Facebook, chi era costui?

di Luca Annunziata - I garanti europei si preoccupano della privacy in Rete e si impegnano a farla rispettare. Invece di tentare di promuovere la conoscenza di un mezzo, cercano di ostacolarla

Roma – Leggendo il contributo formulato dal Consiglio d’Europa un paio di settimane or sono, pronto per essere presentato all’Internet Governance Forum del prossimo dicembre, si può restare senza fiato. Parafrasando un famoso (?) proverbio zen, lo stolto guarda il dito che indica il social network : mentre il saggio consiglierebbe invece di guardare chi lo usa quel social network.

La cosa che forse appare meno comprensibile è la necessità di preservare a tutti i costi la propria privacy digitale , qualunque cosa essa sia. La necessità, cioè, di conservare intatta la propria immagine di individuo rispettabile onde non ostacolare la propria vita e la propria carriera professionale . Si torna insomma a parlare , indirettamente, della leggenda metropolitana dei datori di lavoro che spiano i dipendenti o i potenziali assunti sui social network: non si sa bene come, dove e quando. Ma, nel caso, non ci sarebbe molta differenza a quanto già è accaduto o accade senza che la Rete venga coinvolta: se dici male del tuo capo, e lui lo viene a sapere, sono dolori da ben prima che Internet venisse anche solo immaginata.

Eppure c’è chi ritiene questa possibilità tutt’altro che remota, c’è pure chi auspica di costruirsi una (fittizia?) cyber-immagine integerrima da presentare al mondo e al metamondo come se questo dovesse bastare a renderci più in gamba. Costoro puntano ad irradiare da sé un alone di seriosa professionalità, costituita da una robusta dose di presentabilità e da un presente e un passato immacolati. Ed è senz’altro il motivo per cui i Garanti riuniti a Strasburgo, che evidentemente condividono queste preoccupazioni, hanno scritto quel documento che intendono presentare a Hyderabad il prossimo dicembre.

C’è invece chi pensa alla Rete in modo diverso, c’è chi vede in Internet un’occasione nella quale tentare di costruire un nuovo modello di relazione, in linea con la filosofia che sembrava animare gli esordi della Rete di massa nei primi anni ’90. Un luogo denso di contraddizioni, ma anche teatro dove intrecciare rapporti sinceri e nel quale porre sul medesimo piano la sfera pubblica e privata: Internet è conoscenza, Internet è estensione della vita reale, Internet è il luogo dove le barriere di tempo, spazio e ruoli si annullano e dove chiunque è sovrano della sua nicchia e interlocutore rispettabile. Su Internet non esistono gerarchie prestabilite, non esistono legami indissolubili, non esistono barriere insormontabili: chiunque può fare la prima mossa, le idee vincenti sono sempre le migliori e non quelle che godono dell’appoggio politico ed economico più solido.

Quanti, invece, guardano con favore all’arrivo di regole per rinforzare la propria privacy in Rete, tendono a ricercare e ricreare le stesse dinamiche che avevano e che hanno con gli altri individui della vita reale pure in quella virtuale. Un percorso spesso fatto di burocrazia , di relazioni mediate da interlocutori più o meno rispettabili e più o meno credibili, e che comunque impongono un certo numero di passaggi obbligati e una serie di condizioni imprescindibili per raggiungere uno scopo. Spesso scendendo a compromessi. In ogni caso snaturando la Rete .

La differenza tra i due approcci è evidente anche nel modo in cui si utilizza la tecnologia. Chi guarda con diffidenza a Internet non crede davvero nelle sue potenzialità , ed è pronto a giudicare con asprezza ogni incertezza di un meccanismo che è ancora in evoluzione: iper-critico, ma pure iper-sospettoso. Gli altri la vedono più semplicemente come estensione della propria memoria, estensione del flusso di coscienza individuale e collettivo: al suo interno vanno collocati tutti i contenuti che possano ampliare la conoscenza personale e complessiva, c’è spazio per qualche fuga di dati e qualche incertezza che – comunque – sarà solo passeggera (ci si augura).

È un approccio, quest’ultimo, che può senz’altro spiazzare o urtare talune sensibilità, che mantengono inalterata la definizione di intimità : non tutti sono pronti a condividere con perfetti sconosciuti i propri pensieri e le proprie attività. Ma è, allo stato dei fatti, un principio che in qualche modo cozza contro le promesse di rivoluzione culturale e sociale che alcuni speravano Internet potesse e dovesse mantenere: la Rete ha garantito una rivoluzione nelle capacità comunicative tra gli scienziati di tutto il mondo, allargando i loro orizzonti e accelerando il progresso, e allo stesso modo le relazioni interpersonali finiranno per cambiare in virtù del turbine di ipertesto che oggi si incarna nei profili dei social network.

Se i Garanti sentono il bisogno di ribadire certi principi, tuttavia, si vede che la rivoluzione è rimasta entro i confini di poche categorie sociali e culturali, senza scalfire i principi fondamentali di privacy validi per la maggioranza. Ma quanto ancora coloro che la pensano in questo modo saranno la maggioranza? La tecnologia, entro pochi anni, consentirà di avviare comunicazioni digitali attraverso il cervello umano , esponendo la coscienza individuale ad una enorme quantità di informazioni personali e pubbliche: allora forse ci sarà davvero da ragionare su quanto tutto questo comporterà sul piano sociale, ma al contempo le conversazioni si saranno evolute a tal punto che forse il problema potrà considerarsi superato.

Il problema oggi esiste, visto che stanno venendo ridefiniti gli stessi principi di relazione tra gli individui. Senza rischiare di scivolare nel fantascientifico, bisogna chiedersi se non stiamo forse vivendo i primi vagiti di una sorta di identità collettiva che cambierà – si spera in meglio – le azioni del genere umano sia a livello individuale che collettivo. Questo significa anche che i vincoli odierni della privacy saranno spezzati in nome di un principio di ordine superiore, incomprensibile all’ortodossia attuale ma già intravisto dalle eterodossie dei navigatori: forse il giorno in cui si verrà considerati per quanto si vale , e non per come si appare, non è poi così lontano.

Non servono regole, non servono limiti e barriere per rendere Internet un posto migliore. Internet è già un posto migliore . In Rete non c’è il pericolo di violare la privacy altrui, c’è semmai il rischio che si faccia un uso sbagliato degli strumenti messi a disposizione: più che impedirne o – nella migliore delle ipotesi – sconsigliarne l’utilizzo, bisogna far si che gli individui imparino ad usarli questi strumenti. Se non bisogna lasciare i bambini davanti alla TV da soli per evitare che guardino i cartoni sbagliati, perché Internet dovrebbe ricevere un trattamento diverso ?

Nella vita di tutti giorni si è già esposti a decine di tentativi di invasione della propria privacy, che poco hanno a che vedere con la Rete ma che non sembrano godere della stessa morbosa attenzione riservata a Internet: che dire delle tessere fedeltà , dei concorsi a premi, delle continue richieste di informazioni personali per ottenere sconti, inviti, promozioni? Ci sono carrelli che monitorano il percorso tra gli scaffali al supermercato, antenne che spiano i cellulari dei clienti per fare lo stesso: possibile che tutto questo sia meno insidioso di scambiarsi due sciocchezze e due foto in rete?

Ancora una volta l’evoluzione impone una scelta: dobbiamo considerare la tecnologia un rischio, oppure valutare una volta per tutte l’impatto che quest’ultima ha sulla realtà? È l’individuo che utilizza i computer e Internet, non il contrario . Quelli di oggi, poi, non sono i social network “definitivi”, ma solo una tappa dell’evoluzione della Rete: occorre tenerne conto e comprendere che, volenti o nolenti, l’attuale idea di intimità e privacy finirà per trasformarsi. Chi nasce oggi, digitalmente o fisicamente, ha una visione molto diversa di Internet rispetto a chi è nato trenta, quaranta, cinquant’anni fa. E siamo solo all’inizio: a Hyderabad, e ovunque si discuta del futuro della Rete, bisognerà tenerne conto.

Luca Annunziata

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  • Gianni Bianciari scrive:
    Gentile
    Wikipedia: "Nel 1923 Gentile si iscrive al partito fascista con l'intento di fornire un programma ideologico e culturale. Nel 1925 pubblica il Manifesto degli intellettuali fascisti, in cui vede il fascismo come un possibile motore della rigenerazione morale e religiosa degli italiani e tenta di collegarlo direttamente al Risorgimento.L'educazione deve essere intesa come un divenire dello spirito stesso che realizza così la propria autonomia. L'insegnamento è teoria in atto, in cui non si possono fissare le fasi o prescrivere il metodo: «il metodo è il maestro», il quale non deve attenersi ad alcun didattica programmata ma affrontare questo compito sulla scorta delle proprie risorse interiori. Programmare la didattica sarebbe come cristallizzare il fuoco creatore e diveniente dello spirito che è alla base dell'educazione. Al maestro è richiesta una vasta cultura e null'altro, il metodo verrà da sé, perché il metodo risiede nella stessa cultura nel suo processo infinito di creazione e ricreazione.Il dualismo scolaro e maestro deve risolversi in unità attraverso la comune partecipazione alla vita dello spirito che tramite la cultura muove l'educatore verso l'educando e lo riassorbe nell'universitalità dell'atto spirituale. «il maestro è il sacerdote, l'interprete, il ministro dell'essere divino, dello "spirito"».Il maestro incarna lo spirito stesso, l'allievo deve allora subordinarsi all'ascolto del maestro proprio per diventare anche lui spirito, per farsi libero ed autonomo, dopo essersi sottomesso, ed arrivare ad autoeducarsi, facendo del tutto propri i grandi contenuti impostigli.Questi concetti ispirano la riforma scolastica del 1923 attuata da Gentile in veste di ministro della pubblica istruzione.
    • All Your Base Are Belong To Us scrive:
      Re: Gentile
      Al di là dei toni, dei contenuti, dei personaggi e dei tempi, che possono piacere o non piacere... Dimmi tu quale politico oggi, è in grado di proporre una riforma partendo da concetti di tale profondità e di tale peso? Oggi si parla di "redditività" dei corsi. Cazzo, ma se la pubblica istruzione poteva chiedere queste cose quando avevamo meno di oggi, quando non c'erano i computer, non c'era internet, non c'erano i telefonini, com'è possibile che oggi siamo arrivati a parlare di "redditività" e non più di "elevazione dello spirito"?Ci hanno fatti cadere tanto in basso? Bisogna rifiutare di discutere di cultura su un piano culturale a queste scale.La cultura può non avere un riscontro economico alla scala dell'individuo, può non averlo a quella dell'ateneo, e magari non lo ha nemmeno alla scala dei conti Ministeriali. Ma alla scala di nazione e di popolo ce l'ha eccome. È imponderabile, magari incalcolabile, ma è un riscontro sensibile, osservabile, verificabile. Se la cultura dello spirito fosse ai primi posti della graduatoria degli italiani, pensa che bel posto sarebbe, come sarebbe ricco, come sarebbe pulito. Non tenere conto di questo valore, che è anche in ultima analisi un valore economico in senso stretto, è da pazzi.Basterebbe tornare alla riforma Gentile, in versione 2008. Se proprio non si riesce, alla versione anni Settanta, che nella scuola incarna il meglio del pre-68 e del post-68.
  • korova scrive:
    La fantasia è potere!!
    Fantastici quei ragazzi: da emulare!! :o O)[/img](newbie)(newbie) :$[/pv] :o :p[/code] :$ :$
  • All Your Base Are Belong To Us scrive:
    Decreto Gelimini sì-no
    Personalmente condivido diversi punti del Decreto Gelmini. Roba piccola, a dire il vero, come i grembiulini alle elementari (almeno così nascondono le griffe e c'è più un'idea di eguaglianza), il ritorno al maestro unico (purché le classi non diventino troppo numerose), i voti in decimi e altri richiami alla riforma Gentile, che attinse sì a piene mani dalle idee del De Sanctis di qualche decennio prima, ma che produsse uno dei migliori modelli di scuola al mondo, almeno finché venne devastata da Berlinguer e poco dopo dalla Moratti.Per quano riguarda i tagli all'università, invece, il discorso è piú complesso. Bene che scompaiano i corsi con un pugno di allievi che per gi atenei hanno costi sproporzionati. Male, purtroppo, per la ricerca e per le materie che non hanno riscontri diretti nell'apparato produttivo di un Paese (quelle umanistiche, ma anche scientifiche, come la paleontologia e l'astronomia). Male perché la cultura non dovrebbe essere asservita all'economia, anche se un po' di iniezione di capitali dell'impresa privata farebbe tanto bene agli studenti (a patto che permangano quote di ricerca libera) e agli atenei italiani.Tuttavia, ho letto in questi giorni dichiarazioni di docenti e rettori che promettono di migliorare la situazione economica degli Atenei, ammettendo indirettamente che questi sono male amministrati. Ecco, allora mi arrabbio e dico che questi sprechi non dovrebbero esistere. Quindi se tagliare significa tagliare i rami secchi, gli sprechi, gli stipendi di docenti fannulloni o assenteisti che delegano *tutto*, esami compresi, agli assistenti (i quali spesso ne sanno meno di quelli che esaminano), allora ben vengano i tagli. Se, invece tagliare significa tagliare la libertà di scelta e il diritto allo studio, allora mi oppongo.Un po' il discorso dei tagli alla sanità: se significa negare agli ospedali attrezzature medico-sanitarie e limitare ai degenti i posti letto, allora dico "no", niente tagli.Se invece significa fare in modo che i medici non prescrivano tutti quei farmaci inutili che prescrivono, allora tagliamo pure (in Italia sono in vendita più di 30mila farmaci, in Svizzera meno di tremila - il 40% dei farmaci non fa niente, puro effetto placebo. La fonte? Nientemeno che un'amica farmacista. Ma informatevi e vedrete che è così).
    • dario scrive:
      Re: Decreto Gelimini sì-no
      - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us
      Personalmente condivido diversi punti del Decreto
      Gelmini. Roba piccola, a dire il vero, come i
      grembiulini alle elementari (almeno così
      nascondono le griffe e c'è più un'idea di
      eguaglianza), il ritorno al maestro unico (purché
      le classi non diventino troppo numerose), i voti
      in decimi e altri richiami alla riforma Gentile,
      che attinse sì a piene mani dalle idee del De
      Sanctis di qualche decennio prima, ma che
      produsse uno dei migliori modelli di scuola al
      mondo, almeno finché venne devastata da
      Berlinguer e poco dopo dalla
      Moratti.
      beh, peccato che per i grembiulini, subito dopo l'annuncio, già si parlava di interesse da parte di alcune case di moda...così dopo non ci sarà gara tra i vestiti ma tra i grembiuli...
    • battagliacom scrive:
      Re: Decreto Gelimini sì-no
      Lo stesso concetto che penso anche io e che ho sempre espresso (non su intrnet, ma con i miei amici), sono sempre del parere che una cosa che viene fatta dal governo non sarà mai completamente negativa per il paese, perchè qualcosa di buono ci deve pur stare.Ma allora mi spieghi come possiamo manifestare questo? Perchè se andiamo alle manifestazioni vuol dire che siamo completamente in disaccordo con tutto il decreto, quindi? Andiamo alle manifestazioni e torniamo a casa 30 minuti prima che finisca la manifestazione?Purtroppo il nostro modo di protestare più evidente (andare in piazza) è fatto in modo che se una persona manifesta è completamente in disaccordo con il decreto/legge ecc...bisogna trovare il modo di protestare in modo che ognuno possa esprimere i proprio parere su ogni emendamento sbagliato dela legge e dirlo.Questo è possibile solo grazie a internet o nell'insieme a tutte quelle forme di comunicazioni scritte e magari con un convegno.Di certo non è giusto protestare in TV dove vanno sempre a parlare uno o due ragazzi che hanno la stessa idea.Un paese che cresce è un paese che si adatta ale esigenze del presenta senza essere ne troppo conservatore ne porgressista, in poche parola bisogna per forza essere di centro e non estremista.
      • Josafat scrive:
        Re: Decreto Gelimini sì-no
        Quando dici, sul manifestare contrarietà ad una parte del decreto e non a tutto, è quanto toccherebbe al Parlamento, in quanto rappresentanza del popolo.In uno stato democratico, ogni parlamentare dovrebbe rappresentare la fetta di popolo che l'ha votato e portare le istanze sollevate da questi in Parlamento.Peccato che così non vada, perché: - molta gente vota a ca%%o di cane, scegliendo lo schieramento che poi va contro i propri interessi o il proprio credo;- in realtà ormai non si ha più il rapporto tra elettori ed eletto (grazie al porcellus Calderolis)- più importante di tutti: Berlusconi e C. hanno impedito ogni dibattito parlamentare!!!E contro quest'ultimo punto, ogni persona che abbia a cuore la democrazia italia deve protestare. Non importare se si concorda con il 30% della manovra.
      • All Your Base Are Belong To Us scrive:
        Re: Decreto Gelimini sì-no
        Te lo spiego subito, come protestare.Scendere in piazza con un contro-decreto. Una serie di proposte di legge per raddrizzare la pubblica istruzione, realizzata innanzitutto dagli studenti e, in seconda battuta, dal corpo docenti.Questo dovrebbe essere sempre il modus operandi. Non sei d'accordo? Esprimi i punti sui quali sei in disaccordo e formula le controproposte.In questo modo, Governo e Parlmaneto sapranno quali sono i punti su cui lavorare e avranno una nuova base di proposte da cui partire per riformulare il decreto o il disegno di legge.Proposte e non proteste. Altrimenti si rischia di fare tanto rumore per nulla e per nulla ottenere.Gli studenti propongono: A, B, C, D ecc. Questo deve essere il senso del manifestare, manifestare PER qualcosa e non semplicemente CONTRO. Al bando le negazioni.Gli studenti avranno bene delle idee su come le cose debbono funzionare, no? Allora le formalizzino e le comunichino: comunicati stampa, e-mail, blog, siti personali, fax ecc. I mezzi ci sono.Se non hanno proposte, allora, agli occhi dell'opinione pubblica, qualunque cosa - anche un decreto ciagurato - sarà sempre meglio del nulla e gli studenti saranno solo dei contestatori. Se invece hanno idee buone e il Governo le ignora, allora la figura barbina la farà il Governo. Agli studenti la scelta di che cosa essere e di che cosa sembrare agli occhi del pubblico, dei media e delle istituzioni.Proposte, non proteste.
        • battagliacom scrive:
          Re: Decreto Gelimini sì-no
          Le cose che dici sono molto esatte e giuste e sono completamente daccordo con te, ma....siamo sicuri che quelli del Governo e PArlamento ascolteranno le nostre voci?
          • All Your Base Are Belong To Us scrive:
            Re: Decreto Gelimini sì-no
            Ragazzi, le risorse a vostra disposizione, con tutte le facoltà e i corsi in gioco sono immense: docenti di diritto, costituzionalisti, economisti...Si tratta di mettere in collegamento le facoltà, oganizzare i volontari e sfornare un DDL di iniziativa popolare in tempi brevi.Si parte dal DL del Governo e, punto per punto, si fanno le modifiche del caso.No, non sono sicuro che Parlamento e Governo accetteranno, ma la proposta di legge può essere portata (di persona, eh, niente plichi o raccomandate) a:1. Presidente della Repubblica;2. Presidente del Senato;3. Presidente della Camera;4. Presidenza del Consiglio;5. Capigruppo dei partiti alla Camera e al Senato;6. Consiglio superiore della Magistratura;7. Corte costituzionale;8. Sindacati;9. Confindustria.Poi va inviata come comunicato stampa (mail, posta, fax, qui fate come volete) a:1. Tutte le testate quotidiane nazionali (direttore, capi redattori e giornalisti);2. Tutte le testate radiotelevisive (idem);3. Tutti i partiti, anche quelli senza rappresentanza parlamentare (da destra a sinistra, eventualmente tappandovi il naso, perché lo studio è una cosa trasversale e serve l'aiuto di tutti);4. Prefetti;5. testate giornalistiche estere (importante);6. Ambasciate estere a Roma.Con questo polverone, ormai impossibile da ignorare, vi ascolteranno per forza, se non altro per farsi belli e dimostrare che sanno ascoltare. Ma a noi questo non importa, a noi importa la visibilità della proposta degli studenti. Se è ragionevole, avrete l'appoggio dell'opinione pubblica e allora nessuno - e sottolineo nessuno - potrà più ignorarvi o snobbarvi, pena l'immediata impopolarità.Riguardo alla proposta, direi di fare leva su questi punti:1. migliorare l'allocazione delle risorse economiche (tagliare gli sprechi: la nazione sarà dalla vostra, perché c'è la crisi);2. lotta ai docenti pelandroni e assenteisti (e qui avrete Brunetta che vi appoggia);3. collaborazione tra industria e università con quota minima di ricerca libera (vi appoggerà Confindustria);4. ricambio dei docenti e accesso alle cattedre più facile, basta col baronato, servono regole meritocratiche (e qui vi appoggeranno anche i sindacati).Un bel sito internet che spinga la proposta, un po' di eco sui blog degli studenti e CHI VI FERMA PIÙ???Volete anche la ciliegina sulla torta? Fondazione di un partito studentesco (a)politico e raccolta firme per le prossime elezioni. Scacco matto.Come ho detto, avete delle risorse straordinarie. Fatele fruttare.Se servono strategie politiche a "doppio legame" (cfr. Paul Watzlawick), mi trovate qui: endriux@tiscali.it
    • Josafat scrive:
      Re: Decreto Gelimini sì-no
      - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us
      Personalmente condivido diversi punti del Decreto
      Gelmini. Roba piccola, a dire il vero, come i
      grembiulini alle elementari (almeno così
      nascondono le griffe e c'è più un'idea di
      eguaglianza)Condivido il principio, ma la realizzabilità pratica? Sono maggiormente dubbioso..., il ritorno al maestro unico (purché
      le classi non diventino troppo numerose)30 o 40 alunni alle elementari, per te, è tanto o poco? Il ritorno al maestro unico è una follia per chiunque conosca un po' la situazione dei maestri. Con le chiusure delle piccole scuole elementari fatta già anni fa, anche nei piccoli centri si hanno classi piuttosto numerose. E un minimo di turnover dei maestri agevola sia loro che gli alunni.
      i voti in decimi qui non ho nulla in contrario, ma se maestri e professori la pensano diversamente, avranno un perché.
      Per quano riguarda i tagli all'università,
      invece, il discorso è piú complesso. Bene che
      scompaiano i corsi con un pugno di allievi che
      per gi atenei hanno costi sproporzionati.Ma obbiettivamente, quanti corsi "bislacchi" ci saranno? Quanto si può realmente tagliare, segando questi?
      Male,
      purtroppo, per la ricerca e per le materie che
      non hanno riscontri diretti nell'apparato
      produttivo di un Paese (quelle umanistiche, ma
      anche scientifiche, come la paleontologia e
      l'astronomia). Male perché la cultura non
      dovrebbe essere asservita all'economiaPurtroppo credo che molti tagli andranno a colpire proprio questi corsi, solo perché non "economicamente" sfruttabili.
      in Italia sono
      in vendita più di 30mila farmaci, in Svizzera
      meno di tremila - il 40% dei farmaci non fa
      niente, puro effetto placebo. La fonte?
      Nientemeno che un'amica farmacista. Ma
      informatevi e vedrete che è
      così).Mi informerò, ho diverse conoscenze nel ramo...
      • All Your Base Are Belong To Us scrive:
        Re: Decreto Gelimini sì-no
        - Scritto da: Josafat
        - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us

        Personalmente condivido diversi punti del
        Decreto

        Gelmini. Roba piccola, a dire il vero, come i

        grembiulini alle elementari (almeno così

        nascondono le griffe e c'è più un'idea di

        eguaglianza)

        Condivido il principio, ma la realizzabilità
        pratica? Sono maggiormente
        dubbioso...La realizzabilità dei grembiulini??? E che ci vuole? Basta che sia obbligatorio. Io, quando andavo alle elementari, si parla di eoni fa, alla scuola pubblica, avevo il mio bel grembiulino nero, come tutti i maschietti. Le femminucce, invece, lo avevano bianco. Nulla di strano, serve anche a sporcare meno i vestitini e non si consumano le maniche dei golfini e delle camicette. E in classe eravamo in 26, numero poi aumentato quando ricevemmo alcuni bambini terremotati provenienti dall'Irpinia, che parlavano una lingua incomprensibile... :-)
        , il ritorno al maestro unico (purché

        le classi non diventino troppo numerose)

        30 o 40 alunni alle elementari, per te, è tanto o
        poco?Quaranta mi sembra enorme. Trenta è il limite massimo. Come detto eravamo quasi 30. C'è da dire che probabilmente le maestre di una volta c'avevano le palle. La mia, la Marazzoli, era in gambissima, spiegava benissimo, tirava gli scappellotti quando glieli tiravamo fuori (e a casa zitti, altrimenti scattava la punizione dei genitori) e ci ha fatto fare il vino portando ognuno un grappolo d'uva. Abbiamo brindato tutti insieme dopo le vacanze di Natale. Altri tempi: oggi la mia maestra in gambissima finirebbe alla gogna mediatica e si brucerebbe l'impiego e la condizionale.
        Il ritorno al maestro unico è una follia
        per chiunque conosca un po' la situazione dei
        maestri.Secondo me la cosa è opinabile. La mia esperienza mostra invece che è preferibile il contrario. Gli altri "maestri" erano l'insegnante di religione, l'assistente di ginnastica e la signora Freddi del pomeriggio. Severissima, cattivissima, ma in fondo una gran mammona.
        Con le chiusure delle piccole scuole
        elementari fatta già anni fa, anche nei piccoli
        centri si hanno classi piuttosto numerose. E un
        minimo di turnover dei maestri agevola sia loro
        che gli alunni.Secondo me, è una belinata. Anche perché sai che turnover passare da una classe a un'altra... Le ore sono sempre quattro, a meno che tu non intenda dimezzare le ore di lavoro degli insegnanti e farle lavorare così ben due ore al giorno (con tre mesi l'anno di vacanza... La tredicesima... Una pacchia, tutti a fare gli insegnanti!). :-D Ma va' là.Per agevolare loro e gli alunni, invece di fare una classe e due insegnanti, è meglio fare una due classi con un insegnante. I conti tornano, sia per gli alunni, sia per gli insegnanti. Non tornano invece con le aule, ma questo, a quanto pare, non è un fattore che viene preso in considerazione. Ovvio: lo Stato non ha problemi di locazione. Ha tutti gli edifici che vuole.

        i voti in decimi

        qui non ho nulla in contrario, ma se maestri e
        professori la pensano diversamente, avranno un
        perché.Questa cosa piace a me personalmente, perchè mette l'alunno davanti a un numero e dunque alle sue responsabilità. Agli insegnanti e ai genitori il dovere di far capire che il voto non rappresenta le capacità o le potenzialità, ma solo le sue responsabilità. Diventando più responsabile il numero cresce. Tutta la "filiera" è più coinvolta e consapevole perché coi numeri, a differenza che con le parole, non si sgarra. Li hanno inventati apposta!Su questo punto, però, chissenefrega: preferisco, ma non ne faccio una questione se tu preferisci al voto il giudizio verbale... Se tutto funziona uno vale l'altro e se si vuole responsabilizzare gli alunni davanti a se medesimi, di modi ne esistono tanti altri...

        Per quano riguarda i tagli all'università,

        invece, il discorso è piú complesso. Bene che

        scompaiano i corsi con un pugno di allievi che

        per gi atenei hanno costi sproporzionati.

        Ma obbiettivamente, quanti corsi "bislacchi" ci
        saranno? Quanto si può realmente tagliare,
        segando
        questi?A quanto pare, frugando sul web, i corsi bislacchi sono abbastanza numerosi da parlarne in termini di sprechi. OK, non ci fidiamo, facciamo che siano pochi. Pochi sono comunque troppi, viste le manifeste carenze in altre situazioni. Qualunque studente che frequenti un ateneo ti può mettere al corrente di qualche lacuna o di qualche spreco del proprio ateneo. Tu che cosa dici del tuo?... Lo vedi?Pensa di quanti sprechi (o "sprechi") sono a conoscenza gli inservienti. Pensa quanti sno quelli di cui sanno i docenti e gli assistenti... Assistente è l'anagramma di "assentista". L'assenteista è il docente, l'"assentista" è l'assistente che permette al docente di essere assente. Altri sprechi.

        Male,

        purtroppo, per la ricerca e per le materie che

        non hanno riscontri diretti nell'apparato

        produttivo di un Paese (quelle umanistiche, ma

        anche scientifiche, come la paleontologia e

        l'astronomia). Male perché la cultura non

        dovrebbe essere asservita all'economia

        Purtroppo credo che molti tagli andranno a
        colpire proprio questi corsi, solo perché non
        "economicamente"
        sfruttabili.Questi corsi, se con un numero ragionevole di iscritti in relazione ai costi, sono da difendere con le unghie e con i denti. Che poi non è vero che non sono economicamente sfruttabili. Qualsiasi cosa è economicamente sfruttabile, anche le cose come l'amore, la stupidità, la cacca. Se puoi sfruttare stupidità e cacca, potrai ben sfruttare l'astronomia, no? Quello che manca, temo, è la fantasia imprenditoriale.Sì, anche la fantasia imprenditoriale degli astronomi.

        in Italia sono

        in vendita più di 30mila farmaci, in Svizzera

        meno di tremila - il 40% dei farmaci non fa

        niente, puro effetto placebo. La fonte?

        Nientemeno che un'amica farmacista. Ma

        informatevi e vedrete che è

        così).

        Mi informerò, ho diverse conoscenze nel ramo...Informati e, se proprio devi, usa solo farmaci che hanno *almeno* dieci anni di esistenza sul mercato.
  • Dave scrive:
    Quando si finirà?
    Io son daccordo che sia giusto manifestare, come si è sempre detto siamo un paese democratico e si può manifestare se qlcs non piace. Ma una cosa è manifestare, un'altra è far bambinate (perkè di questo si tratta) o creare danni e casini (come alcuni scontri ke si son visti, sia ragazzi di sinistra che di destra).Molti ragazzi manifestano solo per manifestare e basta, siam stati tutti studenti, ed io ricordo ai miei tempi che ogni anno, ripeto ogni anno, si occupava e lo si faceva solo per prolungarsi le vacanze e per non far nulla senza nemmeno saper il xkè delle proteste.Ricordiamoci che protesta non vuol dire occupare la libertà degli altri. Ho visto scene di alcuni protestanti che impedivano ad altri di entrar nelle scuole, o ad una laureanda di poter entrar nell'università, quando quella povera ragazza doveva presentar entro quei poki giorni la sua tesi di laurea se voleva laurearsi. Bloccare in questo modo non è manifestare democraticamente ed è su questo ke si deve riflettere.E poi diciamola tutta, attraverso tanti sondaggi e il giro per tutte le facoltà e scuole, solo in pochi hanno manifestato e solo in pochi erano contrari.Quindi dato che siam in democrazia è corretto manifestare, ma lasciare anke agli altri la possibilità di scelta ed accettar in caso ciò che decide la maggioranza, continuando nelle proprie motivazioni ideologiche senza però intaccare la libertà altrui. Vuoi cambiare, bene cerca di far capire agli altri il tuo punto di vista, ma solo dando spiegazioni senza andarlo ad intaccare o senza fargli cambiare per forza le sue idee (tipo testimoni di geova che bussano di continuo per le case, niente contro di loro ma solo sul loro metodo).Meditate ed educate il più che potete i giovani, perchè è questo che si vede diminuire nel tempo.
    • Sgabbio scrive:
      Re: Quando si finirà?
      Scontri con ragazzi di destra e di sinistra ??? Guarda che erano un manipolo di "idioti" messi dalla polizia per screditare la manifestazione.
      • Luca scrive:
        Re: Quando si finirà?
        E te sei un ignorante messo al mondo da tua madre solo per dar aria alla tua bocca.
        • Franco scrive:
          Re: Quando si finirà?
          - Scritto da: Luca
          E te sei un ignorante messo al mondo da tua madre
          solo per dar aria alla tua
          bocca.Lo dici cosi....tanto per sfregio,o perchè sei un berluscones del cazzo?
    • anonimo scrive:
      Re: Quando si finirà?
      - Scritto da: Dave
      Io son daccordo che sia giusto manifestare, come
      si è sempre detto siamo un paese democratico e si
      può manifestare se qlcs non piace. Ma una cosa è
      manifestare, un'altra è far bambinate (perkè di
      questo si tratta) o creare danni e casini (come
      alcuni scontri ke si son visti, sia ragazzi di
      sinistra che di
      destra).

      Molti ragazzi manifestano solo per manifestare e
      basta, siam stati tutti studenti, ed io ricordo
      ai miei tempi che ogni anno, ripeto ogni anno, si
      occupava e lo si faceva solo per prolungarsi le
      vacanze e per non far nulla senza nemmeno saper
      il xkè delle
      proteste.

      Ricordiamoci che protesta non vuol dire occupare
      la libertà degli altri. Ho visto scene di alcuni
      protestanti che impedivano ad altri di entrar
      nelle scuole, o ad una laureanda di poter entrar
      nell'università, quando quella povera ragazza
      doveva presentar entro quei poki giorni la sua
      tesi di laurea se voleva laurearsi. Bloccare in
      questo modo non è manifestare democraticamente ed
      è su questo ke si deve
      riflettere.

      E poi diciamola tutta, attraverso tanti sondaggi
      e il giro per tutte le facoltà e scuole, solo in
      pochi hanno manifestato e solo in pochi erano
      contrari.

      Quindi dato che siam in democrazia è corretto
      manifestare, ma lasciare anke agli altri la
      possibilità di scelta ed accettar in caso ciò che
      decide la maggioranza, continuando nelle proprie
      motivazioni ideologiche senza però intaccare la
      libertà altrui. Vuoi cambiare, bene cerca di far
      capire agli altri il tuo punto di vista, ma solo
      dando spiegazioni senza andarlo ad intaccare o
      senza fargli cambiare per forza le sue idee (tipo
      testimoni di geova che bussano di continuo per le
      case, niente contro di loro ma solo sul loro
      metodo).

      Meditate ed educate il più che potete i giovani,
      perchè è questo che si vede diminuire nel
      tempo.Quoto.
    • GoldenBoy scrive:
      Re: Quando si finirà?
      per me hai scritto un mare di idiozie, poi pensala come vuoi.E' tutto un caso che la maggior parte della gente tira le cinghie per vivere...è tutto un caso che i ricercatori italiani vanni all'estero...è un caso che ci dovrebbe governare lavora 2 giorni alla settimana, se gli va bene, e poi dice nelle tv "dovete lavorare di piu"...Quando la gente non ne può piu, questi sono i risultati che poi si meritano...E non diciamo cavolate su sinistra qua e la, questo è un problema del paese che va oltre il colore politico, ma gli accecati danno la colpa a destra o sinistra...facendo il "loro" teatrino che dura ormai da anni, nella repubblica delle banane
    • Francesco scrive:
      Re: Quando si finirà?
      Sono state gettate le basi per cui i nostri figli non potranno andare all'università in Italia. Continuate a guardare i telegiornali, sono riusciti a trasmettere il messaggio che la protesta è una scusa per non far nulla. Nelle università nessuno che abbia letto e capito la legge 133 è favorevole, nemmeno gli studenti di destra come me. Nelle università c'è molta consapevolezza, anche del fatto che qualsiasi tipo di manifestazione danneggia solo e soltanto gli studenti, purtroppo di caproni come te è pieno il paese.
      • Luigi scrive:
        Re: Quando si finirà?
        - Scritto da: Francesco
        Sono state gettate le basi per cui i nostri figli
        non potranno andare all'università in Italia.
        Continuate a guardare i telegiornali, sono
        riusciti a trasmettere il messaggio che la
        protesta è una scusa per non far nulla. Nelle
        università nessuno che abbia letto e capito la
        legge 133 è favorevole, nemmeno gli studenti di
        destra come me. Nelle università c'è molta
        consapevolezza, anche del fatto che qualsiasi
        tipo di manifestazione danneggia solo e soltanto
        gli studenti, purtroppo di caproni come te è
        pieno il
        paese.Quoto e approvo
        • ominoingial lo scrive:
          Re: Quando si finirà?
          - Scritto da: Luigi
          - Scritto da: Francesco

          Sono state gettate le basi per cui i nostri
          figli

          non potranno andare all'università in Italia.

          Continuate a guardare i telegiornali, sono

          riusciti a trasmettere il messaggio che la

          protesta è una scusa per non far nulla. Nelle

          università nessuno che abbia letto e capito la

          legge 133 è favorevole, nemmeno gli studenti di

          destra come me. Nelle università c'è molta

          consapevolezza, anche del fatto che qualsiasi

          tipo di manifestazione danneggia solo e soltanto

          gli studenti, purtroppo di caproni come te è

          pieno il

          paese.

          Quoto e approvoQuoto e aggiungerei anche che l'istituzione di un'università pubblica ha la funzione di permettere a chiunque (destra e sinistra, abbienti e non) di accedere ad una formazione qualificata (purtroppo non sempre accade).Permettere che una conquista sociale (di cui si avvantaggiano e si sono avvantaggiate persone di destra e di sinistra) di questo calibro finisca per essere rimossa a colpi di decreto legge sia non solo deprimente ma disorientante.Questo non è il momento di fare polemica. E' il momento di guardare la posta in gioco. Non é il momento di abbaiarsi contro l'un l'altro gli slogan del momento. E' il momento di riflettere, informarsi e decidere cos'é importante.Per quanto riguarda il defacing del sito del ministro:simpatico ma del tutto fuori luogo. Bisogna essere forti e non farsi intimidire. Non é il momento delle maniere forti. E' il momento per ricordare a chi ci governa che questa non é la solita moda ma una protesta vera e sentita. Di persone realmente preoccupate (e incazz...te).
    • vvvvvv hh scrive:
      Re: Quando si finirà?
      - Scritto da: Dave
      Io son daccordo che sia giusto manifestare, come
      si è sempre detto siamo un paese democratico e si
      può manifestare se qlcs non piace. Ma una cosa è
      manifestare, un'altra è far bambinate (perkè di
      questo si tratta) o creare danni e casini (come
      alcuni scontri ke si son visti, sia ragazzi di
      sinistra che di
      destra).Guarda che abbiamo capito che sei Emilio Fede !(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Come si vede che non ha mai fatto una manifestazione !Ciao
    • Cabla scrive:
      Re: Quando si finirà?
      Non capisco chi dice che gli universitari manifestano per non far nulla e prolungarsi le vacanze. Gli studi universitari NON sono obbligatori. NON e' importante andare a lezione, ma passare gli esami e per quello bisogna STUDIARE. E se si interromperanno le lezioni in accordo con i professori, e' possibile che poi si dovra' recuperarle A SCAPITO DELLE VACANZE! Si manifesta perche' se ci mettono i piedi in testa non vogliamo dire anche "grazie!". Vendiamo cara la pelle!
  • Novilunio scrive:
    BhuHaHahahA HA!
    BEN FATTO, fateli a quedretti 'sti politicanti da telefilm, ragazzi! 8)
    • Get Real scrive:
      Re: BhuHaHahahA HA!
      Se questo è il massimo che possono fare, buonanotte. Tremonti & Co, sai quanto gliene importa. Continueranno a fare quel che fanno anche senza il loro sito.Ma gli autori di questa bambinata saranno scovati, e il loro futuro annientato per sempre. Non potranno trovare un lavoro qualificato o accendere un mutuo, mai più nelle loro vite. Probabilmente sarà quasi impossibile per loro trovare lavoro o alloggio, l'iscrizione nelle liste di proscrizione politica è la condanna alla morte civile.
      • Sono IO scrive:
        Re: BhuHaHahahA HA!
        se .. se.. se riescono a trovarli :P
      • Aieie scrive:
        Re: BhuHaHahahA HA!
        - Scritto da: Get Real

        Ma gli autori di questa bambinata saranno
        scovati, e il loro futuro annientato per sempre.
        Non potranno trovare un lavoro qualificato o
        accendere un mutuo, mai più nelle loro vite.
        Probabilmente sarà quasi impossibile per loro
        trovare lavoro o alloggio, l'iscrizione nelle
        liste di proscrizione politica è la condanna alla
        morte
        civile.E, dimmi, cosa cambia per gli altri Italiani?Anche noi abbiamo il futuro annientato per sempre, infatti non si trova un lavoro qualificato, è impossibile accendere un mutuo, difficilissimo trovare alloggio, proscrizione alla politica ecc.Fatti furbo ed invece che sparare scemenze fai qualcosa anche tu!
        • vvvvvv hh scrive:
          Re: BhuHaHahahA HA!
          - Scritto da: Aieie
          - Scritto da: Get Real



          Ma gli autori di questa bambinata saranno

          scovati, e il loro futuro annientato per sempre.

          Non potranno trovare un lavoro qualificato o

          accendere un mutuo, mai più nelle loro vite.

          Probabilmente sarà quasi impossibile per loro

          trovare lavoro o alloggio, l'iscrizione nelle

          liste di proscrizione politica è la condanna
          alla

          morte

          civile.

          E, dimmi, cosa cambia per gli altri Italiani?
          Anche noi abbiamo il futuro annientato per
          sempre, infatti non si trova un lavoro
          qualificato, è impossibile accendere un mutuo,
          difficilissimo trovare alloggio, proscrizione
          alla politica
          ecc.

          Fatti furbo ed invece che sparare scemenze fai
          qualcosa anche
          tu!La STORIA insegna che invece è più facile per un pregiudicato, puoi addirittura essere senatore o addirittura capo del governo !
      • calindra omotepasi scrive:
        Re: BhuHaHahahA HA!
        - Scritto da: Get Real
        Se questo è il massimo che possono fare,
        buonanotte. Tremonti & Co, sai quanto gliene
        importa. Continueranno a fare quel che fanno
        anche senza il loro
        sito.

        Ma gli autori di questa bambinata saranno
        scovati, e il loro futuro annientato per sempre.
        Non potranno trovare un lavoro qualificato o
        accendere un mutuo, mai più nelle loro vite.
        Probabilmente sarà quasi impossibile per loro
        trovare lavoro o alloggio, l'iscrizione nelle
        liste di proscrizione politica è la condanna alla
        morte
        civile.tutto ciò, e forse, accadra ma *IN ITALIA*cioè il bronx-terzo mondo dell'Europa.tenetevela! (rotfl)
    • MegaLOL scrive:
      Re: BhuHaHahahA HA!
      Patetici.Con un paio di comandi, il sito torna in piedi.Il vostro futuro invece E' GIÀ MORTO! HAHAHAHA!Non c'è comando che tenga! No way! Non vi risolleverete mai più dalla condizione di TOTALE SERVAGGIO e di UMILIANTE IRRILEVANZA in cui siete stati relegati PER SEMPRE!!!Giocate pure con i vostri computerini finchè potete! I vostri sogni sono infranti, le vostre speranze vane. Il vostro prossimo pasto viene dal CASSONETTO! HAHAHAHAHAHAHA!
  • Fai il login o Registrati scrive:
    IPOCRITI
    Si riempiono la bocca con parole come "libertà" e poi si comportano esattamente come quelli che criticano, impedendo a chi la pensa diversamente di esprimere la propria opinione.Che ipocriti questi sinistri...
    • Zozzone scrive:
      Re: IPOCRITI
      Guarda che la destra attuale si è spinta BEN OLTRE la libertà di parola...
    • Enrico204 scrive:
      Re: IPOCRITI
      - Scritto da: Fai il login o Registrati
      Che ipocriti questi sinistri...Guarda che non è una protesta degli studenti di sinistra contro il governo di destra, ma degli studenti (destra E sinistra) contro l'intero sistema.Enrico
    • rolando scrive:
      Re: IPOCRITI
      meravigliosi :)
    • lufo88 scrive:
      Re: IPOCRITI
      Su ipocriti hai ragione. La vendetta trasversale non è mai un buon modo per far valere le proprie idee. Hanno defacciato il sito e cos'hanno ottenuto? NULLA!Sul fatto che siano di sinistra ti consiglio di guardare chi sta protestando. :)
      • rolando scrive:
        Re: IPOCRITI
        non si tratta di ottenere o non ottenere qualcosa, si tratta di fargli capire che ci sono cose che ad alcuni non vanno bene.Ora spiegami nel caso ci sia qualcosa che non va bene, Tu come faresti far valere i tuoi diritti.La storia ci insegna che le conquiste piu' grandi a livello umano sono state ottenute Purtroppo con ribellioni violente (non è il sistema migliore hai ragione, ma non sempre ci sono sistemi alternativi)
    • cossiga scrive:
      Re: IPOCRITI
      Non capisco cosa c'entrino "libertà di opinione", "ipocriti" e "libertà" con questa notizia, parole dette a caso tanto fer fare polemica ideologica da bar sport.
    • Aieie scrive:
      Re: IPOCRITI
      - Scritto da: Fai il login o Registrati
      Si riempiono la bocca con parole come "libertà" e
      poi si comportano esattamente come quelli che
      criticano, impedendo a chi la pensa diversamente
      di esprimere la propria
      opinione.

      Che ipocriti questi sinistri...Mai sentito il detto: "Combatti il fuoco con il fuoco"?
    • Luca scrive:
      Re: IPOCRITI
      Grande. Hai pienamente ragione. Dimostrano sempre quello che sono: incoerenti. Pagliacci di sinistra!!
    • leonardo() scrive:
      Re: IPOCRITI
      *PLONK*
    • vvvvvv hh scrive:
      Re: IPOCRITI
      - Scritto da: Fai il login o Registrati
      Si riempiono la bocca con parole come "libertà" e
      poi si comportano esattamente come quelli che
      criticano, impedendo a chi la pensa diversamente
      di esprimere la propria
      opinione.

      Che ipocriti questi sinistri...Ma Sai cosa è la libertà ? La libertà è difendere il proprio diritto anche con la violenza se occorre. Infatti la Polizia difende i tuoi diritti con i fiori o la pistola ? I grandi del risorgimento cosa hanno fatto ?Ma sai cosa è il diritto di parola ? Diritto d'esprimersi e far conoscere le proprie opinioni non operare violenza facendo i CRUMIRI !Ciao
  • uncle gonny scrive:
    ...
    HAHAHAHAHAHA YESSS! ormai qui la ribellione sembra l'unica via per farci sentire, e allora: FACCIAMOCI SENTIRE!
    • 200 OK scrive:
      Re: ...
      Poveri mentecatti... (rotfl)
      • Sgabbio scrive:
        Re: ...
        Ma anche no.
        • 200 OK scrive:
          Re: ...
          Ogni scusa è buona per scioperare.È necessario fare un po' di pulizia ogni tanto.
          • vvvvvv hh scrive:
            Re: ...
            - Scritto da: 200 OK
            Ogni scusa è buona per scioperare.

            È necessario fare un po' di pulizia ogni tanto.Giusto facciamo pulizia in senato !Fatto questo tu sarai d'accordo con i manifestanti perchè sentirai i giornalisti dare le notizie vere.ciao
          • 200 OK scrive:
            Re: ...
            A dir la verità mi sembra che ben poche persone si salvano.Ma dopotutto perchè lamentarsi? Quella gente è stata eletta dal popolo. Democrazia. Inutile piangersi addosso se si è stupidi.
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