve, quand'è che lavorano bene e quanto tempo ci vuole, altrimenti la prenderai sempre in c**o"Si può sapere perchè questa regola vale in qualunque realtà produttiva se non che in ambito informatico?
      • Dante scrive:
        Re: non sono d'accordo


        Ma ti rendi conto d'essere patetico?
        Eh sì... hai ragione. Sono proprio patetico a dire che riesci a fare carriera solo studiando e tirando fuori le palle... e invece è giusto lamentarsi e piangere dicendo che il proprio capo non ne sa nulla e che è lì solo per raccomandazioni. Hai ragione. Sei un grande. Sei proprio il classico italianetto che non aspetta altro che avere una raccomandazione. La stessa raccomandazione che ti manda in bestia quando destinata ad altri. Complimenti.
    • spannocchia tore scrive:
      Re: non sono d'accordo
      ehm..google...
    • supertoms scrive:
      Re: non sono d'accordo
      Scusa ma che mestiere fai, per curiosità, per essere così sicuro sui manager?Una cosa te la concedo: i tecnici valutano solo gli aspetti tecnici, anche delle persone. Come dici tu, l'essere al di sopra del puro aspetto tecnico richiede qualità diverse.Il Manager ideale ha tutte le doti di cultura generale e tecnica, psicologia, gestione ed organizzazione, comunicazione e carisma ben bilanciate. Il Manager insomma ha più doti di una persona dello staff ed in misura maggiore.Nella realtà ovviamente la carenza di una qualità sarà bilanciata da un'altra.Io ho scoperto che il sapersi vendere è una qualità, che io non ho.Sto cercando di impararla. C'è chi ce l'ha innata e chi deve imparare da solo.Se un giorno sarò manager spero di riuscire a mantenere i valori di squadra e di dialogo che mi stanno tanto cari.
  • Giovy scrive:
    Esattamente
    Anche io mi sono ritrovato con questi cosidetti manager e col tuo racconto in tutto e per tutto.Malattia italiana o coincidenza?
  • Garlini Valter scrive:
    The Best For the Beasts
    ...e pultroppo questo non accade solo in ambito informatico !
  • zio bull scrive:
    Questi manager sono solo parassiti
    E' una cosa vergognosa quella descritta nell'articolo, ma tragicamente vera.Sacchi di danari gettati per inutili, o peggio, controproducenti consulenze su carta patinata, per realizzare progetti al cui confronto i castelli in aria sono costruzioni concrete e stabili, e poi, quando non funziona niente, o non serve a niente o "era meglio prima", e' il povero tecnico programmatore, competente, volonteroso e sottopagato, a rimettere a posto le cose regalando proprie notti di sonno all'azienda.Se qualche dirigente fosse in ascolto tenga presenti queste parole: "La soluzione ce l'hai gia' in casa e a costo irrisorio!"
  • MeX scrive:
    Giuseppe Cubasia va....
    .... a lavorare!Il manager IT deve saperne di IT! Sarà il PR a vendere la soluzione al cliente... ma per favore...Un manager IT deve prendere le decisione giuste da un punto di vista TECNICO perchè io posso anche sviluppare un'applicazione web in una settimana... se poi però dopo un mese perde metà dei dati, sbaglie le fatturazioni... ... nessuno deve lamentarsi :)
  • Dacho scrive:
    Grazie..
    Dopo l'incazzatura considerando l'articolo sulla crescita dell'ICT questo mi farà andare (finalmente) a dormire col sorriso sulla faccia.Delicata ironia (tanto che qualcuno non l'ha percepita) e grandi citazioni..A proposito.. Chi sa se è uscito (o sta uscendo) un altro libro di Adams (Scott)? Sono "a secco" da qualche anno..
    • bi biiii scrive:
      Re: Grazie..

      A proposito.. Chi sa se è uscito (o sta uscendo)
      un altro libro di Adams (Scott)? Sono "a secco"
      da qualche anno..Spenderesti due parole su questo autore ed i libriche ti sono piaciuti?Sono a corto di idee per il prossimo libro che leggero'..
      • Dacho scrive:
        Re: Grazie..
        http://it.wikipedia.org/wiki/Scott_Adams#PubblicazioniIo ti consiglio "Il principio di Dilbert" (che si rifà alla nota legge secondo cui "ognuno, on un'organizzazione, raggiunge il suo livello di incompetenza" e lo applica al management), seguito da "Il manuale di management di Dogbert", che spiega come essere bravi manager..
        Spenderesti due parole su questo autore ed i libri
        che ti sono piaciuti?
        Sono a corto di idee per il prossimo libro che
        leggero'..
      • pippo lacoca scrive:
        Re: Grazie..
        Guarda, il consiglio te lo do io: vai in libreria, chiedi della "guida galattica per gli autostoppisti", indi comincia a leggerlo in un posto isolato altrimenti la gente si chiedera' come mai non la smetti di ridere come un pazzo isterico :)
  • Comet scrive:
    Il bravo manager IT, my 2 cents
    - Deve saper gestire in maniera ottimale le persone che lavorano ad un progetto, saperle motivare, parlare con i clienti e capire le loro reali necessità (ricordate il detto: il cliente non sa quello che vuole?)- Deve avere almeno una VAGA conoscenza delle tecnologie che usano nell'azienda.Se rispetta entrambe queste regole è sicuramente un ottimo elemento, e può essere un'ottima guida nel nostro lavoro.Se ne rispetta almeno una è decente.Se non rispetta nessuna delle due, ruba lo stipendio ed è solo di impiccio.
  • ... scrive:
    Dunque parafrasando...
    "Per il vecchio e sempre valido detto che dice che i pareri gratuiti non valgono nulla, mentre se spendi 20.000 euro per farti dire da altri quello che sai già, le tue parole acquistano tutto un altro peso e significato."Se linux non riesce a guadagnare terreno è perchè il parere gratuito di un blogger non conta niente nei posti dove servirebbe. Insomma non ha pedigree
  • ... scrive:
    Magnifico !
    Una perla, forse migliore di quella precedente ;D
  • Palmiro Guagliella scrive:
    attenzione, ironia!
    ATTENZIONE, ARTICOLO CONTENTENTE IRONIA, ATTENZIONE, non correte a denunciare PI alla federmanager!
    • Pasquale Catacchio scrive:
      Re: attenzione, ironia!
      Io ne conosco uno di questi grandi IT manager, per ò a volte perdono di vista le cose "essenziali", es. fornire ai colleghi del proprio team materiale adatto per svolgere al meglio il proprio lavoro (anche un banale cambio di monitor passando da un crt ad un lcd può a volte migliorare la produttività)
      • Sysadmin scrive:
        Re: attenzione, ironia!
        Concordo, basterebbero piccole cose per aumentare l'armonia del proprio gruppo. Mi accontento di avere un'interfaccia USB supplementare sul mio computer preistorico senza "sclerare" ogni volta per fare attacca e stacca. Però tutto sommato non mi posso lamentare, il nostro IT Manager è una persona abbasanza completa sotto tutti i punti di vista, casomai sono i suoi colleghi che avrebbero bisogno di qualche "ripetizione".
    • Teste quadre scrive:
      Re: attenzione, ironia!
      - Scritto da: Palmiro Guagliella
      ATTENZIONE, ARTICOLO CONTENTENTE IRONIA,
      ATTENZIONE, non correte a denunciare PI alla
      federmanager!Molti utenti di PI sono Ingegneri, noti anche dagli amici con il simpatico appellativo di "teste quadre", perché hanno la straordinaria capacità di non saper cogliere l'humor in un discorso.[img]http://www.colinthomas.com/assets/peopleimages/mr-square-head-500.jpg[/img]
  • Pasquale Giampa scrive:
    Bravi Manager
    Il caro Cubasia aveva un alto dirigente che ha spiegato al mondo chiaramente come si diventa alti dirigenti. Sono oro colato quelle parole. meditate gente meditate!
  • Mr.Bil scrive:
    Belle Parole...ma questa è solo teoria
    Almeno per l'Italia a gambe all'aria, quello che hai descritto come "Bravo Manager" è una figura astratta....qui da noi parlando sia di enti statali, parastatali e privati, il "Bravo Manager IT", è colui che prende 5000 euro al mese, per leggere su PC Professionale le soluzioni da adottare per le strategie d'azienda...e far diventar matto/matti i poveri sistemisti di turno, ad implementare tali soluzioni al limite dell'impossibile per la modica cifra di 900 euro al mese!!!Ecco spero di essermi spiegato...avrei una gran voglia di fare dei nomi e gli enti presso cui lavorano (ne conosco diversi)...ma ahime se poi leggono PI :):) sono rovinato :):)
    • Palmiro Guagliella scrive:
      Re: Belle Parole...ma questa è solo teoria
      - Scritto da: Mr.Bil
      Almeno per l'Italia a gambe all'aria, quello che
      hai descritto come "Bravo Manager" è una figura
      astratta....io credo che tu non abbia colto l'ironia (totale) della cosa... ovvero che forse Cubasia non considera "bravo" (dentro di sé) questo tipo di figura professionale... ma che - appunto, ironia della sorte - questo tipo di IT manager esiste davvero!quantomeno in aziende grandìne
      qui da noi parlando sia di enti
      statali, parastatali e privati, il "Bravo Manager
      IT", è colui che prende 5000 euro al mese, per
      leggere su PC Professionale le soluzioni da
      adottare per le strategie d'azienda...e far
      diventar matto/matti i poveri sistemisti guarda un po', ho sempre pensato che il sistemista CORRISPONDESSE all'IT manager :)e invece Cubasia ci mostra con ironia che il VERO manager non deve assolutamente fare nulla, altrimenti non è manager: lo deve far fare agli altri :)
      di
      turno, ad implementare tali soluzioni al limite
      dell'impossibile per la modica cifra di 900 euro
      al
      mese!!!chi 900?il manager?
      Ecco spero di essermi spiegato...avrei una gran
      voglia di fare dei nomi e gli enti presso cui
      lavorano (ne conosco diversi)...ma ahime se poi
      leggono PI :):) sono rovinato
      :):)heheh :)
      • ... scrive:
        Re: Belle Parole...ma questa è solo teoria
        Una volta si diceva:Chi sa, faChi non sa, comanda
        • hola scrive:
          Re: Belle Parole...ma questa è solo teoria
          Non era chi sa fa,chi non sa insegna?
          • elcabesa scrive:
            Re: Belle Parole...ma questa è solo teoria
            io ero rimasto a questo:chi sa fare fa,chi non sa fare insegna,chi non sa insegnare dirige,chi non sa dirigere, va al controllo di qualità
          • ... scrive:
            Re: Belle Parole...ma questa è solo teoria
            L'evoluzione della specie
      • xtreme scrive:
        Re: Belle Parole...ma questa è solo teoria

        guarda un po', ho sempre pensato che il
        sistemista CORRISPONDESSE all'IT manager
        :)Sì, e le "infrastrutture informatiche" chi è che le progetta e mette in opera? Il ragazzo del bar a fianco?
        chi 900?
        il manager?No, il sistemista.Alla facciaccia delle statistiche del SAGE (http://www.sage.org/) nella "categoria junior" 900 /mese sono ormai il massimo che ci si può aspettare in itaGlia (tant'è che mi son rotto le OO di essere sottopagato per arricchire 4 rimbambiti nullafacenti e mi son messo in proprio facendo concorrenza diretta).
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