Electronic Arts dice stop ai pass online

Il publisher statunitense annuncia l'abbandono del controverso programma di monetizzazione dei giochi usati. Ai clienti non è piaciuto, ha spiegato EA, penseremo ad altro

Roma – Avrebbe dovuto rappresentare un nuovo veicolo di guadagno sulla compravendita di videogiochi usati, e invece il controverso “Progetto Dieci Dollari” di Electronic Arts è stato un flop. Ora il publisher annuncia l’abbandono dell’iniziativa ma promette (o minaccia, a seconda dei punti di vista): troveremo altri modi per monetizzare dopo il primo acquisto.

Sotto l’ombrello del Progetto – anche noto agli utenti come pass online – EA era solita offrire contenuti e modalità di gioco aggiuntive al gioco base, soprattutto sul versante multiplayer, cosicché gli acquirenti di titoli usati con il pass online già consumato avrebbero dovuto sborsare altro denaro per accedere a tali modalità.

Sulla carta era un successo, in pratica è stato un boomerang per l’azienda che è da due anni in coda alle classifiche di gradimento secondo Consumerist : i giocatori hanno rigettato l’idea e l’iniziativa dei pass online, avviata nel 2010, ha generato guadagni insufficienti .

A confermare la decisione di cassare i pass è John Reseburg, direttore delle comunicazioni corporate di EA: i giocatori “non hanno risposto” al format, spiega Reseburg, e quindi nessuno dei futuri titoli includerà gli appositi coupon usa-e-getta per accedere alle funzionalità aggiuntive.

EA ha ascoltato i feedback del suo pubblico, spiega Reseburg, e ha deciso di cambiare registro. Non che la cosa rappresenti la fine del tentativo di monetizzare ogni singolo bit dei futuri videogiochi, beninteso: l’obiettivo resta quello di “creare contenuti e servizi che migliorano l’esperienza di gioco” dopo il primo acquisto.

Alfonso Maruccia

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  • no problem scrive:
    diciamola tutta
    non e' che Trond abbia rubato qualcosa eh? si tratta di roba che ha inventato lui, opera del suo ingegno, non di qualcun altro in Opera software.
    • Joliet Jake scrive:
      Re: diciamola tutta
      Che c'entra?Lui lavorava per Opera e veniva pagato per quello. E mi sembra ovvio che la ditta per cui lavori si tenga i diritti di tutto quello per cui ti ha pagato.Non è che un operaio Fiat si porta a casa una macchina dicendo: "Eh, ma questa l'ho costruita io con le mie mani quindi è mia!"... ;)
      • Skywalker scrive:
        Re: diciamola tutta
        Su queste affermazioni (in inglese "Work for hire") ci sarebbero fiumi di inchiostro da stendere.Comunque sappi che fino a una 15na di anni fa, negli USA, nel campo musicale, era il contrario di quello che dici tu: un autore musicale sotto contratto, dopo una ventina di anni rientrava nella titolarità dei diritti di sfruttamento della propria opera. Ora invece, se è "sotto contratto" il Copyright è della casa discografica (esatto: Copyright Sony Music, non Copyright Nome Cognome, distribuito da Sony Music).Un po' di dibattito negli USA c'è stato e molti hanno smesso di firmare "contratti per tre dischi". Non a caso negli ultimi 15 anni le Major hanno puntato maggiormente sulle boyband e sui "fenomeni" costruiti in casa. Ovviamente Copyright Se Stesse.In ogni caso ci sono ambiti in cui non necessariamente lavorare per una azienda causa automaticamente la cessione del Copyright del tuo lavoro.Il dibattito credo sia vecchio come il mondo: conta di più l'idea o i mezzi per realizzarla? Il "lavoro" o il "capitale"? Ovviamente ognuno tira l'acqua al proprio mulino e la via di mezzo sarà anche quella virtuosa ma è anche la meno frequentata...
      • Anonimo scrive:
        Re: diciamola tutta
        Non era cosi in questo caso...
      • FallaciesDe tector scrive:
        Re: diciamola tutta
        - Scritto da: Joliet Jake
        Non è che un operaio Fiat si porta a casa una
        macchina dicendo: "Eh, ma questa l'ho costruita
        io con le mie mani quindi è mia!"...
        ;)Paragone fallace: l'informazione non è un oggetto che passa da uno all'altro. A dà l'oggetto a B: A non possiede più l'oggetto, B ora lo possiede. Quando si condivide un informazione con altri, la fonte continua ad averne il possesso. A la passa a B: sia A che B ora possiedono l'informazione.
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