EU Blockchain Partnership: presidenza all'Italia

L'Italia ottiene per un anno l'assegnazione della presidenza della European Blockchain Partnership, incarico condiviso con Svezia e Repubblica Ceca.

L’Italia in prima linea nelle iniziative di Bruxelles legate alla blockchain, per sperimentare l’impiego dei sistemi DLT (Distributed Ledger Technology) e le loro potenzialità. È giunta ieri la notizia dell’assegnazione al nostro paese, per un anno, della presidenza della EU Blockchain Partnership, rimbalzata dal sito ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico. L’incarico sarà condiviso con Svezia e Repubblica Ceca.

All’Italia la presidenza della Partnership

L’Italia è dal settembre scorso un membro del gruppo, nato nell’aprile 2018 con l’obiettivo comune di favorire lo sviluppo e l’adozione della tecnologia, il cui ambito d’azione può andare ben oltre i confini del territorio crypto. Il MISE ha già messo in campo progetti di questo tipo rivolti, ad esempio, al settore del tessile per la tracciabilità dei materiali.

La blockchain è citata anche nel Decreto Semplificazioni firmato a gennaio, proprio nelle settimane in cui prendevano il via i lavori del gruppo di esperti costituito alla fine dello scorso anno. Così Marco Bellezza, consigliere giuridico del Ministro Di Maio per le comunicazioni e l’innovazione digitale nonché coordinatore della delegazione italiana della EU Blockchain Partnership, ha commentato la notizia.

La Presidenza italiana della EU Blockchain partnership è un primo riconoscimento dell’attività svolta su questo fronte su impulso del Ministro Luigi Di Maio, nell’ottica di conferire all’Italia un ruolo di leadership nell’ambito dei progetti europei sulla Blockchain. Si tratta di un’opportunità unica per promuovere ulteriormente la conoscenza e l’utilizzo di questa tecnologia a beneficio di cittadini ed imprese rafforzando la cooperazione in ambito UE.

Una piattaforma europea per la blockchain

Più nello specifico, lo scopo della partnership europea è quello di dar vita a una piattaforma condivisa da tutti gli stati membri, sulla quale poter far leva per lo sviluppo di servizi pubblici digitali. La nomina italiana alla presidenza, che come scritto in apertura avrà durata pari a un anno, è giunta in occasione dell’incontro (il terzo a cui ha partecipato il nostro paese) andato in scena a Bruxelles.

Del tema si tornerà spesso a parlare nei prossimi mesi, complice anche la messa in campo del progetto Libra da parte di Facebook e delle altre realtà coinvolte nell’iniziativa. L’arrivo all’inizio del 2020 di una criptovaluta legata a doppio filo al social network, seppur basata su un tipo di blockchain privata, aiuterà anche i non addetti ai lavori a prendere confidenza con la tecnologia e con i servizi che la impiegano.

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  • Max scrive:
    Su un altro sito si legge chè l'Iran sta andando in crisi, perché la gestione delle blockchain richiede un consumo spaventoso di elettricità. Questo vale anche per queste applicazioni? Che ne dice chi ha scritto l'articolo?
    • Giacomo Dotta scrive:
      https://www.punto-informatico.it/iran-bitcoin/
    • rudi scrive:
      il consumo di elettricita assurdo e' solo nei sistemi "paritari" in cui si usa un "proof of work" appunto "neutrale" come il mining, tipo bitcoin. Una blockchain e' solo un robusto registro itercatenato, se basata su "autorita'" non ha alcun bisogno di energetici proof of work e comunque ha molte opzioni flessibili sull'argomento.
      • Piego Angela scrive:
        Questa confusione tra bitcoin e blockchain finirá quando le maggiori capocciate giornalettistiche smetteranno di far finta di interessarsene.
Fonte: MISE
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