Facebook e il dominio della terra

Annunciato da Mark Zuckerberg l'acquisto del dominio appartenente alla federazione degli agricoltori statunitensi. 8,5 milioni di dollari il costo dell'operazione. Perché sborsare questi soldi?

Roma – Che a Facebook non piacciano molto siti e domini che in qualche modo abbiano somiglianze strutturali con la propria architettura si era capito. Questa volta il sito di Mark Zuckerberg ha sborsato 8,5 milioni di dollari per acquistare il dominio fb.com appartenente all’ American Farm Bureau Federation .

Annunciata di recente dallo stesso CEO, la transazione pare sia correlata alle ultime novità riguardanti l’arcinoto social network. Sembra , infatti, che il sito in blu abbia intezione di lanciare una versione rinnovata dello spazio dedicato alle conversazioni private , capace di combinare SMS, messaggi, email e chat in un’unica interfaccia. Nonostante Mark Zuckerberg abbia ripetutamente sostenuto che non si tratti di una nuova ennesima webmail, una delle caratteristiche della nuova idea concernerebbe proprio l’assegnazione di un indirizzo di posta Facebook.com personalizzato.

Quale sarà la desinenza prescelta, resta un mistero. I dipendenti Facebook, infatti, usano già un dominio aziendale per le proprie caselle, mentre pare scontato che agli utenti spetterà un @facebook.com . Onde evitare spiacevoli malintesi, Zuckerberg avrà deciso di accaparrarsi dagli agricoltori il suddetto @fb.com , per evitare che le missive destinate ai suoi sottoposti giungano alle persone sbagliate.

Come notano gli esperti, l’ultimo dominio di alto profilo acquistato dal sito in blu è stato l’attuale Facebook.com , subentrato all’originario TheFacebook . Il costo di quest’ultima operazione, portata a termine nel 2005, ammontava a 200mila dollari, esattamente 42,5 volte inferiore rispetto agli 8,5 milioni ora spesi per avvalersi di Fb.com .

Cristina Sciannamblo

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  • gennaro fusco scrive:
    erotico
    super sexy
  • Sgabbio scrive:
    Sono pazzzzzziiii!
    Come da titolo...cioè chiedono cose fuori dal mondo, si riempiono SOLO DI RICIDOLO.
    • ephestione scrive:
      Re: Sono pazzzzzziiii!
      Anche da totale disinteressato all'"arte" e soprattutto ai musei (tranne quello della scienza e della tecnica che è stata una visita adolescenziale piacevolissima a Milano), ho scritto una mail al WEAM dicendo che (in breve) avranno pure un museo erotico, ma l'unica cosa oscena è il comportamento che hanno tenuto in tutta questa vicenda :P
  • pietro scrive:
    non credo
    non credo che possano andare troppo oltre, se le foto non sono una esatta replica dell'immagine esposta ma se solo ci sono particolari estranei, angolazioni differenti, illuminazioni particolari etc. allora le foto diventano una particolare interpretazione dell'autore, e come tali a loro volta ricadono sotto la protezione del copyright.
    • anonimo scrive:
      Re: non credo
      - Scritto da: pietro
      non credo che possano andare troppo oltre, se le
      foto non sono una esatta replica dell'immagine
      esposta ma se solo ci sono particolari estranei,
      angolazioni differenti, illuminazioni particolari
      etc. allora le foto diventano una particolare
      interpretazione dell'autore, e come tali a loro
      volta ricadono sotto la protezione del
      copyright.In un museo privato se non ti autorizzano non puoi scattare e pubblicare niente. Sono tanti i posti, anche pubblici, dove non si può e perfino posti all'aperto come alcuni giardini pubblici.
      • pietro scrive:
        Re: non credo
        - Scritto da: anonimo

        In un museo privato se non ti autorizzano non
        puoi scattare e pubblicare niente. Sono tanti i
        posti, anche pubblici, dove non si può e perfino
        posti all'aperto come alcuni giardini
        pubblici.DAlla notizia:"E non è tutto. Il fotografo avrebbe ignorato un apposito cartello che vieta l'utilizzo del flash o comunque la realizzazione di fotografie professionali. "se in quel museo proibiscono espressamente che non si possono eseguire foto professionali evidentemente si possono eseguire quelle amatoriali e se poi come dice sempre la norizia lui ha evitato di usare il Flash non ci dovrebbero essere peroblemi, per quanto riguarda la pubblicazione bisogna ancora definire se una pubblicazione su internet (su Flicker o face book o su un tuo sito personale etc. senza scopo di lucro) equivalga a una pubblicazione su una rivista o in TV o simili
    • alexarnz scrive:
      Re: non credo
      Allora anche un film ripreso con una telecamera dentro ad un cinema non dovrebbe essere illegale.Bisognerebbe rendersi conto che di norma, nei musei non si può fotografare. Avere il diritto di farlo è una eccezione.
      • OldDog scrive:
        Re: non credo
        - Scritto da: alexarnz
        Allora anche un film ripreso con una telecamera
        dentro ad un cinema non dovrebbe essere
        illegale.Suvvia, nel cinema si tratta di duplicare senza permesso un'opera commerciale che diventa fruibile senza riconoscimenti all'autore/produttore.In un museo mi aspetto di vedere opere d'arte che, in quanto tali, dovrebbero distinguere tra duplicazioni a fini di lucro e foto che ne rappresentino e diffondano l'esistenza (diffusione culturale E pubblicità per vedere l'opera originaria).

        Bisognerebbe rendersi conto che di norma, nei
        musei non si può fotografare. Avere il diritto di
        farlo è una eccezione.Questo non è vero. Nella mia esperienza sono invece numerosi i musei in cui è ammesso fotografare, a volte con tre eccezioni:- niente flash perché la luce intensa potrebbe danneggiare i colori originali delle opere esposte, dicono, oltre che infastidire gli altri visitatori che le osservano;- niente cavalletto perché si intralcerebbe il transito dei visitatori;- quando il luogo, oltre che museale, ha rilevanza per la sicurezza di stato o personale (per esempio i castelli dei Reali inglesi) e le foto potrebbero facilitare la preparazione di un attentato.E' invece in genere dichiarato o sottinteso che non è ammesso il lucro sulle immagini riprese.Vero, invece, che spesso col divieto vogliono tutelare il mercatino dei gadget, guide e ricordini vari che ormai è presente in maniera discreta ed economica o ingombrante e spennaturisti in quasi tutte le esposizioni.
  • ... scrive:
    Cioè...
    "...data la presenza non autorizzata del suo nome completo al di sotto di ogni fotografia..."Una volta se non mettevi la fonte degli articoli e/o foto era illegaleora se la metti è illegale
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